LIBRO BIANCO: ESPERIENZA DI GESTIONE DELLA BPCO NELLA REGIONE CAMPANIA

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Una campagna di sensibilizzazione sulle patologie respiratorie in grado di avviare efficaci programmi di intervento, per dare risposte adeguate alla giusta richiesta di salute dei pazienti.

Questo il tema affrontato nel Libro Bianco del Respiro in Campania, presentato in Regione davanti a un attento e folto pubblico di addetti ai lavori.

In un sistema che ha una sempre più stringente necessità di attuare politiche sanitarie efficienti e sostenibili, il Libro Bianco rappresenta un’importante opportunità di discussione su una patologia complessa, come la BPCO che, per la sua crescente diffusione, sta diventando un gravoso problema di sanità pubblica.

Secondo l’OMS, la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva è la quarta causa mondiale di morte, dopo le malattie cardiovascolari, le infezioni respiratorie acute ed è al quarto posto insieme all’AIDS, proiettata verso il 3* posto entro il prossimo decennio. Ma, soprattutto, la BPCO è una malattia che può condizionare in maniera significativa la vita dei pazienti, alterandone profondamente la qualità.

A causa della sottovalutazione dei sintomi e della mancata diagnosi, la BPCO è spesso diagnosticata soltanto in fase avanzata, quando la funzionalità respiratoria è già significativamente compromessa e la patologia genera costi maggiori. Anni di malattia misconosciuta, diagnosi tardiva, scarsa aderenza al trattamento e ricoveri inappropriati diventano così i mali principali da sconfiggere, sia per giungere a una diagnosi precoce, sia  per migliorare la qualità di vita dei pazienti e tendere a una ottimizzazione dei costi legati alla gestione della patologia, anche attraverso la riduzione dei fattori di rischio, come la cessazione dell’abitudine al fumo.

Molti gli attori in gioco: medici di famiglia e specialisti, ospedali e istituzioni. E soprattutto i pazienti, coloro che, veri protagonisti, devono essere guidati verso un corretto percorso  di cura e di salute.

In questo contesto, come scrive nel suo articolo il dr. Gaetano Piccinocchi, Medico di base e Segretario Nazionale della SIMG, è auspicabile un approccio multidisciplinare integrato, che potrà avvenire solo ricercando formule di lavoro “insieme”, che non rappresentino una dichiarazione di intenti, ma una reale ed effettiva integrazione di attività tra Medici di Medicina Generale, specialisti  e altre figure professionali sanitarie e amministrative. Sarà così possibile realizzare un modello innovativo di gestione della BPCO, in grado di ottimizzare l’approccio diagnostico-terapeutico al paziente e influenzare positivamente gli outcome di natura sia clinica che economica.

Maria Sordino