venerdì, Settembre 24, 2021

Il Teatro San Carlo riparte con il concerto diretto da Marco Armiliato

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Il Teatro San Carlo riparte con il concerto diretto da Marco Armiliato
Carlo Farinahttps://www.2anews.it
Carlo Farina - cura la pagina della cultura, arte con particolare attenzione agli eventi del Teatro San Carlo, laureato in Beni culturali, giornalista.

Domenica 12 settembre, alle ore 18.00, Il Teatro San Carlo riparte con la sua programmazione artistica con un primo concerto dedicato a Schubert e  Rachmaninov. Sul podio Marco Armiliato. 

E’ tutto pronto dunque per la ripartenza della nuova Stagione Concertistica del Teatro San Carlo che, dopo la lunga pausa estiva, proporrà domenica 12 settembre alle ore 18.00, un concerto sinfonico con musiche di Schubert e Rachmaninov. Il concerto, che vedrà protagonista l’Orchestra del Massimo napoletano, sarà diretto per l’occasione da Marco Armiliato, che abbiamo già visto recentemente esibirsi nel Trovatore in Piazza del Plebiscito, per la Stagione estiva del San Carlo. 

Il Teatro San Carlo riparte con il concerto diretto da Marco Armiliato
Marco Armiliato

Purtroppo il tenore Lawrence Brownlee, solista inizialmente annunciato, ha dovuto annullare l’impegno al Teatro San Carlo a causa di un’improvvisa indisposizione. Pertanto il nuovo programma sarà dunque il seguente:

  • l’Ouverture in re maggiore “im italienischen Stile”, D. 590
  • l’Ouverture in do maggiore “im italienischen Stile”, op. 170, D. 591 di Franz Schubert
  • Sinfonia n. 2 in mi minore, op. 27 di Sergej Rachmaninov.

Molto particolare e decisamente interessante anche dal punto di vista storico, il programma che animerà il pomeriggio del Teatro San Carlo di domenica 12 settembre. Saranno infatti due Ouverture di Schubert ad aprire la serata; colpito dall’immediato e indiscusso successo di Rossini, più anziano di lui di cinque anni soltanto ma già sulla cresta dell’onda nei maggiori teatri d’Europa, nel novembre del 1817 Franz Schubert (Vienna, 31 gennaio 1797 – 19 novembre 1828) compone in pochi giorni, un po’ per omaggio e un po’ per scommessa, due Ouverture per orchestra sul modello di quelle che in genere aprono le celebri opere rossiniane, come lascia intendere la dicitura “im italienischem Stile”, inserita giustamente nel titolo con la precisa indicazione della forma, probabilmente dal fratello Ferdinand.

Il giovane e talentoso musicista, che ha già cominciato a comporre all’età di dodici anni e a vent’anni è già autore di cinque sinfonie e di numerosissime pagine pianistiche, vocali e cameristiche, è in questo momento felice fatalmente attratto dal “Lied”, per lui quasi una vocazione, a dispetto della scarsa fiducia mostrata dal suo maestro Antonio Salieri nelle concrete possibilità di carriera offerte da un genere di natura tanto intima e complessa.

Ma lo stesso Salieri dovrà ricredersi, poiché Schubert è senza dubbio uno dei più grandi e fervidi compositori di immortali e sofisticati Lied, che ancora oggi ne contraddistinguono quella parte più feconda di tutta la sua preziose produzione artistica.

L’ Ouverture in re maggiore D. 590, che si apre con uno splendido Adagio caratterizzato da un tema di toccante lirismo e da numerosi cambi di tonalità e timbri strumentali, è senza dubbio in netto contrasto con il successivo Allegro giusto, lieve e spigliato, in cui il riferimento a Rossini si fa esplicito con la citazione nel secondo tema dell’aria “Di tanti palpiti” dal Tancredi, che Schubert aveva ascoltato dal vivo.

La seconda Ouverture invece, in do maggiore D. 591, non offre citazioni esplicite di Rossini, ma rimanda comunque allo stile del compositore di Pesaro, soprattutto nell’Allegro che segue all’Adagio iniziale. Lo “stile italiano” ricordato nel titolo non è dunque riferito come in Bach (evocato evidentemente nel titolo) alla musica strumentale barocca, ma all’opera italiana al tempo di Rossini, trionfante in tutta l’Europa di quel periodo.

Quattordici anni ha Sergej Vasil’evič Rachmaninov (Velikij Novgorod, 1 aprile 1873 – Beverly Hills, 28 marzo 1943) quando compone le prime pagine sinfoniche ed è in procinto di compierne ventiquattro quando nel marzo del 1897 a San Pietroburgo la sua Prima Sinfonia, composta due anni prima e presentata per la prima volta al pubblico, conosce un insuccesso senza appello. Dopo lo scacco subito dalla mia Prima Sinfonia, al rientro a Mosca ero un altro uomo.

Quel colpo inatteso mi aveva indotto ad abbandonare la composizione. Sono stato vinto da un’apatia insormontabile. Non facevo più niente, non mi interessavo più a niente, passavo le mie giornate accasciato sul divano, con tetri pensieri sulla mia vita finita. Non avevo che qualche lezione di pianoforte come unica attività. Non avevo alcuna opportunità di concerto né la speranza che il Conservatorio mi assumesse come professore”.

Tale è lo stato cui il clamoroso fiasco riduce il musicista, eccellente pianista e superbo direttore d’orchestra ma che aspira soprattutto ad essere un buon compositore e in questa direzione persegue la definizione e l’affermazione della propria identità. Non lontana da istanze e soluzioni proposte nella Prima, la Sinfonia n. 2 in mi minore reca anch’essa, sviluppati con maggior chiarezza e più raffinati strumenti, gli elementi fondanti della poetica del suo autore: il saldo riferimento alla lezione di Čajkovskij e di Rimskij-Korsakov, il costante richiamo all’idioma musicale e alla cultura della terra d’origine, l’espansiva espressività, il tenace legame con ‘il mondo di ieri’ nel suo ineluttabile dissolversi, la fedeltà alla tonalità di impronta post-romantica volutamente scevra da ogni sperimentalismo, l’impianto formale fondato, più che sulla dialettica tematica, sull’alternarsi di energico dinamismo e aperta cantabilità come sul susseguirsi di climax e anticlimax sonori ed emotivi.

Dedicata all’antico maestro Sergej Taneev ed eseguita per la prima volta a San Pietroburgo il 26 gennaio 1908 con la direzione dell’autore, la Sinfonia riceve questa volta una calorosa accoglienza anche dalla critica più esigente e, qualche mese dopo, il prestigioso Premio Glinka, entrando stabilmente nel repertorio sinfonico.

E’ la meritata rivincita per un Rachmaninov che dopo l’amarezza del fallimento della Prima Sinfonia, troverà spazio e fiducia per i suoi successivi e fortunati lavori sinfonici. 

Concerto Sinfonico

Teatro di San Carlo
domenica 12 settembre 2021, ore 18:00 

Direttore | Marco Armiliato

Programma

Franz Schubert, Ouverture in re maggiore “im italienischen Stile”, D. 590

Franz Schubert, Ouverture in do maggiore “im italienischen Stile”, op. 170, D. 591

Sergej RachmaninovSinfonia n. 2 in mi minore, op. 27

Orchestra del Teatro di San Carlo

 

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