giovedì, Aprile 25, 2024

Piantagioni di cannabis sui Monti Lattari e sul Faito: due arresti

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Luigi Maria Mormone
Luigi Maria Mormonehttps://www.2anews.it
Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Monti Lattari e Monte Faito: Carabinieri impegnati nei servizi volti al contrasto delle coltivazioni di piantagioni di cannabis. In manette un 57enne e un 58enne.

Nel Parco regionale dei Monti Lattari il Comando Provinciale di Napoli – nell’ambito dei servizi volti al contrasto dell’attività illecita di produzione e spaccio di sostanze stupefacenti – ha disposto in questo periodo estivo mirati servizi di perlustrazione. Quest’anno, a fornire un preziosissimo contributo ai militari della compagnia di Castellammare di Stabia, i militari dello squadrone eliportato cacciatori Calabria e Puglia.

Durante le operazioni i carabinieri hanno arrestato a Pimonte un 57enne incensurato del posto. I militari hanno perquisito il terreno dell’uomo ed hanno rinvenuto e sequestrato 229 piante di cannabis indica alte circa 2 metri e mezzo. Sequestrate anche altre 43 piante della stessa tipologia – piantate in dei vasi – nascoste in un container interrato. Il nascondiglio era stato adibito a serra con corrente elettrica, impianto di areazione ed acqua. Tutto creato abusivamente. I Carabinieri hanno anche constatato che il furto di corrente elettrica ammonta ad un valore di quasi 84mila euro. Il terreno e il container sono stati sequestrati. Le piante campionate e poi distrutte.

A Lettere, invece, i militari dell’Arma hanno arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente un 58enne del posto già noto alle ffoo. I Carabinieri hanno perquisito la sua abitazione e i terreni limitrofi. Rinvenuti e sequestrati quasi 2 grammi di cocaina e 86 grammi di marijuana oltre a 4 bilancini di precisione e vario materiale per il confezionamento della droga.

Gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa del giudizio dell’Autorità giudiziaria oplontina.

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