L’intesa stragiudiziale sarà firmata a settembre e chiude il procedimento civile senza ammissione di responsabilità da parte dell’ospedale. La madre del piccolo Domenico Caliendo: «Ora attendiamo il processo penale».
È stato raggiunto l’accordo tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli e la famiglia del piccolo Domenico Caliendo per il risarcimento legato alla morte del bambino.
L’intesa stragiudiziale, che sarà formalmente sottoscritta nel mese di settembre, consente di chiudere la vicenda sul piano civile. Resta invece aperto il procedimento penale, sul quale si concentrerà ora l’attenzione della famiglia.
L’annuncio dell’avvocato Petruzzi
A rendere noto l’accordo è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino.
«Siamo pienamente soddisfatti e lo è anche mamma Patrizia. Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e, soprattutto, ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia. Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale», ha dichiarato.
Importo coperto da riservatezza
L’entità del risarcimento non è stata resa pubblica. L’Azienda Ospedaliera dei Colli e la famiglia hanno infatti sottoscritto un verbale di riservatezza sui contenuti economici dell’intesa.
Facendo riferimento alle tabelle utilizzate dal Tribunale ordinario di Milano, la somma potrebbe attestarsi poco al di sotto di un milione e mezzo di euro. La richiesta inizialmente avanzata dal legale della famiglia era pari a tre milioni di euro.
Sono sei le persone aventi diritto al risarcimento: i genitori di Domenico, i fratelli e due nonni.
I legali dell’ospedale: “Cifra congrua e dignitosa”
Per l’Azienda Ospedaliera dei Colli hanno seguito la procedura gli avvocati esterni Raffaella Di Nardo e Arturo Testa.
«È stata una procedura molto complessa, governata dal nostro Comitato Valutazione Sinistri. La partita civile per l’ospedale Monaldi si chiude oggi», ha spiegato Di Nardo al termine dell’incontro dedicato alla definizione dell’accordo.
I legali dell’azienda e quelli della famiglia hanno definito la cifra concordata «congrua e dignitosa».
L’istruttoria tecnica dell’Azienda dei Colli
Secondo quanto riferito dai professionisti, l’istruttoria tecnica è stata condotta da un’équipe interna composta da cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti e medici legali.
I dettagli dell’intesa economica resteranno riservati anche dopo la firma prevista per settembre.
“L’accordo non è un’ammissione di responsabilità”
I legali dell’Azienda dei Colli hanno precisato che la sottoscrizione dell’accordo non costituisce un’ammissione di responsabilità da parte dell’ospedale.
«Si tratta di una valutazione prognostica sul rischio processuale, per bilanciare la tutela dell’ente pubblico e delle sue risorse», hanno spiegato.
L’azienda ospedaliera si è inoltre riservata la possibilità di agire in regresso e in rivalsa nei confronti di chi dovesse essere ritenuto responsabile nell’ambito del procedimento penale.
La madre di Domenico: “La cifra non mi interessava”
Patrizia Mercolino, madre del bambino, ha spiegato che la priorità della famiglia era arrivare al processo penale senza dover affrontare contemporaneamente anche la causa civile.
«La nostra priorità era chiudere questo procedimento prima del processo penale e, anche grazie al Monaldi, ci siamo riusciti. La cifra, come ho sempre detto, non mi interessava. L’unica cosa importante era arrivare al processo penale senza il peso del procedimento civile», ha dichiarato.
“Quel giorno li guarderò negli occhi”
La madre ha poi ricordato la visita fatta al figlio nel giorno del suo onomastico.
«Lui sorride, lo vedo sorridere sempre. Ieri è stato il suo onomastico e sono andata a trovarlo. Gli ho detto: “Amore di mamma, manca poco e inizia il processo, ci siamo quasi”».
«Quel giorno li guarderò negli occhi, uno a uno, anche se so che sarà emotivamente molto pesante, ma lo devo a mio figlio», ha concluso Patrizia Mercolino.
Con l’accordo raggiunto tra la famiglia e l’Azienda dei Colli si chiude dunque il capitolo civile della vicenda, mentre restano da accertare in sede penale eventuali responsabilità per la morte del piccolo Domenico.
