Governo, Di Maio-Salvini cercano un premier: “staffetta” o nome terzo?

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Governo, Di Maio-Salvini cercano un premier: “staffetta” o nome terzo?

Di Maio-Salvini: i leader di M5S e Lega cercano di risolvere il nodo premier per il Governo di fronte all’imminente scadenza delle 24 ore chieste al Quirinale.

Stanno per scadere le 24 ore chieste al Quirinale da Luigi Di Maio e Matteo Salvini per formare un nuovo Governo. Priorità sono temi e programmi, ma il nodo principale dei leader di M5s e Lega resta quello del nome del premier, dopo la caduta del veto al nuovo Esecutivo “Pentastellato-leghista” da parte di Silvio Berlusconi (il quale ha comunque dichiarato che Forza Italia non può votarne la fiducia). La prima intesa tra Di Maio e Salvini riguarda il fatto che nessuno dei due sarà capo del Governo (novità di rilievo soprattutto nel caso del leader pentastellato, che ha quindi fatto un passo indietro). Tuttavia, un’idea dell’ultima ora potrebbe portare a una sorta di staffetta tra i due a Palazzo Chigi, come provarono a fare Bettino Craxi e Ciriaco De Mita nel 1983. Con un premier “terzo”, sarebbe difficile per loro accettare ministeri: potrebbero invece fare da vice per tenersi liberi o prendersi ministeri di peso come gli Esteri per Di Maio e l’Interno per Salvini.

Governo, il toto-premier: da Giovannini a Cottarelli

Il toto-premier è ampio, con tanti nomi sul tavolo: da Enrico Giovannini (ex ministro del Lavoro, anche se l’ipotesi di una figura tecnica non è stata lanciata con convinzione) a Giulia Bongiorno, fino all’economista Carlo Cottarelli.Premier, tra Salvini e Di Maio spunta l'ipotesi terzo uomo Quest’ultimo, che dirige l’Osservatorio sui conti pubblici e che nel 2013 approdò in area di governo con Enrico Letta, potrebbe essere il nome giusto, anche nel caso in cui questa possibile intesa Di Maio-Salvini non vada a buon fine: Cottarelli potrebbe essere insomma il profilo giusto anche per l’Esecutivo neutrale proposto da Mattarella. Per quanto riguarda i vicepremier, per il M5S potrebbe essere Riccardo Fraccaro (che rinunciò in extremis alla presidenza della Camera in favore di Roberto Fico), mentre Giancarlo Giorgetti potrebbe essere il nome della Lega. Quest’ultimo resta per Salvini il candidato più autorevole alla premiership, profilo tale per rassicurare Berlusconi, stimato dal Quirinale e dalle opposizioni. Tuttavia, da una parte Di Maio considera sbilanciato l’esecutivo con un premier così pesante e dall’altra Giorgetti è la persona giusta per molteplici ruoli ministeriali (Economia su tutti). Per quanto riguarda i ministeri, il M5S punta a quelli economici, agli Esteri e al Lavoro, per arrivare a una delle priorità del suo programma: il reddito di cittadinanza. C’è comunque attesa per capire se questo “contratto di Governo” verrà firmato: nel caso sfumasse anche quest’accordo, sia Di Maio che Salvini sono pronti a un ritorno alle urne, mostrandosi quindi contrari all’Esecutivo neutrale proposto dal Capo dello Stato.