Casalduni, sindaci protestano: “Non paghiamo più quote Stir”

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Casalduni, sindaci protestano: “Non paghiamo più quote Stir”

Casalduni: i sindaci dei Comuni della zona chiedono la sospensione del pagamento delle quote per le discariche “post-mortem”.

Situazione difficile a Casalduni, sede dello Stir andato in fiamme lo scorso 23 agosto. Quello all’impianto sannita è stato l’ultimo incendio di un’estate terribile per gli impianti di rifiuti in Campania (basti pensare a quanto accaduto a San Vitaliano e Caivano). Ad oggi permane l’azione di vigilanza dei Vigili del fuoco, a presidio dello Stir notte e giorno.

Rimangono diversi nodi da sciogliere da parte dei sindaci dei Comuni limitrofi. Come riporta “Il Mattino”, ci sono dubbi sull’individuazione di un sito idoneo per conferire i rifiuti combusti che vanno rimossi dallo Stir, perché l’impianto ha urgenza di essere svuotato prima dell’inizio della stagione delle piogge. Ma, soprattutto, incombe la problematica della copertura economica della quota della tariffa per le discariche post-mortem (circa 50 euro a tonnellata), dovuta alla Samte (società partecipata dalla Provincia per la gestione del ciclo rifiuti che sta regolarmente continuando a svolgere il servizio di gestione e prelevamento del percolato).Casalduni, sindaci protestano: “Non paghiamo più quote Stir” I sindaci di Sant’Angelo a Cupolo, Fragneto Monforte, Pontelandolfo e Casalduni chiedono la sospensione del pagamento: “Abbiamo richiesto di incontrare il presidente De Luca e l’assessore Bonavitacola– ha dichiarato il primo cittadino di Sant’Angelo a Cupolo, Fabrizio D’Ortapoiché è insostenibile per i Comuni, in questa fase di chiusura dello Stir, il pagamento della quota per le discariche “post mortem”.

Dobbiamo tutti insieme coinvolgere le istituzioni poiché questo fardello ereditato, che riguarda la gestione dei rifiuti di tutta la Regione portati nel Sannio nel periodo dell’emergenza, continui ad essere sostenuto dal Sannio. Se non si riuscisse a togliere questa quota, potremo essere costretti ad emettere un ruolo suppletivo gravando maggiormente i cittadini che già sono tartassati di tante spese”.

Stir di Casalduni, si dimette Solano (ad Samte): “Tutti si assumano le proprie responsabilità”

L’amministratore unico della Samte, Fabio Solano, si è dimesso dalla guida dell’azienda provinciale che si occupa della gestione dei rifiuti nel Sannio. La decisione è stata comunicata in conferenza stampa: “Dimissioni – ha spiegato Solano – che vogliono dare una scossa all’intero comparto dei rifiuti provinciale e che vogliono portare tutti a prendersi le proprie responsabilità”.

Con questa decisione, Solano vuole tutelare tutti “i dipendenti che hanno sempre fatto il massimo nonostante le difficoltà nelle quali versa l’azienda”. Il riferimento è alle molte dichiarazioni delle scorse settimane che sottolineavano le presunte mancanze della società nella gestione dell’impianto di Casalduni.

Solano se la prende inoltre con “i sindaci morosi che negli anni hanno causato danni alle finanze della Samte non pagando un servizio che comunque è stato sempre erogato con puntualità. Oggi siamo all’anno zero dei rifiuti nel Sannio e mi auguro che anche su questa filone la magistratura possa fare totale chiarezza”.