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Paolo Caiazzo al Teatro CortéSe con Boomer – Un papà sul sofà

Nel tempo inquieto delle relazioni fragili e delle solitudini condivise, il teatro continua a raccontare con lucidità e ironia le crepe del nostro vivere quotidiano. Ed è proprio dentro questa umanità incerta, sospesa tra comicità e malinconia, che si colloca il nuovo appuntamento della stagione del Teatro CortéSe, dove venerdì e sabato 15 e 16 maggio alle ore 21 e domenica 17 maggio alle ore 18 arriva Paolo Caiazzo con “Boomer – Un papà sul sofà”.

Nel teatro di Viale del Capricorno ai Colli Aminei, diretto da Anna Sciotti con la consulenza artistica di Giuseppe Giorgio, prende forma una commedia dal ritmo vivace e dall’anima sorprendentemente amara, capace di trasformare il sorriso in riflessione. Caiazzo, autore, regista e protagonista accanto a Daniele Ciniglio e Nicola Pavese, con la partecipazione di Gioia Miale, costruisce uno spettacolo che osserva il disordine emotivo di più generazioni costrette a convivere sotto lo stesso tetto e dentro le stesse inquietudini.

Al centro della vicenda vi è l’incontro-scontro tra un padre improvvisamente travolto dalle sconfitte della vita e un figlio alle prese con la precarietà sentimentale ed esistenziale di un presente senza punti fermi. Attorno a loro si muovono giovani disillusi, rapporti consumati troppo in fretta, speranze che arrancano tra compromessi e necessità quotidiane. Quel sofà, apparentemente semplice elemento domestico, diventa così il luogo simbolico di una convivenza forzata, ma anche il confine sottile tra incomprensioni, affetti irrisolti e desiderio di riscatto.

La scrittura scenica procede tra gag, tensioni emotive ed equivoci, lasciando emergere con naturalezza temi profondi come il fallimento personale, la paura della solitudine e il bisogno ostinato di ricominciare. Anche il personaggio di Assunta, donna segnata da un passato tormentato e da inattese derive virtuali, contribuisce a dare alla storia ulteriori chiaroscuri, in un intreccio dove nulla appare davvero semplice o definitivo.

“Boomer” si rivela così molto più di una commedia brillante. È uno specchio ironico e disilluso del nostro presente, un racconto teatrale che, dietro il meccanismo della risata, custodisce il disagio di intere generazioni incapaci di smettere di cercare amore, ascolto e appartenenza. E forse proprio in quella improbabile convivenza, fatta di scontri, debolezze e improvvisi slanci di tenerezza, riaffiora ancora il bisogno antico e ostinato di sentirsi famiglia.

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