La Cina sorprende nel segno del Vino italiano

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Appena pochi anni fa, come raccontano gli esperti, il vino cinese era terribile! Ora non più, anche se l’industria è ancora nascente. L’industria del vino è esplosa in Cina solo negli ultimi anni.

Le vinerie sono raddoppiate rispetto ad appena dieci anni fa e il paese è diventato il settimo produttore mondiale, sorpassando l’Australia e da vino-uno-cinesequest’anno, comparendo per la prima volta nell’atlante mondiale del vino. Nella Repubblica Popolare Cinese dei nostri giorni, la classe media aumenta e con essa i consumatori. Nessuno si può permettere di ignorare un mercato di 200 milioni di potenziali consumatori. Già oggi, la Cina è il quinto paese al mondo per consumo di vino e la crescita è stimata al 15 per cento all’anno. A diffondersi c’è anche la cultura enologica. Si sentono i nomi dei primi sommelier cinesi e delle annate di vino locale che possono competere a livello internazionale. In sintesi, per quanto incontri innegabili difficoltà tecniche, il paese è grande e tante sono le regioni che hanno un suolo, un clima e un’altitudine adatta ai vigneti. Longsha Group del magnate cinese Li Dawei, tra i tanti progetti di altissimo livello realizzati nella capitale cinese, ha conquistato per “vocazione” i numerosi esperti stranieri ed amici di passaggio nei “salotti di Pechino”, presentando un vino di tutto rispetto: Gold Mule Mills , nettare coltivato da uve selezionate e fatte crescere nei terreni più fertili ed incontaminati della Repubblica vino-cinese-due-scancaPopolare Cinese. Un gruppo, quello di Li Dawei, leader in Cina sia per le attività imprenditoriali di grossa caratura che porta avanti sia per l’avanguardia delle tecnologie utilizzate. Il Longsha Group, inoltre, riesce a formulare con successo diversi progetti di cooperazione internazionale con il nostro Paese e vede, in tale contesto, emergere, nettamente, per acume e proficuità il giovane imprenditore cinese Xiao Jian esperto conoscitore della nostra cultura e delle mediazioni ed integrazioni tra l’Italia e la Cina. Alcune cantine del Ningxia, del Liaoning e dello Xinjiang hanno già cominciato ad esportare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Certo il mercato europeo sarà duro da conquistare, al momento i vini cinesi raggiungono l’estero solo come curiosità, ma non è detto che non trovino in futuro la forza di imporsi sul mercato internazionale. Il Popolo Cinese, ormai è risaputo, è determinato, operoso, silenzioso e lungimirante, sempre in grado di stupire. E lo farà sicuramente, anche con un buon vino rosso da mettere, quotidianamente, sulle nostre tavole. Spetta ora a noi, forti della tradizione e della esperienza millenaria nel settore della produzione e selezione dei migliori vini, affermarci con spirito di sana competitività e fratellanza nelle vinerie e nei locali di lusso delle spettacolari terrazze panoramiche dei grattacieli cinesi! E perchè no, renderci conto, con la visita di un esperto del settore, tra vigneti e cantine, di questo nuovo ed interessante fenomeno legato alla crescente ed apprezzabile produzione vinicola dello Stato più popolato del mondo.

(nella foto: Il Presidente Vincenzo Scancamarra e Li Dawei con la giovane imprenditrice Xiao Jing in Pechino)