Medici di Strada: ecco le date dell’ambulatorio di Rione Traiano

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I Medici di Strada – Medis, continuano la loro infaticabile opera di assistenza ai cittadini nel quartiere di Soccavo, offrendo visite mediche gratuite.

Dalla Pneumologia alla Reumatologia, dalla Ginecologia all’Urologia, tante sono le branche specialistiche, dove è possibile ricevere assistenza e soprattutto un sorriso, che non manca per nessuno.

Aria da the day after. Il giorno dopo il referendum costituzionale si tirano le somme. Ha vinto il no, ha perso il si, il Premier Renzi annuncia le dimissioni. Grande fermento nei piani alti del palazzo…

Calendario medici specialisti  DICEMBRE 2016

DATA GIORNO DOTTORE SPECIALISTICA ORARIO
5 Lunedì Dott. Di Gennaro Epatologia 15.00 – 17.00
6 Martedì Dott.ssa Giuliano Pediatra 15.30 – 17.00
9 Venerdì Dott. Casaretti Pneumologia 16.00 – 18.00
12 Lunedì Dott.ssa La Rocca Medicina Interna 10.00 – 12.00
13 Martedì Dott. D’Antonio Chirurgia-proctologia 10.00 – 12.00
 

13

 

Martedì

 

Dott.ssa Pagnotta

 

Endocrinologia

 

16.00 – 18.00

14 Mercoledì Dott.ssa Sepe Senologia 10.00 – 12.00
14 Mercoledì Dott.ssa Errichiello Pediatria 15.30 – 17.00
15 Giovedì Dott. Cornacchia Urologia 10.00 ·12.00
15 Giovedì Dott. Casaretti Spirometria 16.00 – 18.00
20 Martedì Dott.ssa Longobardo Reumatologia 15.30 – 17.00
21 Mercoledì Dott. Casaretti Pneumologia 16.00 – 18.00
23 Venerdì Dott. Mosca Fisiatria 16.00 – 18.00
28 Mercoledì Dott. Casaretti Pneumologia 16.00 – 18.00

 

Per le seguenti prestazioni da effettuare in altra sede è indispensabile prenotarsi direttamente in segreteria:

  • Dott . Santangelo, visite ginecologiche nei giorni 6, 13, 20
  • Dott.ssa De Angelis, visite ginecologiche
  • Dott . Napoleone, Ortottista , lunedì e venerdì

Una storia vera….

E intanto, per la strada, tra la gente comune tutto scorre come prima. Esattamente come prima, forse anche peggio. È questo, infatti, un periodo dell’anno particolarmente critico, per chi necessita dell’assistenza sanitaria.

Il budget stanziato dalla Regione Campania è esaurito da tempo e c’è lo stop alle prestazioni nei centri accreditati. Sono ormai più di due mesi che i tetti di spesa sono stati raggiunti e i cittadini sono costretti a pagare le prestazioni sanitarie di cui hanno bisogno.

Ma cosa succede realmente?

La chiameremo Carmela. Ha 56 anni ed è fumatrice da una vita. Vive di pensione sociale, a Pianura, un quartiere periferico della città. Ha la tosse, da giorni e non le passa, nonostante i rimedi del caso.

Ha fatto una radiografia, forse è una bronchite e invece all’esame si evidenzia una macchiolina sospetta, in basso, al polmone sinistro. Il radiologo consiglia di approfondire, di fare una Tac con mezzo di contrasto.

Il medico di famiglia gliela prescrive, insieme alle analisi necessarie e all’elettrocardiogramma. Gli esami vanno assolutamente fatti, altrimenti la Tac col mezzo di contrasto non gliela possono fare. Sono un sacco di soldi. Forse quasi metà della sua pensione.

E lei questi soldi non ce li ha. Squilla il telefono e il medico di famiglia risponde. È Carmela che lo chiama, per dirgli che la Tac non se la fa, i soldi non ce li ha. Già, perché da ottobre e fino a fine anno, gli esami si pagano tutti.

Non c’è esenzione o pensione sociale o difficoltà che tenga. Anche Carmela li deve pagare. Lei ha provato ad andare in ospedale, solo che ci sono lunghe liste d’attesa: le hanno risposto che deve aspettare cinque mesi. Sono troppi, non si può permettere neanche quelli. E non si può permettere di aspettare nemmeno gennaio, quando riprenderà l’assistenza diretta.

E allora?

Non sappiamo come finirà per Carmela, forse l’aiuteranno i figli, forse no, ma non può e non deve essere questa la soluzione. La sottostima del reale fabbisogno prestazionale, unito a criteri di distribuzione dei fondi per il Sistema Sanitario Nazionale a monte (indice di anzianità della popolazione), inadeguato alla realtà di salute delle diverse Regioni, ha fatto sì che la speranza di riuscire a traghettare il 2016 in Campania senza il solito blocco, fosse vanificato in una bolla di sapone.

Così, ancora una volta, chi si vuole curare deve pagare. Il punto è che come Carmela ce ne sono tanti, che non hanno i soldi per le analisi e gli esami strumentali di cui hanno bisogno per la loro salute.

Ma quanto pesa non poter fare la giusta prevenzione? Quanto costa curare un malato in ritardo, quando la sua malattia è andata avanti, creando danni ben più gravi e quanta sofferenza in più tutto ciò causa sul piano umano?

Nella logica dei grandi numeri, non c’è posto per questi interrogativi. E a pagarne sono i più esposti sul piano della salute, i malati gravi, quelli cronici e chi è afflitto da patologie rare. Non ci resta, allora, che segnalare la buona volontà di coloro che si impegnano per i più deboli.