Il calciomercato è finito. Finalmente!

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di Gianmarco Giugliano – Probabilmente dovremo abituarci al bombardamento mediatico durante i tre mesi e mezzo del calciomercato; probabilmente non siamo ancora maturi per sopportare tutte le voci lanciate da giornalisti improvvisati o umorali dei social e gridate solo per avere un “click” in più da poter vendere come visualizzazione con buona pace della verità e dei contenuti.

Fino a qualche anno fa si usciva di casa la mattina, ci si affollava davanti al primo giornalaio per leggere i titoli dei giornali sportivi e, semmai, lo si comprava per scoprire qualche novità sul calciomercato davanti ad un caffè nel bar.

Potrà piacere oppure no, ma il mondo è cambiato e con esso anche il calcio ed il calciomercato. Ed allora o ci si adegua oppure si vive nel ricordo di ciò che sembrava più romantico e meno aggressivo.

Sembrano troppi i quasi 4 mesi di trattative, sembrano troppi i soldi spesi per alcuni calciatori ed è troppa anche l’attenzione che ognuno di noi dà ad ogni parola letta.

Quasi come se aprendo la pagina web sullo smartphone degli aggiornamenti del calciomercato si potesse accelerare la trattativa, il tifoso si è fatto travolgere da parole e voci assurde, dall’intervista al giardiniere del calciatore all’amico di famiglia del procuratore.

Alla fine resta la realtà, quella fatta dagli acquisti reali che, se ce n’era bisogna, spesso non fa altro che confermare le tendenze delle varie società. Ed allora analizziamole con particolare attenzione al Napoli, ovviamente.

La Juventus vive nell’incubo della Champion’s. Pur di poter lottare per essa ha dimenticato l’età dei suoi calciatori, ha lasciato Morata e Pogba (due giovani) per puntare su Higuain e Dani Alves. Nel frattempo i vari Buffon, Chiellini, Barzagli, Evra, Liechsteiner e compagnia, hanno un anno in più e, forse, potrà contare su di loro per massimo due anni. Ed ecco spiegata la campagna acquista della vecchia signora: fare di tutto per vincere la Champion’s nei prossimi due anni. Via Pogba e con i suoi soldi prende Higuain indebolendo una diretta avversaria ed acquistando il più forte cannoniere della serie A. Poi Pianjc dalla Roma con lo stesso metodo: soldi alla mano e pagamento delle clausole rescissorie con buona pace dell’antipatia che cresce sempre di più nei confronti dei bianconeri. Ma questo è secondario per una squadra che fa della parola “vittoria” l’unica da usare nel campo sportivo e comportamentale.

La Juventus, a prescindere dalle simpatie o antipatie, dimostra, comunque, di essere un gradino più su delle altre: fatturato, stadio di proprietà, settore giovanile egregiamente funzionante, campi di allenamento e dirigenza diversificata e competente. La sua “rosa” sembrerebbe più forte dello scorso anno: nell’undici titolare ci sarà Dani Alves al posto di Liechsteiner, Higuain al posto di Morata e Pjanic al posto di Pogba (l’unica sostituzione in perdita tecnica). Benatia e Pijaca completano una campagna acquisti funzionale all’obiettivo principale (Champion’s) senza dimenticare il campionato con il relativo indebolimento degli avversari (sulla carta).

L’Inter continua a vagare nel vuoto prendendo sempre nuovi allenatori, cambiando fisionomia e mentalità alla squadra e continuando a fare campagne acquisti di buoni nomi ma sempre con l’incognita del risultato sul campo. Sulla carta gli acquisti di Joao Mario, Gabigol, Candreva e Banega sono di prim’ordine tranne , poi, a confrontarsi col campo e subire due gol dal Chievo ed impattare in casa col Palermo. Ci sarà molto da fare per De Boer, forse troppo ed il campionato non perdona.

La Roma , traumatizzata psicologicamente ed economicamente dall’uscita dalla champion’s ha perso Pijanic ma dovrebbe aver recuperato Strootman. In difesa si è assicurata le prestazioni di Vermaalen, mentre in attacco si punta ancora sulla ripresa di Dzeko con El Sharawi, Perotti e Salah sulle fasce laterali. La sicurezza è Spalletti; i dubbi vengono, invece, dalla capacità della squadra di gestire le situazioni (vedi Cagliari e ritorno di champion’s col Porto), problema che già nella scorsa stagione era venuto fuori.

Il Milan è semplicemente non pervenuto: il passaggio di mano di Berlusconi non si è ancora perfezionato e la nuova dirigenza, fino a quel momento, probabilmente, preferisce non aumentare l’esposizione debitoria. Montella, nuovo allenatore, dovrebbe, però assicurare alla squadra un gioco d’attacco e piacevole da vedere.

Ed eccoci al Napoli. Perso Higuain, Giuntoli e De Laurentiis non si sono allontanati dalla mentalità che da anni caratterizza il mercato della squadra: puntare su giocatori giovani e di ottime prospettive. Ecco così spiegati gli arrivi di Milik, Rog, Diawara, Zielinsky, Maksimovic oltre a Tonelli e Giaccherini. Nessuno parte “titolare” ma tutti sono in grado di “rubare” il posto ai titolarissimi di Sarri. Il Napoli aveva l’obiettivo di dare a Sarri la possibilità di sostituire i giocatori senza perdere qualità e fisicità. Lo scorso anno il Napoli aveva, praticamente, solo due cambi: Mertens con Insigne e David Lopez (ma solo se i centrocampisti erano stanchi). In poche parole nessuna possibilità per l’allenatore di incidere funzionalmente sulla squadra. Già col Milan si è vista la differenza: Zielinsky al posto di Allan sul 2-2 ha dato vivacità alla fase offensiva e più idee; non a caso il gol del vantaggio è nato da una sua iniziativa. Ora con Giaccherini, Rog, Diawara, Sarri potrà scegliere se avere in campo una squadra più tecnica o più fisica; una squadra che dovrà puntare l’uomo o che dovrà sfruttare il possesso palla. Finalmente i cambi potranno incidere sull’atteggiamento tattico e non saranno solo per far rifiatare i titolari.

Milik è l’ennesima scommessa di De Laurentiis. Il ragazzo è fortissimo fisicamente ed ha ottime capacità di dialogo con i compagni. Forse non farà 36 gol come il suo predecessore ma con ogni probabilità aiuterà i compagni di reparto a farne molti di più. Al momento il Napoli ha già tre gol in più dello scorso anno.

La “rosa” sembra completa ed anche ringiovanita: è sempre stata questa la filosofia della società, piaccia o non piaccia.

Ora spetta al campo dare il verdetto, agli allenatori sfruttare al meglio i protagonisti ed ai tifosi sognare.

Il calciomercato è finito, finalmente! I giochi sono fatti… fino a Dicembre…

Nel frattempo, mio figlio di 4 anni e mezzo, già due giorni dopo il “tradimento” mi aveva chiesto di togliere dalla squadra del Napoli (della consolle del videogioco), Higuain per sostituirlo con Gabbiadini. Mentre io ero arrabbiato, lui aveva già dimenticato e come, tutti i bambini, ha guardato al futuro con quella speranza che sarebbe sempre giusto avere. Forse è tutto più semplice di ciò che ci viene proposto e di ciò che ci accade. Ha ripreso a giocare come se nulla fosse successo: i bambini hanno sempre ragione nella loro disarmante semplicità…