Categorie Salute e Benessere

La Pasta non fa ingrassare: Demoliti i pregiudizi sui carboidrati

Le persone che mangiano la Pasta con regolarità e moderazione tendono ad essere più magre e più in salute. La dieta mediterranea si conferma tra le più adatte per il nostro benessere.

I carboidrati vengono spesso messi sott’accusa nelle diete e con la stessa attenzione negativa anche la Pasta, infatti alcuni  nutrizionisti la vietano a tavola perché troppo calorica. La Pasta invece è considerata  parte integrante di un regime alimentare sano ed a differenza della maggior parte dei carboidrati “raffinati”, che sono rapidamente assorbiti nel flusso sanguigno, questo alimento ha infatti un basso indice glicemico, il che significa che provoca minori aumenti dei livelli di zucchero nel sangue rispetto a quelli causati dal consumo di cibi che invece hanno un livello alto di questo indice.

Lo rileva uno studio del St. Michael’s Hospital, in Canada, pubblicato su BMJ Open, che ha come prima autrice la ricercatrice di origine italiana Laura Chiavaroli.Lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all’aumento di peso o all’aumento del grasso corporeo“, evidenzia l’autore principale, John Sievenpiper. “In realtà – aggiungel’analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi contrariamente alle preoccupazioni, la pasta può essere parte di una dieta sana come ad esempio quella a basso indice glicemico“.

Le persone coinvolte hanno mangiato in media 3,3 porzioni di pasta alla settimana invece di altri carboidrati. Da controlli effettuati è emerso che avevano perso circa mezzo chilo in 12 settimane. Gli autori sottolineano che i risultati sono generalizzabili alla pasta consumata insieme ad altri alimenti a basso indice glicemico e avvertono che sono necessarie maggiori ricerche per determinare se la perdita di peso si  applica anche alla pasta come parte di altre diete salutari.

Lo studio e le ricerche hanno  coinvolto quasi 2.500 persone che hanno mangiato pasta invece di altri carboidrati come parte di una dieta sana a basso indice glicemico. Infatti le persone che la mangiano con regolarità e moderazione tendono a essere più “magre” e a sentirsi più in forma di quelle che ne limitano i consumi, ossessionate dalla linea. Basti pensare che in 100 grammi di pasta cruda sono contenute all’incirca 360 Kcal, quasi 100 in più del pane, calorie non dovute ai grassi , ma solo ai carboidrati presenti, circa 80%. Mangiando un piatto di pasta , i carboidrati vengono consumati velocemente, metabolizzati e divisi in glucidi più semplici in modo da essere facilmente utilizzati dalle cellule per:

  • Dare Energia al nostro cervello per svolgere le attività quotidiane
  • Essere utilizzati per produrre energia chimica
  • Per produrre glicogeno come riserva energetica e viene depositato nel fegato e nel muscolo scheletrico
  • Essere trasformati in grassi, qualora le riserve di glicogeno sono state consumate
  • Mangiare le giuste quantità perché più se ne digeriscono, più il pancreas produce insulina e più c’è il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2

E’ cosi quando nelle cellule entrano grosse quantità di carboidrati, si innalza la glicemia, ma subito viene abbassata dal meccanismo ormonale. Il brusco calo mette in allarme il cervello, che vive di questa risorsa energetica, e subito dà impulso affinchè venga introdotta nuova energia. In questo modo insorge fame ed inizia un ciclo vizioso, in quanto altri  carboidrati verranno ingeriti che oltre a fare ingrassare, aumentano la stanchezza fisica ed il rischio di sviluppare delle patologie metaboliche.

Secondo i ricercatori il consumo di pasta non si associa dunque a un maggiore peso corporeo. Evviva, spaghetti, fusilli, rigatoni  nessun bisogno di evitarla. Mangiarla fa bene all’umore, senza trascurare le quantità, che devono essere bilanciate in base allo stile di vita che si conduce. L’unica regola sana è imparare a condirla con ingredienti freschi e leggeri,  ad esempio, il pomodoro fresco con basilico, l’olio extra vergine di oliva, le verdure di stagione o con dei nutrienti legumi. La Pasta non può mancare all’interno di un menu giornaliero, anche perché fa parte di quegli alimenti che contengono carboidrati complessi che danno energia prolungata nel lungo termine. Il suo consumo, regolare e moderato, circa 50 grammi al giorno, consente di essere più in forma rispetto a chi non la mangia a tavola.

Articolo pubblicato il: 5 Aprile 2018 19:40

Patrizia Zinno

Patrizia Zinno è biologa nutrizionista napoletana e ha lavorato per circa 20 anni presso centri di Diabetologia, di Dialisi, Ematologia e Chimica Clinica. Ora insegna Scienza e Cultura dell’Alimentazione nella Scuola Alberghiera di Scampia.