Napoli, al Maschio Angioino Nunzio Gallo rivive nel cuore dei napoletani

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Al Maschio Angioino parte Ridere 2018 con Federico Salvatore

di Giuseppe Giorgio – Al Maschio Angioino, l’indimenticabile Nunzio Gallo, rivive nel cuore di quanti assistendo allo spettacolo a lui dedicato “Ho cantato ad occhi aperti” hanno ripercorso con la mente e con l’anima, la vita di uno dei più straordinari protagonisti della canzone napoletana ed italiana di tutti i tempi.  Ed è stato proprio grazie alla serata ideata dal figlio Gianfranco Gallo, realizzata in collaborazione con Gino Aveta e con il supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e l’organizzazione della Anfhoras Production, che il grande cantante ed attore ha trovato ad accoglierlo una Napoli senz’età. La stessa che, spesso ingrata verso i suoi figli migliori, stavolta ha pienamente riconosciuto il merito di chi, attraverso una carriera esaltante, ha saputo portare in alto la cultura artistica di una città insieme ad una tradizione canora senza eguali. Il “baritono della Pignasecca” così fu affettuosamente appellato il passionale artista, partendo da quello stesso popolare quartiere, riuscì a raggiungere il gradino più alto nella scala della vita rimanendo sempre se stesso. gianfranco-e-massimilano-gallo-fotoMentre sul piano critico ed artistico riuscì a smontare e rimontare la canzone napoletana decorando anche i pezzi più drammatici con la sua travolgente giovialità, sul piano personale ha lasciato in eredità ai figli e ad una Napoli ancora nobilissima, la grande melodia di un uomo di spettacolo e canzoni diventato mito. Scoperto dal tenore Giuseppe Godono, che, notata la sua bella voce, gli diede lezioni per tre anni, Nunzio Gallo, ha sempre cantato e recitato nel nome di una città che ha portato costantemente nel cuore e che non ha mai inteso abbondonare. La stessa città che al Maschio Angioino ha tributato il più emozionante degli omaggi al suo insostituibile cantore. Dopo aver sfiorato una carriera da lirico alla Scala di Milano e vinto nel 1948 un concorso alla Eiar,  nel 1956 si aggiudicò la prima Canzonissima con la canzone “Mamma”. L’anno seguente, Nunzio Gallo, vinse il Festival di Sanremo con “Corde delle mia chitarra” in coppia con Claudio Villa. Nel 1957 ottenne anche la vittoria al Concorso Nazionale della Piedigrotta con “Sera d’està”, fino a quando nel 1961 registrò uno strepitoso successo vendendo un milione di dischi con la canzone “Sedici anni”. Ancora, a Sanremo, nel 1962, giunse in finale cantando in coppia con Rocco Montana “Inventiamo la vita”. Nel 1958 vinse il Festival di Napoli, con “Vurria” in coppia con Aurelio Fierro. Partecipò anche ad una ventina di film ed in teatro conseguì ottimi successi diretto da registi del carisma di Eduardo De Filippo e Roberto De Simone. Nel 1959 sposò l’attrice Bianca Maria Varriale dalla quale ebbe quattro figli tra cui oltre a Gianfranco e Massimiliano, Loredana, madre dell’attore Gianluca Di Gennaro, anch’egli presente tra gli ospiti e Jerry, il maggiore del quartetto. E sono stati proprio Gianfranco e Massimiliano Gallo, con il supporto di Patrizia Spinosi a condurre, al Maschio Angioino, la serata dedicata al loro papà. Presenti il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, insieme con l’Assessore alla cultura Nino Daniele, l’evento ha visto avvicendarsi sul palco una lunga serie di personaggi che hanno dedicato un pezzo appartenente al suo repertorio al grande maestro. Partendo dalle pagine autobiografiche mai pubblicate dello stesso Nunzio Gallo, lette dai due figli, sì è ripercorsa tutta l’epopea dello straordinario napoletano. Dal negozio di frutta di suo padre Gennaro, nella Pignasecca, ai palcoscenici di tutto il mondo, da Sanremo a New York a Tokyo, al Brasile fino a giungere ai mitici attori che lavorarono con lui: Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi e Vittorio Caprioli. Con la proiezione di filmati originali ed immagini introvabili e con i contributi dei tantissimi ospiti tra cui Angela Luce con “Malafemmena”, Sal Da Vinci, con “Sedici anni”, Il Giardino dei Semplici con “Tu ca nun chiagne” fino a giungere ad Enzo Gragnaniello a cui nella sua autobiografia il grande Gallo ha riservato un’intera pagina e ad Angela Pagano, Antonio Casagrande, Mario Maglione, Maldestro, Maurizio Capone, Antonella Morea, Espedito De Marino, Andrea Sannino, Fabrizio Fierro, Lorenzo Hengeller, Mirna Doris e Massimo Abbate, a completare la serie di tributi sono stati i messaggi registrati di Roberto De Simone, Gigi D’Alessio, Vincenzo Salemme, Maurizio Casagrande e Tullio De Piscopo. Con la presenza di tantissimi artisti sparsi tra il pubblico e di personaggi legati alla vita artistica di Nunzio Gallo, come l’ex discografica Marisa Fierro, moglie dell’amico e rivale di sempre, Aurelio Fierro, la serata per il grande testimone di una Napoli  fatta di orgoglio e cultura, ha,  per così dire, consegnato ufficialmente il grande  “Nunziello” (così lo chiamavano gli amici) alla storia. Un personaggio ricco per la voce ed il cuore, al quale, così come ha assicurato il Sindaco sarà sar De Magistris, entro due anni  sarà dedicata una strada.

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