La Dda di Napoli coordina gli accertamenti dei carabinieri sull’uccisione del 21enne incensurato avvenuta a Miano. La pista principale resta quella di una lite nata durante una partita di calcetto.
Si concentra su un sedicenne, imparentato con un presunto affiliato a un clan di camorra, l’attenzione degli investigatori impegnati nelle indagini sull’omicidio di Lorenzo Spasiano, il 21enne incensurato ucciso ieri nel quartiere Miano, a Napoli.
A coordinare l’inchiesta è la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, con il sostituto procuratore Enrica Parascandolo. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri.
Spasiano, operaio, appassionato di calcetto e boxe, è stato ferito mortalmente davanti alla sua abitazione.
Un solo colpo sparato da distanza ravvicinata
Secondo quanto emerso finora, ad agire sarebbe stata una sola persona. Il killer avrebbe esploso un colpo di pistola da distanza ravvicinata, centrando il giovane al torace.
L’ogiva avrebbe raggiunto il cuore, senza lasciare scampo alla vittima.
I carabinieri hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e raccolto sommarie informazioni testimoniali nel quartiere.
La pista della lite durante una partita di calcetto
Al momento, la pista privilegiata resta quella di una lite scoppiata lo scorso marzo durante una partita di calcetto.
A quella zuffa sarebbero seguiti altri episodi più o meno violenti e anche minacce di morte via chat. Elementi che, se confermati, potrebbero aver preceduto l’omicidio di Lorenzo Spasiano.
