C’era un volta il Calcio Napoli. Azzurri sconfitti al San Paolo 2-1 dal Bologna

150
C'era un volta il Calcio Napoli. Azzurri sconfitti al San Paolo 2-1 dal Bologna

Il vantaggio alla fine del primo tempo con Llorente non aiuta gli azzurri ad uscire dalla crisi. Rimonta del Bologna grazie ad un Calcio Napoli slegato e disattento con Skov Olsen e Sansone

Gli assordanti fischi del San Paolo sono il giusto finale di una partita che ha dato, forse, la certezza definitiva: il Calcio Napoli, quello che emozionava, non c’è più.

Non c’è più il gioco, non c’è più la grinta e la voglia di scendere in campo per divertirsi o almeno di dimostrare, coi fatti, con la corsa e con l’impegno, di essere migliori.

Dzemaili, Poli e Medel hanno corso, rincorso, preso ammonizioni, combattuto come leoni mentre i nostri centrocampisti danzavano sulle loro scarpette di cristallo: Fabian Ruiz macchinoso e disordinato, Zielinsky ibrido come al solito senza nè grinta nè coraggio, Elmas ingiudicabile fin quando scenderà in campo in posizioni sempre diverse. Difficile pensare che un ragazzo, seppur talentuoso, possa esplodere; o, forse, è meglio dire che è facile che esploda, in senso negativo, nella polveriera che è, oggi, il Calcio Napoli.

Partiamo dalla formazione:

Ospina in porta. Perchè? A chi giova questa alternanza tra i pali è ancora da capire.

Difesa a tre con Maksimovic Koulibaly Manolas e Di Lorenzo. Ancora un enorme “perchè”? Si può giocare ad Anfield con tre giocatori fisici e pronti a difendere; si può immaginare la stessa scelta contro squadre più dotate tecnicamente, ma contro il Bologna, siamo seri, non se ne sente assolutamente il bisogno. E Di Lorenzo? Ancora fuori ruolo, non sulla sua fascia. Era necessario? Incredibile, a fine partita notare che i cross migliori sono venuti da Maksimovic e che il migliore in campo è stato Di Lorenzo. Questi due dati dimostrano la “catastrofe di identità” che sta attraversando la squadra. Giocatori sempre in ruoli diversi e con compiti diversi: le giocate, così, diventano difficili, devono essere pensate e non vengono mai spontanee. Ancelotti crede di allenare i campioni del Bayern e del Real? Si sbaglia! Questi ragazzi, pur dotati tecnicamente, hanno bisogno di una amalgama, di sentirsi squadra soprattutto nelle certezze delle giocate.

A centrocampo il disastro più grande: senza Allan, Ancelotti decide di tornare ad un 4 3 3 con Fabian Ruiz, Zielinsky ed Elmas in mediana. Della loro partita ho già parlato.

Se giochi con un 4 3 3 ti aspetti di vedere i “soliti” senatori in attacco ovvero Insigne, Mertens e Callejon. Invece, per imbrigliare ancora di più le già confuse menti dei calciatori, Ancelotti schiera Llorente con Insigne e Lozano. Chiariamoci: i tre non avevano mai giocato insieme in un tridente offensivo e, detto questo, non aggiungo altro.

La cronaca: analizziamo direttamente i dati della partita.

Possesso palla: 57% a 43% per il Calcio Napoli.

Tiri totali 21 a 9 per gli azzurri… ma in porta il conteggio è 6 a 5 per il Bologna. Fermiamoci quì.

Tiri alti sopra la traversa, tiri strozzati, sbagliati, ed anche annullati (due per fuorigioco a Lozano nel primo tempo ed a Llorente al 92′).

Il vantaggio del Calcio Napoli al 40′ con Llorente non serve a svegliare gli azzurri

Lo spagnolo è bravissimo a farsi trovare nella posizione giusta dopo la parata di Skorupsky su Insigne, autore di una bella azione. Le azioni migliori, oggi, sono sempre partite dal piede di Lorenzo al quale una sufficienza è difficile da negare.

La rimonta del Bologna nella ripresa al 58′ ed al 79′

Senza fare nulla di trascendentale ma solamente giocando una onestissima partita i felsinei prima pareggiano con un appoggio in rete di Skov Olsen e poi passano in vantaggio con Sansone.

Al 94′ annullato un gol a Llorente di pochissimo in fuorigioco.

I fischi del San Paolo non sono perla sconfitta ma per una squadra che non c’è più, che non si riconosce e che ha perso in 18 mesi tutto… ma proprio tutto!

Il pareggio di Liverpool poteva riportare un po’ di serenità ma la prestazione di oggi è scandalosa sotto ogni aspetto. 17 punti di distacco dall’Inter, settimi in classifica con la Champions ed anche l’Europa League che diventano un miraggio.

Che tristezza vedere finire così questa squadra e questi ragazzi: la colpa è di tutti, nessuno può tirarsi indietro ed accampare scuse, ma non è il momento delle somme, siamo a dicembre e c’è tutta una stagione ancora da giocare.

Rialzati Napoli, rialzati…