Juno, ecco alcune curiosità sulla celebre sonda spaziale

0
1104
Juno, ecco alcune curiosità sulla celebre sonda spaziale

La sonda spaziale Juno è in orbita dal 2016 dopo un viaggio durato 5 anni.

Aggiornamento in data 26 ottobre 2018 – ore 16,45

Juno, ecco la “chiatta marrone”

Grazie alla JunoCam della missione Juno della NASA, lo scienziato Kevin M. Gill ha creato quest’immagine a colori. L’astronave era a 7,425 miglia (11,950 km) dalle nuvole di Giove e ad una latitudine sud di circa 22 gradi quando ha fotografato questa immagine 2+6 alle 9:26 del pomeriggio. In questa foto c’è la formazione meteorologica chiamata chiatta marrone (brown barge) che si può intravedere dall’emisfero australe di Giove.Juno, ecco alcune curiosità sulla celebre sonda spaziale L’ovale lungo e scuro che si può visionare dalla fotografia è una regione ciclonica mozzafiato. Le chiatte brune di solito si dissolvono quando la banda di nubi si distribuisce all’interno della massiccia atmosfera gioviana. Le formazioni sono a volte difficili da vedere, perché i loro colori possono fondersi con il materiale che li circonda.

Aggiornamento in data 17 ottobre 2018 – ore 11,30

In un recente flyby attorno a Giove, la sonda spaziale Juno della NASA ha catturato uno spettacolare sistema vorticoso nell’ emisfero sud del pianeta. Una foto spettacolare e unica.

Lo scienziato Gerald Eichstädt ha creato questa immagine utilizzando i dati ottenuti dalla JunoCam della sonda. Questa immagine, ottenuta dopo un’elaborazione che ne ha accentuato i colori, è stata scattata alle 22:13 EDT ( le quattro del mattino in italia).

Aggiornamento in data 13 settembre – ore 19,00

Gli scienziati della Nasa hanno studiato le differenze tra il campo magnetico di Giove e quello del pianeta Terra. Naturalmente la scoperta, pubblicata su Nature, è stata possibile grazie all’utilizzo dei dati provenienti dalla sonda Juno.

Juno, ecco alcune curiosità sulla celebre sonda spaziale

Sulla Terra, le linee di forza del campo magnetico escono  dal polo nord e rientrano nel polo sud. Su Giove, la situazione è molto diversa: le linee emergono dall’emisfero settentrionale e rientrano in due punti differenti, al polo sud e in un’area nei pressi dell’equatore. Un’altra differenza tra il nostro pianeta e Giove riguarda l’origine dei campi magnetici: mentre quello  terrestre è  generato dalla sua dinamo interna – il movimento vorticoso dei fluidi elettricamente conduttivi nel nucleo – quello di Giove secondo il parere degli scienziati è composto da elio e idrogeno, elementi poco conduttivi.

Aggiornamento in data 27 agosto – ore 11,00

Ecco le ultime immagini inviate da Juno

Sono arrivate le ultime foto prese dall’orbiter Juno, che è in missione sul sistema Giove, sono state unite in time-lapse che mostra varie prospettive dell’emisfero nord del pianeta. La sequenza degli scatti è visibile nell’immagine che trovate sotto la news e sono state postate dalla Nasa sul profilo Instagram. Si vedono i colori che sono stati migliorati rispetto alle foto originali della sonda.

Swirling clouds paint a striking canvas in Jupiter’s atmosphere in these images captured by our Juno spacecraft. From left to right, this sequence of images was taken on July 15 from a distance ranging from about 15,700 to 3,600 miles from the planet’s cloud tops. An anticyclonic white oval can be seen at the center left of the first image (at far left) and appears slightly higher in the second and third images. The reddish-orange band that is prominently displayed in the fourth and fifth images is the North North Temperate Belt. Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Gerald Eichstäd/Seán Doran #nasa #space #juno #junocam #jupiter #clouds #planet #solarsystem #beautiful #orbit #spacecraft #science #pictureoftheday #storms #swirling #atmosphere #oval

Un post condiviso da NASA (@nasa) in data:

 Aggiornamento in data 2 agosto, ore 17.00

Juno, scoperto nuovo vulcano su una delle lune di Giove

La sonda Juno ha scoperto un nuovo vulcano su Io, una delle lune del pianeta Giove. La scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), grazie a uno dei due strumenti a bordo della sonda Juno denominato Jiram (Jovian infrared auroral mapper), finanziato dall’Asi, Agenzia Spaziale Italiana e realizzato da Leonardo-Finmeccanica. Secondo gli esperti, su Io sono presenti oltre 400 vulcani attivi, 150 dei quali già osservati dalle missioni della Nasa che hanno studiato il sistema di Giove (Voyager 1 e 2, Galileo, Cassini e New Horizons) insieme alle osservazioni a terra.Juno, ecco alcune curiosità sulla celebre sonda spaziale Almeno 250 sono quindi quelli ancora in attesa di essere scoperti e hanno localizzato oltre 150 vulcani attivi su Io, ma gli scienziati stimano che altri 250 sono in attesa di essere scoperti. Il nuovo vulcano “potrebbe avere una struttura simile a una grande caldera, sconosciuta su Io prima d’ora“, commenta a “Repubblica” Alessandro Mura, ricercatore dell’Inaf di Roma e vice responsabile di Jiram. Lo strumento è stato progettato per studiare le aurore gioviane, ma i ricercatori dell’Inaf hanno deciso di orientarlo verso Io, per cui i dati a infrarossi, raccolti da Jiram lo scorso 16 dicembre 2017 quando la sonda era a circa 470mila chilometri da Io, hanno mostrato il nuovo vulcano.

Aggiornamento del 13 luglio 2018 ore 10,22

Juno svela i segreti delle aurore di Giove 

Fino ad oggi si sapeva che le aurore di Giove sono simili a quelle della Terra. Ma è stata scoperta una particolarità grazie alle immagini inviate da Juno: le lune di Giove, che sono almeno quattro più quelle minori, perturbano queste aurore e causano dei segnali ulteriori. I ricercatori della Nasa hanno scoperto che quei puntini visibili dalla Terra sono in realtà delle tracce molto complesse che hanno una loro struttura, molto complicata, che assomiglia alla scia che viene lasciata da una barca. Questo vuol dire che queste lune che girano intorno a Giove hanno in realtà un’interazione molto più complicata.

La luna Io, che non ha un campo magnetico, lascia una traccia come se fosse un ostacolo in un fiume. Ganimede invece, che e’ l’unica luna del sistema solare che ha un campo magnetico interno, proietta su Giove l’ombra del suo campo magnetico, la sua magnetosfera, e quindi su Giove è possibile vedere come è fatta la magnetosfera di Ganimede.

Aggiornamento del 30 giugno 2018 ore 11,30 (Antonella Amato)

Swirling cloud belts and tumultuous vortices within Jupiter’s northern hemisphere are seen in this view from a May flyby of the planet’s cloud tops by our Juno spacecraft. Looking closer at this chaotic and turbulent world, we see darker cloud material that is deeper in Jupiter’s atmosphere, while bright cloud material is higher. The bright clouds are most likely ammonia or ammonia and water, mixed with a sprinkling of unknown chemical ingredients. A bright oval at bottom center stands out in the scene. This feature appears uniformly white in ground-based telescope observations. However, with Juno, we can observe the fine-scale structure within this weather system, including additional structures within it. There is not significant motion apparent in the interior of this feature; like the Great Red Spot, its winds probably slows down greatly toward the center. Since 2016 Juno has been penetrating Jupiter’s deep, colorful zones and belts in a quest to answer fundamental questions about the gas giant planet’s origin and evolution. Image Credits: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Gerald Eichstädt /Seán Doran #nasa #space #juno #jupiter #gasgiant #planet #clouds #swirling #pattern #solarsystem #science #spacecraft #pictureoftheday #astronomy #jetstream #jet #stream

Un post condiviso da NASA (@nasa) in data:

L’immagine di cui sopra è una delle ultime pubblicata dalla NASA. Come l’agenzia spaziale ha detto sul suo blog ufficiale, l’immagine è stata catturata ad una distanza di circa 9.600 miglia sopra la superficie delle nuvole, pari a circa 15,4 mila chilometri, quota inferiore rispetto alla maggior parte dei satelliti sotto l’orbita terrestre geostazionaria.

E’ STATA PARAGONATA AD UN DIPINTO DI VAN GOGH

Cinture di nubi vorticose e mulinelli tumultuosi nell’emisfero nord di Giove sono visti in questa immagine della parte superiore alle nuvole sul pianeta dal nostro veicolo spaziale Juno“, spiega la NASA nella sua pubblicazione su Instagram.

Osservando l’immagine vediamo un materiale di nubi più scure che è più profondo nell’atmosfera di Giove, mentre quello delle nuvole luminose è più alto. Le nuvole luminose sono probabilmente composte di ammoniaca e acqua, mescolate con ingredienti chimici sconosciuti. Un ovale luminoso nel centro inferiore spicca nella scena ripresa dalla sonda. Questo appare uniformemente bianco nelle osservazioni dei telescopi terrestri.

What’s up in the night sky? Enjoy a ringside seat for Saturn! Saturn is at opposition tonight, June 27th, when it and the Sun are on opposite sides of Earth. It rises at sunset and sets at sunrise. Great Saturn viewing will last several more months. The best views will be just after midnight. All year, the rings have been tilted wide open–almost 26 degrees wide this month–giving us a great view of Saturn’s distinctive rings. The tilt offers us a view of the north polar region. Near Saturn, the brightest asteroid–Vesta–is so bright that it can be seen with your unaided eye. It will be visible for several months. A detailed star chart will help you pick out the asteroid from the stars. The summer Milky way provides a glittery backdrop. Credit: NASA #nasa #space #saturn #planets #stargazing #astronomy #solarsystem #nightsky #whatsup #lookup #sky #stars #june

Un post condiviso da NASA (@nasa) in data:

La sonda spaziale Juno è in orbita dal 2016, fornendoci tante immagini di Giove. Juno è entrata in orbita dopo un viaggio incredibile fino al più grande pianeta del sistema solare: considerato il movimento dei pianeti, la minima distanza Terra-Giove è pari a 588 milioni di chilometri, impiegando 5 anni per completare il viaggio.

Il sito Esquire.com riporta alcune curiosità sulla celebre sonda spaziale.

Guardare oltre le nuvole

Essa prende il nome da Giunone, la dea romana (Era nell’antica Grecia) che poteva vedere attraverso le nuvole: la stessa cosa riesce alla sonda, che riesce a vedere ciò che si trova sotto le meravigliose cime delle nuvole turbinose di Giove.

E nella mitologia, Giove (Zeus) gettò un velo di nuvole attorno a sé per nascondere le sue scappatelle, ma sua moglie Giunone riuscì a sbirciare attraverso la coltre e a vederlo.

La Sonda Spaziale Juno e i Lego nello spazio

Tre figure in forma di pupazzetti Lego, realizzate in alluminio, viaggiano sulla sonda.Juno, ecco alcune curiosità sulla celebre sonda spaziale Una è l’astronomo italiano Galileo, noto per aver scoperto le quattro grandi lune di Giove. Gli altri due sono appunto Giunone e Giove. La Giunone versione Lego porta con sé una lente d’ingrandimento, che sottolinea la sua ricerca della verità.

Giove tiene in mano un fulmine e Galileo ha in mano un telescopio e un mini-Giove (pianeta). La Lego ha voluto così sensibilizzare i più piccoli alla ricerca scientifica in campo astronomico, realizzando anche un sito dedicato a tale materia.

L’esploratore a energia solare

Juno è l’esploratore a energia solare più distante dell’umanità. Normalmente, le sonde nello spazio si muovono grazie a una fonte di energia radioattiva, ma Juno conta su tre pannelli solari per raccogliere l’energia del sole. Ognuno di questi pannelli è lungo 29 piedi (8,9 metri) e copre 256 piedi quadrati (circa 24 metri quadrati).

Juno può usare l’energia solare perché i suoi nove strumenti scientifici sono estremamente efficienti dal punto di vista energetico e la sua orbita attorno a Giove non la porta mai nella zona d’ombra del pianeta.

La Sonda Juno, “il tuffo finale” su Giove

La sonda è programmata per terminare la sua vita immergendosi in Giove. Dato che Giove è un pianeta gassoso infatti, non si può parlare di impatto o di schianto, ma certo non si tratta di un avvenimento “piacevole”. Tuttavia, non sarà la prima astronave a morire all’interno di Giove: la sonda spaziale Galileo, che orbitò attorno al pianeta gigante tra il 1995 e il 2003, ha concluso la sua missione in modo altrettanto drammatico.

Juno, c’è un nucleo solido in Giove?

Giunone cerca di capire se Giove ha un nucleo. Gli scienziati non sanno se c’è una superficie solida e rocciosa che si nasconde sotto tutte quelle belle macchie e bande. Le teorie prevalenti suggeriscono che forse il pianeta ha un nucleo costituito da idrogeno metallico vorticoso.

Juno, la tempesta sta per finire

In una delle ultime rilevazioni, passando a poche migliaia di chilometri dall’atmosfera gioviana, Juno ha mostrato immagini della macchia rossa, quella specie di occhio che si vede in tutte le raffigurazioni di Giove, e che è osservabile anche con un telescopio amatoriale.Juno, ecco alcune curiosità sulla celebre sonda spaziale

Gli scienziati hanno dedotto che quella formazione, che è la più grande tempesta in corso nel sistema solare, e che va avanti da minimo tre secoli, si sta riducendo.

A fine ‘800 era pari a 4 volte la Terra, nel 1979 appena il doppio, ora poco più grande di un diametro terrestre. E tra qualche decina d’anni potrebbe essere solo un ricordo.