Parlamentarie M5S, rush finale per le candidature

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Parlamentarie M5S, rush finale per le candidature

Entro il 19 la consultazione online per gli aspiranti deputati e senatori del M5s. Sara’ l’inizio ufficiale della campagna elettorale dei pentastellati.

Il gran giorno è oggi. Entro le 12 dovranno arrivare sulle scrivanie di Grillo e Casaleggio i nomi di chi vuole presentarsi alle elezioni di marzo. Al M5s si aspettano che si faranno avanti migliaia di persone desiderose di affrontare la prova delle “parlamentarie”, le primarie on line dalle quali usciranno le liste cinque stelle. In due settimane, giorno più giorno meno, il “casting” dovrebbe essere concluso: il 19 gennaio lo squadrone elettorale dei pentastellati si riunirà a Pescara per la convention che darà il via alla campagna elettorale.

Fake News Biden, continua la polemica tra Lega, Pd e M5SC’è attesa ma anche un po’ di inquietudine nelle file del M5s per le nuove regole. Non tanto per la multa da 100mila euro per i futuri dissidenti, quanto per le candidature degli indagati e l’apertura ai non iscritti. Un grande potere se lo sono riservati Beppe Grillo, Davide Casaleggio e Luigi Di Maio, che filtreranno gli aspiranti candidati, eliminando coloro che non rispettano le regole. Grillo ha assicurato che il processo di scrematura sarà “limpido, trasparente e regolare”.

Le nuove regole, si sa per certo, hanno fatto storcere più di un naso: far entrare gli esterni in lista e chiudere un occhio su chi è finito nelle maglie della giustizia sembra avvicinare pericolosamente il movimento di Grillo agli altri partiti. Oggi però l’ala “ortodossa” dei cinque stelle ha smentito che ci siano mugugni e malumori.

Roberto Fico nega con forza di remare contro la svolta decisa da Grillo: “Basta con le bugie dei giornalisti” esclama il presidente della Vigilanza Rai. A suo giudizio “con il nuovo codice etico si rafforzano le tutele contro i conflitti di interessi e contro condotte fraudolente che possono prescindere dalle indagini penali. E per gli eletti si prevede la rinuncia ai privilegi, stipendi faraonici e si contempla la massima trasparenza su ogni azione. Principi molto diversi da quelli degli altri partiti”. Allo stesso modo la senatrice Paola Taverna, altra “dura e pura” della prima ora, esclude che i cinque stelle siano sul punto di normalizzarsi: “Con le nuove regole, il M5S non si trasforma in un partito. Anzi, restiamo una cosa del tutto diversa”.

Le critiche vengono invece dal Pd, che mette nel mirino il ruolo dell’azienda di Davide Casaleggio. Osserva il senatore dem Andrea Marcucci: “Esiste un gigantesco conflitto di interesse che riguarda il M5S e l’azienda Casaleggio, amplificato dalle nuove regole. Un’azienda si alimenta con i soldi pubblici del M5S ed i vertici aziendali non eletti ne determinano la linea politica”. (ANSA).