martedì, Ottobre 19, 2021

L’Equilibrio di Vincenzo Marra vince il Premio Cinema Campania 2017

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Renato Aiello
Giornalista. Ha partecipato negli ultimi anni a giurie di festival cinematografici (come il SocialWorld Film Festival di Vico Equense), concorsi fotografici e mostre collettive. Recensioni film, serie TV, teatro, eventi, attualità.

Assente alla kermesse di domenica 17 dicembre per motivi di lavoro, Vincenzo Marra ha ricevuto il Premio Cinema Campania 2017 per il suo film passato al lido di Venezia lo scorso settembre, “L’equilibrio”, storia di degrado e di camorra in Terra dei fuochi.

L'Equilibrio di Vincenzo Marra vince il Premio Cinema Campania 2017Il Premio Cinema Campania 2017 ha premiato ben due pellicole sul tema della Terra dei fuochi, attraverso i loro registi e produttori. Se per Veleno di Diego Olivares è stata una piccola rivincita dopo le polemiche della stampa di destra a ottobre e l’infelice esito al botteghino, per L’equilibrio di Vincenzo Marra si è trattato di una piacevole conferma.

Salutato positivamente anche dalla Bibbia del cinema in Italia, il magazine Ciak diretto da Piera Detassis, l’opera di Marra racconta lo stesso partito criminale, responsabile dello scempio ambientale e morale in Terra di Lavoro, ritratto da Olivares in Veleno. Però stavolta c’è un solo uomo contro l’intero Sistema, un sacerdote tradito da una Chiesa che dovrebbe combattere a schiena dritta i clan e dalla comunità omertosa che va a messa.

Quella di Don Antonio è una lotta contro un Leviatano biblico, un Golia bicefalo attivo su due fronti, lo spaccio di droga e l’inquinamento ambientale. Due facce della stessa medaglia non riconosciute però dal parroco che lo precede nella sua attività pastorale, impegnato come è a consolare la sua comunità col solo antidoto della fede in Dio, e a contrastare il traffico dei rifiuti al prezzo di chiudere un occhio davanti ad abusi su minori e narcotraffico.

Tutto sta nel mantenere l’equilibrio del titolo, a costo di un compromesso amorale e immorale, un esercizio in cui Don Antonio, sacerdote già in profonda crisi spirituale, è destinato a fallire. Una critica feroce alla Chiesa traspare dal film di Marra, forse meno compatto e fluido di Veleno, e più didascalico nell’illustrare lo stato dell’arte nell’hinterland napoletano, che ricorda, a un anno di distanza da Indivisibili di De Angelis, il ritratto di preti più orientati a giocare con le anime e a dominarle, piuttosto che a traghettarle verso il futuro.

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