Controlli straordinari a Poggioreale: maxiblitzi della Polizia nella baraccopoli con un arresto, 23 denunce e il sequestro di rame e armi.
Un’imponente operazione di controllo straordinario del territorio ha interessato il quartiere di Poggioreale, dove circa un centinaio di agenti della Polizia di Stato sono intervenuti all’interno di un insediamento di baracche per contrastare situazioni di degrado e illegalità diffusa.
Le attività di prevenzione e repressione hanno visto l’impiego sinergico di numerose articolazioni della Questura di Napoli — tra cui la Squadra Mobile, i Commissariati di zona, le Unità Cinofile, la Scientifica e il Reparto Prevenzione Crimine — sostenute dal supporto aereo di un elicottero e di un drone per il monitoraggio dall’alto, oltre che dal personale dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale.
Sequestro di materiale e perquisizioni
L’esito delle verifiche effettuate durante l’intervento è stato reso noto dall’agenzia di stampa ANSA. Come riportato dall’ANSA, il bilancio delle operazioni a Poggioreale ha visto l’identificazione di diversi soggetti e il controllo di 14 autoveicoli. Durante le perquisizioni nell’area, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e posto sotto sequestro molteplici strumenti atti allo scasso e un consistente quantitativo di materiale conduttore: circa otto quintali tra cavi e rame lavorato, il cui valore commerciale è stato stimato intorno agli 8 mila euro.
Arresti, armi e allacci illeciti alla rete elettrica
Nel corso dell’attività ad alto impatto nel rione di Poggioreale, gli operanti hanno tratto in arresto una donna gravemente indiziata di possesso clandestino di armi da fuoco, ricettazione, opposizione a pubblico ufficiale e sottrazione indebita di elettricità. Un altro individuo è stato deferito all’autorità giudiziaria per la detenzione abusiva di una katana.
Infine, grazie alle verifiche svolte sul posto con il supporto dei tecnici specializzati dell’Enel, è stato possibile individuare numerose utenze irregolari: ventitré persone sono state denunciate a piede libero per essersi collegate abusivamente all’infrastruttura elettrica pubblica.
