venerdì, Settembre 30, 2022

L’intervista: Sal Da Vinci e la sua nave pazza torna all’Augusteo con “Siamo gocce di mare…”

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Giuseppe Giorgio
Giuseppe Giorgio
Caporedattore, giornalista professionista, cura la pagina degli spettacoli e di enogastronomia

Al Teatro Augusteo in scena Sal Da Vinci da stasera fino a domenica 24 con lo spettacolo “Siamo gocce di mare…il viaggio di ritorno”. “E’ uno spettacolo che riporta in città una ventata di allegria dopo due anni e mezzo di chiusura”.

Tutto è pronto al Teatro Augusteo, dove, da stasera fino a domenica 24 aprile, sarà la volta di un beniamino del pubblico napoletano come Sal Da Vinci. In scena con lo spettacolo “Siamo gocce di mare…il viaggio di ritorno” per il suo nuovo lavoro il popolare attore e cantante si è ispirato al suo  ultimo Cd. Per gli spettatori un magnifico recital che si presenta come il sequel del fortunato spettacolo “Sinfonie in Sal Maggiore”.

Partendo dallo spazio di piazzetta duca d’Aosta, la fantasiosa traversata della famosa nave da crociera, capitanata dal cantante partenopeo, riprende sulle onde di un mare di note dove le più famose melodie di ieri si fondono con i brani di oggi del cantautore e con un’irresistibile serie di divertenti intermezzi.

Scritto e diretto dallo stesso Sal Da Vinci con Ciro Villano, per la “Cose Production srl”, lo spettacolo vedrà in scena, oltre allo stesso coautore Villano, anche Enzo Attanasio, Fabiola Cimminella, Marco Palmieri, Francesco Da Vinci, Jey Lillo e Andrea Tarantino, nonché la fantastica orchestra diretta dal maestro e arrangiatore dei brani, Adriano Pennino.

Un recital in grande stile animato dai sogni e dai ricordi, quello di Sal Da Vinci che, puntando sulla parola “Ritorno!” si trasforma in un atto di incitamento per una normalità fatta anche di canzoni, serenità e divertimento.L'intervista: Sal Da Vinci e la sua nave pazza torna all'Augusteo con "Siamo gocce di mare..."

Sal Da Vinci, cosa significa per lei in questo particolare momento la parola “ritorno”?

«Significa ritornare alla vita, alla libertà, alla leggerezza, alla condivisione, allo stare insieme, alle nuove emozioni. Ma anche ritornare a sognare. Sono tristi le persone che non hanno sogni e passioni, mai fidarsi di loro».

Com’è fatto questo nuovo spettacolo e qual è il suo obiettivo?

«Si tratta di uno spettacolo fatto di leggerezza. In scena immaginiamo una nave pazza mentre fa ritorno a Napoli e che, dopo l’avventura di “Sinfonie in Sal Maggiore”, con un cast quasi del tutto nuovo, riporta in città una ventata di allegria dopo due anni e mezzo di chiusura. Un periodo in cui tutti noi siamo stati dei prigionieri pure senza aver commesso nessun reato. Oggi, nonostante la necessità di non abbassare la guardia, la pandemia ci sta lasciando e ognuno di noi sta cercando di dimenticare i momenti difficili. Purtroppo a ferirci ulteriormente il cuore è sopraggiunta anche la guerra e il pensiero dei nostri fratelli vittime innocenti, tuttavia ci ostiniamo ad andare avanti e a cercare un momento di spensieratezza. Ecco perchè l’obiettivo di questo spettacolo è quello di nutrire la speranza e di esorcizzare questo momento, ponendo accanto alle preghiere per la fine della follia delle guerre, la musica e quella leggerezza capace di fare bene al cuore. Occorre riaffacciarsi alla normalità. Abbiamo tutti bisogno di pace per ricaricarci. È una necessità dell’umanità intera».

Dopo lo stop per la pandemia, in teatro, come vanno le cose?

«Dopo questo fermo innaturale che mi auguro non accada mai più, credo che le cose vadano finalmente per il meglio. È fondamentale riprendere, soprattutto per il nostro settore martirizzato. Il teatro è la bella copia della vita ed è importante che si ricominci. Dopo il terrorismo mediatico, la gente si è riavvicinata al teatro ed anche se, come diceva la nonna, “la paura fa 90”, è confortante vedere le persone che riprendono coraggio. La gente ha piacere di venire a teatro e presto mi auguro che possa pure liberarsi dall’incombenza della mascherina. Ad Avellino, dove già abbiamo presentato lo spettacolo, c’è stato un grande successo di pubblico ed anche per le quattro serate all’Augusteo ci avviamo verso il sold out, tant’è che per adesso sono rimasti solo pochissimi posti. Un miracolo nel miracolo di questi tempi. Infatti, mentre il cinema sta vivendo un momento complicatissimo, forse per colpa delle piattaforme e dei film visti in casa, il teatro sta reggendo alla grande ed io sono stracontento».

Una compagnia per questa immaginaria traversata di ritorno quasi del tutto rinnovata, dove vi sono degli artisti che lei ha già conosciuto?

«Si tratta di un cast quasi tutto nuovo ma a proposito dei miei compagni di scena desidero ringraziare Ciro Villano che come coautore e co-regista sta condividendo con me queste avventurose traversate fin dall’inizio. Ancora, devo dire grazie ad Enzo Attanasio. Un bravo attore che ho ritrovato 20 anni dopo “C’era una volta Scugnizzi” dove interpretava uno dei ragazzi. Altri ringraziamenti vanno ai restanti componenti della compagnia tra cui il bravo coreografo e ballerino Andrea Tarantino, Fabiola Cimminella, Marco Palmieri e il giovanissimo e bravissimo mago Jey Lillo, un vero fenomeno che conferma la mia voglia di fare largo ai giovani. Infine un ultimo ringraziamento va al maestro Pennino, autore degli arrangiamenti e direttore della grande orchestra che accompagna tutto il lavoro. Siamo una banda di scalmanati per un grande allestimento. Per il pubblico è davvero un bel vedere. Avevo promesso di ritornare tutti insieme e credo di aver mantenuto l’impegno nel migliore dei modi».

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