Napoli, giri l’angolo ed è solo abbandono e sporcizia

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di Maria Sordino – Se Venezia sale agli altari della cronaca per il degrado in cui versa, Napoli, ahimè, non è da meno.

Partiamo da Mergellina, quella degli chalet, che dovrebbe essere uno dei luoghi da cartolina “acchiappa” turisti per la città e che si trova in condizioni pietose: spazzatura abbandonata nei giardini pubblici, dove alcuni senzatetto dormono tra topi e scarafaggi, buche aperte al centro dei marciapiedi, rifiuti abbandonati davanti ai cassonetti e in ogni angolo delle strade.

Purtroppo anche il quartiere di Fuorigrotta versa in uno stato di abbandono. I giardini usati come toilette per i cani, sporcizia ovunque. Una zona così importante dove si organizzano tanti eventi con lo Stadio San Paolo che oltre alle partite del Napoli ospita spesso concerti e la Mostra D’Oltremare protagonista di manifestazioni che richiama migliaia di persone.

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Eppure i visitatori, a confermare un trend da record per il Ferragosto napoletano, ci sono. Ma verrebbe da aggiungere, purtroppo. Lo spettacolo di degrado, abbandono, inciviltà e mancanza di regole offerto è vergognoso. Anche la piccola spiaggia del Borgo Marinari è una discarica in miniatura. E se di giorno,sul lungomare, tra le barche e gli yacht ormeggiati, dove i forzati dell’estate a Napoli si tuffano, non va meglio, nelle notti della movida imperversano ovunque moto parcheggiate sui marciapiedi e auto ferme in tripla fila. Quando ci si sposta dai luoghi di passeggio dei turisti verso altre zone della città, la musica non cambia.

Olezzo d’urina nauseabondo, rifiuti di ogni genere abbandonati e bruciati sotto scale mobili mai entrate in funzione. Questo è il Centro Direzionale di Napoli, che di giorno brulica di persone in giro fra uffici e palazzi politici posti qua e là e di pomeriggio e nel weekend diventa terra di nessuno. Costruito a metà degli anni ’80 e mai entrato completamente in funzione, oggi è un posto abbandonato, un’occasione sprecata di creare uno spazio che avrebbe potuto essere luogo di incontri, dedicato ad attività produttive e ricreative. Come piazza Gae Aulenti di Milano, giusto per fare confronti.

Sicuramente non ci sono le montagne di spazzatura dell’emergenza di cinque anni fa, che hanno fatto parlare in negativo di Napoli il mondo intero, ma l’incuria di questi giorni d’estate, che genera tanfo e sporcizia, è insopportabile e richiede interventi immediati e tangibili.

Una piccola storia di speranza – La parola degrado è, purtroppo, ancora associata al nome della nostra città, ma è proprio da questa parola che può nascere la speranza. A San Giovanni a Teduccio, quartiere delle periferia orientale della città partenopea, il teatro diventa un’alternativa al degrado, grazie all’associazione “Gioco immagine e parole”, nata vent’anni fa, per insegnare ai bambini che esistono altre opzioni al degrado, come la conquista di spazi pubblici di cui riappropriarsi, per abbellirli e renderli, così, vivibili.

E il teatro, ancora una volta, si rivela straordinario e potente strumento di comunicazione e denuncia. Che possa essere questa la strada?