Sannio, inquinamento ambientale e frode: sequestrati sei depuratori

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Palma Campania, sequestri e sanzioni da parte dei carabinieri

Benevento news: indagati i vertici delle società che gestiscono i depuratori di alcuni Comuni del Sannio.

I militari del gruppo Carabinieri Forestale di Benevento e della direzione marittima della guardia costiera Campania hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di depuratori in alcuni Comuni del Sannio. Per la precisione, si tratta di sei depuratori nei Comuni di Benevento, Moiano, Melizzano, Apollosa e Arpaise (due). Emessi inoltre tre avvisi di garanzia nei confronti dei responsabili degli impianti di Gesesa, Eco2001 e Nurc, gestori delle strutture.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, retta da Aldo Policastro e dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo. L’accusa è di inquinamento ambientale e frode nell’esecuzione di pubbliche forniture.

Come riporta “Il Mattino”, la cooperazione tra le parti ha portato a un modello di indagine che ha impiegato prima il telerilevamento ambientale delle aste fluviali beneventane (effettuato con aerei delle Capitanerie di porto) e poi fatto ricorso a personale della polizia giudiziaria per accertare, sul posto, le molteplici immissioni abusive. Un incrocio di dati e verifiche che ha consentito un più efficace censimento sia degli scarichi diretti (11) sia di quelli provenienti da impianti di depurazione dei Comuni (sei).

Sequestro depuratori, ministro Costa: “Chi inquina deve pagare”

Terra dei fuochi, il ministro Sergio Costa: “Ora è tempo di bonifiche”

Tale indagine è stata elogiata dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il quale ha dichiarato che “contro chi avvelena l’ambiente condurremo una battaglia senza quartiere: chi inquina paga, e deve pagare fino in fondo. È possibile che a inquinare il proprio territorio sia chi ci vive?”.

Sequestro depuratori, Gesesa: “Totale estraneità rispetto ai reati contestati”

Quello di ieri è il terzo atto di un’inchiesta che, lo scorso aprile, aveva già portato al sequestro di una serie di scarichi fognari. Se nella prima fase dell’inchiesta furono chiamati in causa i sindaci, ora nel mirino degli inquirenti sono finiti i responsabili degli impianti di depurazione. Dal canto suo, la Gesesa esprime in una nota “piena disponibilità a collaborare, per dimostrare la totale estraneità”, ribadendo “la correttezza della sua azione di gestione e manutenzione degli impianti. È stato già conferito mandato ai legali per richiederne il dissequestro”.