Sarri contro Guardiola: maestri di calcio a confronto

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Calcio Napoli. “Impoverendo il sistema poi si impoveriranno anche i ricchi”

Il tecnico azzurro: “voglio una squadra che abbia il coraggio di giocare faccia a faccia col Manchester”.

di Gianmarco Giugliano – Stasera a Manchester si giocherà l’attesissima sfida Manchester City Napoli. Due allenatori a confronto, due stili di gioco e due filosofie simili e affascinanti. Entrambi vogliono vedere la loro squadra “giocare”, imporre il proprio credo calcistico, arrivare alla finalizzazione attraverso trame studiate in allenamento e figlie di geometrie millimetriche.

Guardiola è uno dei migliori allenatori (se non il migliore) ormai da anni: col Barcellona ha scritto la storia del calcio inventando un palleggio orizzontale incessante che ha preso il nome di Tiki Taka. Ha vinto tutto: Champions, Liga ma soprattutto ha dimostrato come il calcio non deve essere solo fisicità e potenza ma soprattutto dominio del possesso e tecnica sopraffina. Il Barcellona, oltre ad avere grandissimi campioni, aveva nella rapidità di esecuzione e nella velocità degli elementi, i suoi princìpi caratterizzanti. Messi, David Villa, Iniesta, Xabi Alonso non erano “granatieri” ma abili palleggiatori. L’invenzione di Mascherano (centrocampista di natura) a difensore segnò una svolta: il difensore non deve solo interrompere l’azione ma “deve” saper iniziare una trama offensiva.

Sarri ha studiato Guardiola, ne ha assimilato i concetti, li ha rivisitati fino ad arrivare, col Napoli, alla esaltazione all’italiana di quel concetto: l’attenzione ai movimenti difensivi ha caratterizzato molti degli allenamenti degli azzurri. Squadra alta, concentrata in pochi metri, pronta al pressing o a ripiegare in difesa appena l’avversario lancia il pallone in avanti. La rivisitazione di Sarri non è, però, solo difensiva: il Tiki Taka di scuola Guardiola, ha visto una modifica sostanziale: non più un possesso orizzontale ma un gioco verticale che favorisce, con la vicinanze delle linee di gioco, l’inserimento in fase offensiva. Giustamente, il gioco di Sarri è stato ribattezzato Tiki Taka verticale. Anche sulla scelta degli “undici” il credo sarriano si avvicina alla filosofia del Barcellona di stampo guardiolano: la tecnica è stata preferita alla fisicità. Un centrocampo con Hamsik, Jorginho e Allan non gioca sui centimetri e sulla potenza ma sulla rapidità ed, appunto, sulla tecnica. Siamo di fronte a due maestri di calcio, due allenatori che, con la loro filosofia, hanno fatto e stanno facendo esaltare gli amanti dell’estetica del calcio.

Per il Napoli e per Sarri, ascoltare ieri i complimenti di Guardiola : “quando li vedo giocare… Wow…” è stato sicuramente lusinghiero ma ora bisognerà dimostrare sul campo che non c’è solo bellezza anche a questi livelli. Sarri sa bene che il tasso tecnico è incolmabile: troppo forti gli inglesi, troppa differenza di fatturati e di capacità gestionali. Forse per questo, ieri, in conferenza, l’allenatore partenopeo ha chiesto alla squadra di essere sfrontata ed ha espresso un desiderio: vedere palleggiare gli azzurri “in faccia” alla squadra di Guardiola. Non ha parlato di risultato: ha parlato di gioco, di filosofia, di applicare ciò per cui si allenano da tre anni. Questo è Sarri, questo è il Napoli e la voglia di vedere, stasera, quanto di questa filosofia sia stata assimilata è altissima. Si gioca Manchester Napoli: in campo c’è il calcio con la C maiuscola e l’attesa non è solo per i tifosi delle due squadre ma per l’intero mondo del pallone.

Il gioco del calcio è tutto stasera a Manchester: non perdetevi lo spettacolo!