Napoli, Palargento: il nuovo progetto è nelle mani del Comune

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Napoli, Palargento: il nuovo progetto è nelle mani del Comune

Palargento: il nuovo progetto per la ricostruzione dello storico palazzetto dello sport è stato consegnato al Comune di Napoli.

Gli sportivi napoletani attendono da tempo la riapertura del Palargento, lo storico impianto di Viale Giochi del Mediterraneo che da vent’anni è fermo e abbandonato al suo destino, dopo aver ospitato concerti, tornei di tennis (con campioni del calibro di Panatta, Borg, Lendl e McEnroe) e boxe (con Patrizio Oliva sul ring).Napoli, Palargento: il nuovo progetto è nelle mani del Comune La struttura era talmente importante che fu utilizzata perfino per emergenze socio-sanitarie: basti pensare che vi avvennero le maxi vaccinazioni durante l’epidemia del colera del 1973. Il Palargento versa oggi in forti condizioni di degrado, una situazione simile a quella di un altro pezzo di storia dello sport napoletano, il Centro Paradiso di Soccavo (ex sede del Calcio Napoli). Il palazzetto di Fuorigrotta è stato recentemente anche escluso dai finanziamenti in vista delle Universiadi del 2019, dato che tutta la decima municipalità ne è stata lasciata fuori.

Un restyling per le strutture di Viale Giochi del Mediterraneo

Adesso, tuttavia, sembra essere davvero la volta buona per il sospirato rilancio: la proposta di ricostruzione è stata infatti presentata ufficialmente al Comune di Napoli. Il progetto è stato esaminato con attenzione ed è arrivata anche una controproposta da parte di Palazzo San Giacomo: d’accordo ad affrontare l’ipotesi della rinascita del Mario Argento – è scritto in una lettera ufficiale – ma il progetto va ampliato, deve comprendere anche la trasformazione del Palabarbuto e il totale restyling dei campi da tennis che si trovano alle spalle degli impianti. Il primo passo è insomma stato fatto, ora bisogna dar seguito a questo percorso. Come riportato da “Il Mattino”, il progetto porta la firma dello studio dell’ingegnere Dario Boldoni, il quale però ha spiegato di non voler affrontare l’argomento “perché, per quanto ne so io, la vicenda avrebbe dovuto rimanere riservata. Se avete letto il nome del mio studio non posso evitare di confermare”.