“LA SPIAGGETTA DEL NAPOLI” E’ IL CLUB DEI GIOCATORI DEL NAPOLI PER IL RECUPERO POST ALLENAMENTI

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DIMARO-FOLGARIDA – Per tutti è ormai la “spiaggetta del Napoli” e per alcuni giorni all’anno, precisamente a luglio, diventa un club super esclusivo riservato a pochi supereletti. Contrariamente al nome non è collocato in riva al mare, sugli arenili di La Gaiola, Marechiaro o a Posillipo normalmente frequentati dai vip partenopei, ma si trova in val di Sole ai piedi delle Dolomiti di Brenta, sulle rive del torrente Meledrio a Dimaro, a quattro passi dallo stadio di Carciato sede per la sesta volta consecutiva della preparazione precampionato della squadra del Napoli. E’ il sogno proibito di tutti tifosi partenopei perché a frequentarlo praticamente tutti i giorni, addirittura due volte al giorno, sono tra gli altri Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Ghoulam, Koulibaly, Lasicki, Maggio, Tonelli, Allan, De Guzman, Jorginho, David Lopez, El Kaddouri, Valdifiori, Callejon, Dumitru e Gabbiadini. E tra un pò anche da Hamsik, Mertens e Insigne, i giocatori attesi in val di Sole al termine delle vacanze post Europei. E ovviamente il neo acquisto Emanuele Giaccherini che oggi ha sottoscritto a Dimaro-Folgarida un contratto triennale con l’AD Andrea Chiavelli e tornerà in Val di Sole nell’ultimo periodo del ritiro assieme a Lorenzo Insigne, compagno di avventura agli Europei.

 

Per accedere alla spiaggetta è richiesto un unico requisito: essere tesserati Ssc Napoli. Per tutti gli altri è off limits. Tutti giorni i giocatori del Napoli lo frequentano dopo gli allenamenti per immergersi nell’acqua a scopo terapeutico. Quattro passi dagli spogliatoi portano alla scaletta in legno da dove si immergono nell’acqua superfrizzante che scende dal Brenta. Con i suoi vortici naturali e l’ossigenazione delle cascatelle, il Meledrio si trasforma in un idromassaggio naturale, garantendo benefici effetti: alcuni minuti a mollo agevolano il recupero fisico e prevengono i microtraumi legati all’allenamento in campo. Altre squadra usano contenitori con acqua e ghiaccio, altri l’azoto ma qui in val di Sole sarebbe un oltraggio inaccettabile. Si, perché il nome di questo angolo di paradiso naturale non è legato a… “O’ sole mio” ovvero a un perfetto gemellaggio meteorologico con Napoli ma a un termine dell’antica lingua dei Reti che richiama l’acqua. Non a caso qui in val di Sole a decine si trovano laghetti, fiumi, torrenti e ruscelli. Un patrimonio naturalistico imponente che questa terra mette a disposizione di tutti i propri ospiti.

Il valore di questo trattamento nell’acqua della val di Sole lo spiega il professor Alfonso De Nicola, responsabile dello staff medico del Napoli. “L’acqua fredda svolge una funzione di vasocostrizione con un effetto che potremo definire piacevole, positivo, capace di favorire il recupero fisico, di bloccare i microtraumi post allenamento e di non sovraccaricare il sistema cardiaco”. Tale azione va però fatta con precise attenzioni: “non deve interessare l’intero corpo perché altrimenti tale azione rischia di affaticare il cuore. Ecco perché va privilegiata un’azione simile a quella che svolgiamo qui in Val di Sole – chiarisce De Nicola – e che interessa solo gli arti inferiori, sino all’inguine, rispetto all’utilizzo, ad esempio, agli ambienti saturi di azoto freddo il cui effetto si estende simultaneamente all’intero organismo. Ciò provoca un negativo effetto sul cuore che a causa dell’azione di raffreddamento complessivo si dilata velocemente come una valvola di espansione con la conseguenza di alterare il battito. La pratica ideale è quella di entrare e uscire dall’acqua ogni minuto, moltiplicando l’effetto di recupero muscolare e di stimolo cardiaco. E poi l’acqua di un torrente, come il Meledrio, è mossa, si ossigena scorrendo tra i sassi e svolge anche una azione di idromassaggio naturale” .