Cesare Battisti, il ministro Orlando: «Deve scontare la pena in Italia»

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Cesare Battisti è protetto da un decreto dell’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che gli ha concesso un «visto permanente» nel paese sudamericano.

Roma – Cesare Battisti, dopo l’arresto avvenuto ieri in Brasile, ha dichiarato alla polizia federale di «non temere di essere estradato in Italia», perché si sente «protetto» da un decreto dell’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che gli ha concesso un «visto permanente» nel paese sudamericano. Lo riferisce il sito del quotidiano “Estadao”.

Battisti ha poi aggiunto agli inquirenti di essere «protetto giuridicamente» contro una possibile estradizione in quanto il giudice supremo Cesar Peluso aveva già stabilito che i reati per i quali è accusato sono prescritti nel 2013. Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha incontrato l’ambasciatore italiano in Brasile. “Oggi con Antonio Bernardini per riportare Battisti in Italia e assicurarlo alla giustizia. Continuiamo il lavoro con le autorità brasiliane“, afferma Alfano su Twitter. «L’Italia è fortemente determinata a far sì che Battisti sconti la sua pena nel nostro Paese, anche per restituire in parte ciò che è stato tolto alla nostra comunità e ciò che è stato inflitto alle vittime del terrorismo», ha dichiarato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. «Noi abbiamo fatto tutti i passi presso tutte le autorità giurisdizionali brasiliane – ha aggiunto – e tutte le autorità politiche, e ne faremo altri».

Nel frattempo è stato confermato l’arresto per Cesare Battisti. Secondo il giudice del Mato Grosso do Sul l’ex terrorista stava cercando di passare il confine del Brasile in direzione della Bolivia, dunque, la misura preventiva è necessaria per scongiurare altre fughe.