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Il Teatro Nuovo e la stagione degli attraversamenti

Ad inaugurare il cartellone del Teatro Nuovo, dal 5 all’8 novembre, sarà Filippo Nigro con “Il Presidente” di Davide Carnevali per la regia di Fabrizio Arcuri.

In un tempo che sembra consumare tutto con rapidità, il teatro conserva intatta la sua funzione più profonda: quella di riunire gli uomini attorno a una storia, a un’emozione, a una riflessione condivisa. Non è il rifugio polveroso della nostalgia, ma un luogo vivo, necessario. «Io, ad esempio, senza teatro non riuscirei a vivere», ha confessato Alfredo Balsamo, direttore del Teatro Pubblico Campano, durante la presentazione della nuova stagione 2026/2027 del Teatro Nuovo di Napoli.

Una frase semplice e potente, divenuta subito la chiave di lettura di un cartellone che attraversa epoche e linguaggi, intrecciando memoria e contemporaneità, ironia e inquietudine, parola scenica e forza del corpo. Prima di lui era intervenuto il presidente del circuito, Francesco Somma, soffermandosi sul valore del teatro come spazio di condivisione autentica e sul dialogo costante con il pubblico, capace nella scorsa stagione di portare gli abbonati a quota cinquecento e le presenze a circa quindicimila. A presentare il programma, spettacolo dopo spettacolo, è stata poi Fabrizia Pompilio, coadiutrice del direttore, che ha posto l’accento sul claim della nuova stagione: “Attraversamenti”.

Una parola scelta per evocare passaggi, contaminazioni, sconfinamenti artistici ed emotivi. Da ottobre ad aprile il Teatro Nuovo si offrirà così come una mappa inquieta del presente. Non mancheranno i progetti coreutici Open Fest e Open Dance, né la rassegna musicale Ausuliàre – Sounding Naples curata dal musicologo Pasquale Scialò. «Un progetto che prevede incontri esperienziali per ascoltare la città cantante andando oltre stereotipi e pregiudizi», ha spiegato Scialò, restituendo alla cultura musicale napoletana la sua complessità storica e antropologica. Accanto alla ricerca troveranno spazio anche la Stand-up comedy, la rassegna Nuove Sensibilità dedicata alla drammaturgia emergente, il Napoli Queer Festival in collaborazione con Casa del Contemporaneo, La rete dell’immaginario per gli studenti delle scuole superiori e l’evento Drag Ring del 21 novembre condotto da Priscilla, alias Mariano Gallo.

«La stagione apre le porte a un teatro che è luogo di incontro, di domande e di scoperta», ha dichiarato ancora Balsamo. «I classici tornano a interrogarci, le nuove scritture trovano voce e i linguaggi si contaminano. Ogni serata è un attraversamento diverso». Ad inaugurare il cartellone, dal 5 all’8 novembre, sarà Filippo Nigro con “Il Presidente” di Davide Carnevali per la regia di Fabrizio Arcuri. Seguiranno “Figli” di Mattia Torre con Edoardo Pesce, Silvia D’Amico e Carlo De Ruggieri diretto da Fausto Paravidino, il visionario “Apocalipsync” di Luciano Rosso e María Saccone e il celebrato “La Lettera” di Paolo Nani, gioiello del teatro fisico contemporaneo.

Di forte suggestione l’incontro tra parola e musica di “Enzo per Enzo”, Gragnaniello canta Moscato con le elaborazioni e la direzione musicale di Pasquale Scialò, mentre il nuovo anno porterà in scena “Le Volpi” con Giorgio Colangeli e Manuela Mandracchia, il potente “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame interpretato da Matthias Martelli, “Le Dieu du carnage” di Yasmina Reza e “Il medico dei maiali” di Davide Sacco con Luca Bizzarri e Francesco Montanari.

Tra gli appuntamenti più attesi anche “Tango delle capinere” di Emma Dante con Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco, fino alla chiusura affidata a “Sorry Boys” di e con Marta Cuscunà, ispirato a una sconvolgente vicenda realmente accaduta negli Stati Uniti. Più che una semplice successione di titoli, quella del Teatro Nuovo appare come un mosaico plurale che non cerca facili definizioni, ma rivendica il diritto del teatro a restare spazio critico, poetico e umano.

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