Commissione banche, Casini convocherà la Boschi

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Dopo mesi e mesi di attesa ha iniziato i lavori la commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

L’allarme lanciato dal quotidiano Libero sulla possibilità che Etruria e Montepaschi restino fuori dall’indagine parlamentare sugli scandali del credito ha fatto effetto. Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, Pier Ferdinando Casini, ha scritto ai numero uno di Bankitalia e Consob, Ignazio Visco e Giuseppe Vegas, chiedendo di acquisire ogni elemento istruttorio utile all’inchiesta parlamentare, per tutti gli istituti finiti in default. L’istanza, si legge in una nota, riguarda “Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Monte dei Paschi di Siena, e le quattro banche in risoluzione: Marche, Etruria, CariChieti e CariFerrara“. Tra le priorità che spiccano nella relazione di Casini, il focus sulle retribuzioni degli amministratori delle banche. Questione che sarà affrontata «separatamente». A volte, ha spiegato Casini, «gli standard stipendiali in questione non sono risultati in linea con la situazione di difficoltà delle singole banche». Se le banche sono in crisi è colpa della «cattiva gestione da parte del management», delle «politiche inadeguate adottate per l’erogazione dei crediti» e delle «pratiche commerciali non corrette».

Resta l’incognita del tempo disponibile. Con le elezioni in primavera ci sarà poco da indagare. Su quest’ultimo punto, in un’intervista al Corriere della Sera, interpellato sulla possibilità che la commissione produca soltanto un buco nell’acqua a causa dei tempi, risponde: “Non dipende da noi se la legislatura è alla fine. Ma se lavoreremo tutti seriamente e con lo spirito giusto non sarà una commissione inutile“. E ancora, quando gli chiedono se ascolteranno anche la sottosegretaria Boschi e l’ex premier, spiega: “Al momento abbiamo deciso di partire dalle crisi più recenti, quelle che hanno investito le banche venete. Se avessimo cominciato dal passato – prosegue -, ci saremmo impantanati subito in una discussione su se partire dal 2007, dal 2008 o dal 2012. Iniziamo dagli ultimi casi, che è un criterio oggettivo, ma ciò non ci impedirà di esaminare tutte le crisi. Compresa Banca Etruria. Quando arriveremo lì, decideremo quali audizioni fare“.

(fonte Libero.it)