Calcio Napoli, ADL contro Sarri: “Comunista attaccato al denaro”

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Calcio Napoli, De Laurentiis:

Il patron del Calcio Napoli è tornato a parlare dell’ex tecnico azzurro e di certo non con parole di elogio, soprattutto nel confronto con Carlo Ancelotti.

Il presidente del Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto durante un appuntamento del ciclo ‘CasaCorriere’, dal titolo “Napoli (in)cantata”, parlando del club azzurro e tirando anche le somme con la fine del 2018 alle porte. Tra gli argomenti trattati, immancabile il riferimento alla delicata questione dello Stadio San Paolo. “Andava ristrutturato quando tornammo in Serie A. Oggi mi vergogno quando dobbiamo ospitare una squadra in casa nostra. Mi sento di ringraziare solo De Luca. Il sindaco assolutamente no”.

Le parole di De Laurentiis

Il numero uno azzurro non si è lasciato sfuggire l’occasione per tornare sul discorso Sarri. “Troppo complesso come uomo. Anche se inizialmente pensavo fosse una persona tranquilla. L’ho scelto io contro il parere di tutti. Volevo Mihajlovic in panchina, ma non mi convinse, perché era troppo energico. Ho scoperto poi, imparando a conoscerlo, che Sarri era troppo insoddisfatto dei suoi trascorsi. Non partecipava nel modo giusto al mercato. Lo considero un comunista che basava tutto solo sul denaro. E questo portava a una sindrome di insopportabilità. Lo trovavo uno fuori giri, la moglie non poteva venire sugli spalti. Però è riuscito a farsi amare da ogni singolo tifoso azzurro. Ancelotti a differenza sua è una persona con cui si può parlare di qualsiasi cosa”.

In tema di mercato, De Laurentiis ha svelato un retroscena su un possibile acquisto e una mancata cessione. “Andai a Milano per portare Icardi al Napoli, ma non sono riuscito a chiudere l’accordo con la moglie. Koulibaly? Ho rifiutato 95 milioni per lui e non ho intenzione di cederlo”.