martedì, Maggio 18, 2021

Noduli tiroidei: sperimentata una nuova terapia laser

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Noduli tiroidei: sperimentata una nuova terapia laser
Redazionehttp://www.2anews.it
2Anews è un magazine online di informazione Alternativa e Autonoma, di promozione sociale attivo sull’intero territorio campano e nazionale. Ideato e curato da Antonella Amato, giornalista professionista. Il magazine è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n.67 del 20/12/2016.

“L’obiettivo della terapia termoablativa interstiziale laser è quello di distruggere i noduli tiroidei senza asportare l’organo”.

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Tecnica innovativa nel trattamento dei noduli tiroidei sperimentata con successo presso la Clinica San Michele di Maddaloni dall’equipe del dr. Fedele De Marino. Sono stati oltre 50 i pazienti trattati e che, in termini statistici, rappresentano ad oggi il più alto numero in Campania. La termoterapia interstiziale laser dei noduli tiroidei comparve sulla scena dei trattamenti mini invasivi della tiroide già nel 2000.

Fu Pacella ad applicare per la prima volta la tecnica laser percutanea ai noduli tiroidei a carattere maligno. Successivamente  gli studi di Dossing e Pacella  aprirono la strada al trattamento dei noduli tiroidei benigni. Noduli tiroidei: sperimentata una nuova terapia laserQuesta tecnica è un’attraente  alternativa per i pazienti in cui è controindicato l’intervento chirurgico (cardiopatici etc), essa consiste nella distruzione del tessuto mediante l’inserimento all’interno del nodulo, di fibre ottiche che veicolando energia luminosa   sprigionano calore necrotizzando il nodulo tiroideo. Il risultato terapeutico è rappresentato dalla riduzione volumetrica del nodulo, e di conseguenza dei sintomi locali, quali compressione tracheale o esofagea  e dalla diminuzione o scomparsa della visibilità del gozzo nodulare.

L’obiettivo della terapia termoablativa interstiziale laser è quello di distruggere la lesione senza asportare l’organo, preservandone quindi la normale anatomia e funzionalitàLa termoablazione è riservata in primo luogo a quei pazienti con gozzo nodulare, sintomatici che, causa deviazione e compressione sulla trachea o sull’esofago, presentano controindicazioni all’anestesia generaledice il dr. Fedele De Marino La riduzione del nodulo si ha fino al 70/90 per cento delle dimensioni iniziali.

I follow up successivi permettono di valutare la eventualità di un secondo trattamento. Dalla esperienza personale, maturata su pazienti trattati, già dopo un mese si raggiunge il risultato che porta alla risoluzione della sintomatologia compressiva riferita dal paziente.  Il trattamento mininvasivo  può essere effettuato con ricovero in day surgery con dimissione il giorno dopo il trattamento”.

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