19-09-20 | 21:48

Legambiente, brutte notizie per le coste campane. Ecco i dati

Cronaca di Napoli Legambiente, brutte notizie per le coste campane. Ecco i dati
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2Anews è un magazine online di informazione Alternativa e Autonoma, di promozione sociale attivo sull’intero territorio campano e nazionale. Ideato e curato da Antonella Amato, giornalista professionista. Il magazine è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n.67 del 20/12/2016.

Ben dodici punti campionati in Campania sono risultati “fortemente inquinati” ed altri due “inquinati”, secondo quanto emerso dalla fotografia scattata con il monitoraggio dei biologi di Goletta Verde di Legambiente: dalla provincia di Caserta a quella di Salerno si evidenziano delle consistenti falle nel sistema depurativo regionale che necessita di essere sottoposto a tutti i controlli previsti dalla legge, cosa che attualmente non avviene.

È questo il monito lanciato a conclusione della tappa campana da Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane.

È la costa della provincia di Napoli a presentare le maggiori criticità, nel partenopeo ricadono infatti 7 dei dodici punti regionali classificati come fortemente inquinati dai biologi della Goletta Verde di Legambiente.

Ecco dove sono stati riscontrati i valori batteriologici più alti: nel Comune di Napoli, in località San Giovanni a Teduccio, presso la Foce del Volla, i tecnici di Legambiente hanno riportato la presenza di topi e valori di Escherichia Coli talmente alti da essere non classificabili.

Passando ai comuni della provincia, la situazione dell’inquinamento microbiologico non migliora: nel comune di Pozzuoli, presso la foce Licola che sbocca nel canale Quarto, all’incrocio di via del Mare con via Ariete, parimenti i valori batteriologici delle acque campionate sono impossibili da quantificare dato l’altissimo numero di unità formanti colonie presenti; ancora a Pozzuoli, in località promontorio di Cuma, nei pressi del luogo dove nel 2009 ci fu uno scandalo dovuto al percolato rilasciato dal depuratore, le acque prelevate sono fortemente inquinate.

Nel Comune di Ercolano, altri due punti campionati risultati fortemente inquinati: il primo, presso l’ex Bagno Risorgimento, sulla spiaggia di fronte via Nuovo Macello da Portici, dove nonostante sia stato istituito il divieto di balneazione, la gente fa il bagno e il cartello che riporta l’interdizione è distrutto e il secondo, presso la Foce Lagno Vesuvianio, dove i tecnici della Goletta Verde hanno trovato ad accoglierli un forte odore di fogna: i risultati delle analisi non lasciano spazio a dubbi: i valori batteriologici sono talmente alti da non poter essere quantificati.

Ancora problemi nel comune di  Castellamare di Stabia, dove sono stati individuati due punti fortemente inquinati: in corso Alcide de Gasperi presso la Foce Sarno e sul Lungomare comunale presso la spiaggia di fronte Via Ettore Tito.

A Salerno, valori batteriologi superiori alla norma riscontrati dal prelievo eseguito sul Lungomare Clemente Tafuri, presso la spiaggia 200 metri ad est della Foce dell’Irno fanno classificare le acque come inquinate.

Nel salernitano, ancora acque inquinate nel comune di Battipaglia, presso lo scarico Idrovora; fortemente inquinate sono risultate invece, le acque campionate nel comune di Pontecagnano,  sulla Litoranea Magazzeno, presso lo sbocco Canale che arriva sulla spiaggia di fronte Via dei Navigatori e Via Mare Ionio, nel comune di Capaccio/Eboli presso la Foce del Sele e nel comune di Castellabate, in località Ogliastra Marina.

Due punti critici riportati dalle analisi dei biologi di Goletta Verde nella provincia di Caserta: nel comune di Mondragone, in località Lungomare Mondragone, presso la Foce torrente Savone, i risultati indicano acque fortemente inquinate e nel comune di Castelvolturno dove, presso la Foce Regi Lagni i valori di Escherichia Coli sono stati rilevati talmente alti da risultare non classificabili. goletta-verde dati

Un altro elemento importante di cui tener conto è la temperatura dell’acqua rilevata nel corso del nostro monitoraggio.

Lungo la costa campana la temperatura media misurata è stata di 28°C, 2 gradi più alta del valore storico di riferimento che riportava massimi estivi di 26°C, con picchi che hanno raggiunto anche i 30°C. E proprio l’eccessivo riscaldamento dell’acqua è tra le cause scatenanti dei numerosi casi di mucillagine di questi giorni che riguardano il Golfo di Napoli ma anche altri tratti della costa, notizia riportata quasi quotidianamente alle cronache regionali.

Lungo la costa campana sono state controllate anche alcune spiagge che sono state segnalate dai cittadini come punti critici ma che hanno registrato livelli di inquinamento batterico entro i limiti di legge: in provincia di Napoli, nel comune di Portici, in località Ex Bagno Rex, presso la spiaggia 1km a nord del museo ferroviario, a Ischia nel comune di Forio, presso la spiaggia la Chiaia e la spiaggia San Francesco e nel comune di Barano d’Ischia, in località Olmitiello, sulla spiaggia dei Maronti;  in provincia di Salerno, nel comune di Capaccio, in località Paestum, Torre di Mare, presso la Spiaggia “Oasi di Mare” e nel comune di Vico Equense, sulla spiaggia Via Murrano, in località Torre Seiano.

Le cause di particolari manifestazioni che giustamente attirano l’indignazione di cittadini e bagnanti, quali ad esempio le colorazioni anomale delle acque o la presenza in superficie di aggregati schiumosi o mucillaginosi e di rifiuti grossolani, sono principalmente da attribuire alla forte carenza dei sistemi depurativi a servizio delle città.

Il Monitoraggio scientifico

I prelievi alla base delle nostre considerazioni, vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente, l’altra anima della Goletta Verde, che viaggia via terra a bordo di un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.

I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo.

I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

(fonte Legambiente)

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