domenica, Dicembre 4, 2022

“Miracoli e Rivoluzioni”: venerdì 8 aprile esce il nuovo album dei Foja

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Luigi Maria Mormone
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Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Venerdì 8 aprile esce il nuovo album dei Foja: feat con Clementino, Davide Toffolo, Enzo Gragnaniello, Lorenzo Hengeller e Alejandro Romero per il sentito omaggio a Maradona (VIDEO).

Venerdì 8 aprile esce “Miracoli e Rivoluzioni”, il nuovo disco dei Foja. È l’album della maturità artistica di questa band, napoletana per nascita, lingua e passione, ma aperta al mondo per vocazione.

Dodici tracce dove i “Miracoli” e le “Rivoluzioni” scandiscono lo svolgersi di un disco che si muove con temperamenti diversi su binari che vanno dal rock al blues, alla canzone d’autore, all’elettronica, alle incursioni rap, a ballate acustiche e cavalcate up-tempo elettriche, con testi che raccontano storie di alienazione e di riscatto, di dolore e di necessità di rivoluzione di noi stessi e infine di Amore, quello vero, universale, a fare da sfondo a un lavoro corale e magnetico.

I Foja sono fra i principali esponenti di un nuovo sound che, partendo da un forte legame con la tradizione folk napoletana, si arricchisce di contenuti e suoni contemporanei. Hanno realizzato tre album in studio e partecipato a diverse colonne sonore di lungometraggi di animazione, fra cui spiccano le canzoni realizzate per “L’Arte della felicità” e “Gatta Cenerentola”, entrambe candidate al David di Donatello come migliore canzone originale. Hanno suonato al Teatro San Carlo, diretti da Franco Dragone del Cirque du Soleil, e portato seimila persone a Castel Sant’Elmo. Vantano collaborazioni con artisti internazionali come Pauline Croze, La Pegatina, Shaun Ferguson, Weslie, Black Noyze, Alejandro Romero.

In questo ultimo lavoro sono molte le collaborazioni con ospiti che hanno condiviso con i Foja il miracolo di un frammento, di una scintilla creativa: Enzo Gragnaniello, voce e anima inconfondibile, presente in una profondissima “’Nmiezo a Niente”; Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, voce e autorevolezza nell’ironica e riflessiva “A cosa stai pensando?”; Clementino, che mette il suo flow al servizio di una ballad struggente come “Santa Lucia”; il pianoforte di Lorenzo Hengeller che libera dieci dita cariche di swing nell’intensa “Stella”; la poesia di Alessio Sollo ne “L’Urdema Canzone”;

Alejandro Romero, guest internazionale nella rilettura in napoletano di un classico come “A mano ‘e D10S”, dedicato anima cuore e bandoneón a Diego Armando Maradona, alla sua rivoluzione sportiva e umana.

E infine Alessandro Rak e le sue illustrazioni, la genialità poetica di storie come “Yaya e Lennie – The Walking Liberty”, il lungometraggio di animazione della Mad Entertainment da cui è tratta “Duje comme nuje”, canzone dell’amore assoluto inserita nella colonna sonora dell’ultima fatica del regista napoletano, legato al leader dei Foja Dario Sansone da amicizia e collaborazione decennale. Il brano è candidato ai David di Donatello 2022 nella categoria ‘Miglior Canzone’.

“Miracoli e Rivoluzioni” è sensibilità, impegno, passione allo stato puro, un progetto che consegna un immaginario che va solo vissuto, con quella libertà e creatività che fanno dei Foja una delle band napoletane più importanti degli ultimi venti anni, autori di una rivoluzione stilistica che ha elevato la nuova musica napoletana mettendola in relazione con i suoni dell’oggi e la visione del domani.

Miracoli e Rivoluzioni” -racconta la band – è un disco che ha attraversato tante difficoltà prima di arrivare alla sua forma definitiva, ne siamo orgogliosi perché è venuto fuori come l’avevamo immaginato: un album che fosse l’avanzamento del nostro suono folk spingendolo verso nuove contaminazioni, un’opera sincera che mettesse l’Arte al centro della questione e non le dinamiche contemporanee legate a dati e numeri, che non provasse a dare risposte ma a far porre domande.

E’ un disco girovago, perchè figlio di un nuovo modo di produrre musica per noi, non ha avuto fissa dimora, si è composto nel tempo e nello spazio cercando la sua anima completa, la sua versione finale, ha saputo aspettare vivendo la nostra distanza fisica da lockdown come un punto di svolta e non come una debolezza. E’ il componimento che più somiglia alla nostra città sempre in bilico tra il sovrannaturale del miracolo e il bisogno di rivoluzione”.

Foto: Marco Carotenuto

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