Luigi Necco, in centinaia per i funerali del popolare giornalista

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Luigi Necco, in centinaia per i funerali del popolare giornalista

Luigi Necco: l’ultimo saluto nella chiesa napoletana di San Giovanni dei Fiorentini (nel cuore del Vomero).

Si sono svolti questa mattina presso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini (sita in piazza degli Artisti, in pieno Vomero) i funerali di Luigi Necco, il popolare giornalista scomparso ieri all’età di 83 anni per una crisi respiratoria. Centinaia di persone, tra istituzioni, giornalisti, sportivi e cittadini, hanno voluto dare il loro ultimo saluto a quello che è stato uno dei giornalisti napoletani più amati, per il coraggio di tante sue inchieste e per quell’ironia che lo ha fatto diventare immortale grazie alla trasmissione televisiva 90’Minuto (dove ha raccontato con un meraviglioso misto di competenza e simpatia le gesta del Napoli e dell’Avellino).Addio a Luigi Necco, volto storico degli scudetti del Napoli di Maradona Ad omaggiare questo esponente della napoletanità, c’erano, tra gli altri, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, i vertici della sede Rai di Napoli e dell’Ordine regionale dei giornalisti (che già ieri gli aveva dedicato un minuto di silenzio prima dell’inizio di un corso di formazione), oltre al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris (particolarmente commosso). A dargli l’ultimo saluto anche l’ex bandiera del Napoli, Canè, e l’ex presidente del Calcio Napoli, Corrado Ferlaino, mentre non erano presenti esponenti dell’attuale società partenopea. “Abbiamo sentito subito il calore della città, siamo orgogliosi, anche papà lo era”, ha detto la figlia Alessandra poco prima del rito funebre. Parole dense di commozione quelle di Antonello Perillo, caporedattore della Tgr Campania: “Un maestro del giornalismo napoletano che resterà per sempre nel cuore di milioni di telespettatori. Luigi era famoso per 90’ Minuto, per il suo modo scherzoso di approcciarsi. Era uomo di immensa cultura, – ha ricordato – con la trasmissione “L’occhio del Faraone” ha portato l’archeologia in tv, oltre che cronista di razza: ha raccontato la camorra e il terremoto del 1980. Tutti i colleghi della Rai, caro Luigi, di ieri e di oggi, e anche quelli di domani, non ti dimenticheranno mai. Sarai sempre un punto di riferimento. Sono certo che lassù continuerai a fare il tifo per il tuo Napoli”. All’uscita dalla chiesa, la bara è stata accolta da tantissimi applausi e una sciarpa azzurra, al grido Napoli chiama, Luigi risponde (rivisitazione del suo celebre “saluto” al tempo dello storico duello per lo scudetto tra il Napoli di Maradona e il Milan di Sacchi).

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