Il buco dei capannoni di Gianturco nel bilancio del Comune di Napoli

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Il buco dei capannoni di Gianturco nel bilancio del Comune di Napoli

Analizzata in commissione Patrimonio la situazione delle attività commerciali svolte nei capannoni in zona Gianturco, destinati ad attività industriale: circostanza che ha causato una rilevante perdita economica per l’Ente.

La riunione presieduta da Carmine Sgambati ha analizzato la situazione delle attività commerciali svolte nei capannoni dell’area est, zona Gianturco, destinati ad attività industriale, circostanza che causa al Comune una rilevante perdita economica per il mancato incasso degli oneri di urbanizzazione. Sono intervenuti l’assessore al Bilancio Enrico Panini, il dirigente del servizio di Pianificazione urbanistica generale Andrea Ceudech, il Comandante della Polizia Locale Ciro Esposito e il dirigente dell’Unità Operativa Tutela Edilizia della Polizia Locale Agostino Acconcio.

Gli esposti presentati da diversi cittadini su attività commerciali svolte in immobili destinati ad attività industriali, ristrutturati senza il rispetto delle procedure previste e senza il pagamento degli oneri dovuti al Comune, ha spiegato il presidente Sgambati illustrando il tema della riunione, attendono una risposta chiara dall’Amministrazione, soprattutto per il rilevante mancato incasso. Con incrementi di superficie e cambi di destinazione d’uso, ha aggiunto Sgambati, si è data vita ad attività commerciali molto redditizie che non sono state interrotte nonostante gli interventi e i controlli effettuati dalla Polizia Locale. Una contraddizione, hanno chiarito il Comandante Esposito e il responsabile della Tutela edilizia della Polizia Locale Agostino Acconcio, che si spiega con le lungaggini legate al procedimento penale che prevede, dopo l’invio dell’informativa alla Procura, l’emissione del decreto di sequestro.

Una situazione “complicata”

La situazione della zona orientale di Napoli, per il dirigente del servizio Pianificazione urbanistica generale Andrea Ceudech, è molto complicata e la situazione degli immobili che fanno riferimento ad attrezzature industriali ha prodotto provvedimenti adottati dagli uffici poi impugnati dalle parti. I cambi di destinazione d’uso vengono effettuati o tramite SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) o in assenza di titolo.

Migliaia le SCIA presentate agli uffici, sottoposte al vaglio dei funzionari una per una, secondo le disposizioni adottate dal nuovo dirigente. In caso di esposti presentati dai cittadini, in molti casi anni dopo rispetto all’avvio delle attività, occorre riprendere la pratica ed effettuare le dovute verifiche, valutando i casi singoli per verificare la sussistenza dell’interesse pubblico ad intervenire. Al momento, ha concluso Ceudech, non risultano comunque agli uffici denunce presentate dai cittadini. L’assessore Panini ha ricordato che molte delle situazioni a cui si è fatto riferimento risalgono al 2010.

Va comunque accolto con favore l’allarme lanciato dalla commissione, invitandola a proseguire la discussione anche invitando gli altri uffici interessati alla materia, i servizi Antiabusivismo, Sportello Unico Attività Produttive e Gestione Tari. Per il consigliere Vincenzo Moretto (Prima Napoli) non è una novità che dietro molte di queste attività si nasconda la mano della criminalità organizzata, ma sorprende che nonostante gli interventi della Polizia Locale si continui a consentire la vendita e non intervenga il provvedimento di sequestro dell’Autorità Giudiziaria per i casi che hanno rilevanza penale.