Leonardo, Profumo taglia le teste: sospeso Andrea Biraghi

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Leonardo, Profumo taglia le teste: sospeso Andrea Biraghi

Alessandro Profumo: l’amministratore delegato di Leonardo ha sospeso il capo della Cybersecurity Andrea Biraghi (gli sarebbero contestati i rapporti con i fornitori). Arrivano segnali di cambiamento?

Colpo di scena al vertice di Leonardo. L’ad Alessandro Profumo ha infatti avviato un procedimento disciplinare contro Andrea Biraghi, capo di una delle sei divisioni in cui è organizzato il gruppo, quella dei “sistemi di sicurezza” (detta Cybersecurity). Il provvedimento deriva da accuse pesanti sulla sua condotta, con Biraghi che deve dare giustificazioni alle contestazioni che gli sono state mosse.

Leonardo, Profumo taglia le teste: sospeso Andrea Biraghi

Se le controdeduzioni non saranno giudicate soddisfacenti dall’azienda (ipotesi ritenuta improbabile), Biraghi potrebbe essere licenziato. Il termine per rispondere scadrà tra pochi giorni, perché la sospensione di Biraghi (il cui nome figura tuttora sul sito del gruppo nell’elenco dei top manager) risale ad almeno una settimana fa, anche se non è stata ufficializzata.

Le accuse riguarderebbero rapporti con i fornitori. A Biraghi sarebbe stato contestato anche l’utilizzo di una Porsche personale. Come riporta il blog “Poteri deboli”, Biraghi è stato accompagnato fuori dalla sicurezza, gli è stato ritirato il badge, gli è stata tolta la macchina aziendale e non può rientrare in azienda.

L’ingegner Biraghi è stato nella rosa di nomi circolati per la successione a Mauro Moretti al vertice di Leonardo, finché il premier Gentiloni ha deciso di puntare su Profumo. Biraghi era in competizione con un altro manager dell’elettronica, Lorenzo Mariani, che poi è stato nominato da Profumo capo della nuova direzione centrale commerciale del gruppo.

Leonardo, Profumo taglia le teste: sospeso Andrea Biraghi

Secondo indiscrezioni, sarebbe stato proprio Mariani a lanciare l’audit (attività di controllo interno) su Biraghi, figlio dell’ammiraglio Sergio Biraghi (ex capo di Stato maggiore della Marina, presidente di Fincantieri Usa). L’ammiraglio dieci anni fa è passato dalla Marina, cioè il cliente pubblico che ordina le navi militari alla Fincantieri, a fare il manager del gruppo industriale che beneficia degli ordini firmati dalla Marina.