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Il 28 settembre, a Castel Nuovo «Una Vita al Sapore di Caffè»

Lunedì 28 settembre, alle 14.30 nella Sala della Loggia di Castel Nuovo (Maschio Angioino), la presentazione di «Una Vita al Sapore di Caffè», il progetto dell’omonima Accademia Culturale presieduta da Gennaro Ponziani.

Dai vicoli di Napoli alle sale del Gambrinus, dal ragazzo “Gegè” che consegnava bibite e caffè fino a diventare il direttore di uno dei più celebri caffè della città. È una storia di lavoro, sacrifici e passione quella che lunedì 28 settembre, alle 14.30 nella Sala della Loggia di Castel Nuovo (Maschio Angioino), farà da premessa alla presentazione di «Una Vita al Sapore di Caffè», il progetto dell’omonima Accademia Culturale presieduta da Gennaro Ponziani.

Un’iniziativa nata dalla volontà di trasformare una lunga esperienza professionale in patrimonio condiviso, affidando alla cultura del caffè napoletano anche una funzione di formazione, socialità e nuove opportunità di lavoro. Con il patrocinio del Comune di Napoli e la collaborazione di Caffè Do Brasil e Amaro d’Italia, l’Accademia guarda soprattutto alle nuove generazioni, senza separare la memoria del mestiere dalle esigenze del presente. La vicenda di Ponziani sembra già appartenere a un racconto della Napoli del Novecento.

Ragazzo di bar tra botteghe e locali, come quelli narrati da Giuseppe Marotta ne «L’Oro di Napoli», passa dal Cinema Santa Brigida al lavoro da garzone di salumeria, fino al «Caffè del Sole» di piazza Trieste e Trento, dove dal 1964 comincia ad apprendere concretamente l’arte della caffetteria. Poi arriva il Gambrinus, con i suoi riti, le sue miscele, la torrefazione e quella sapienza della tazza che negli anni lo condurrà alla direzione dello storico locale, fino alla pensione.

Oggi quella esperienza torna a disposizione degli altri. «Dopo tanti anni trascorsi nel mondo del caffè, della ristorazione e dell’accoglienza – racconta Ponziani – ho sentito il desiderio di mettere ciò che ho imparato a disposizione degli altri, soprattutto dei giovani». Perché il caffè, nella sua idea, non è soltanto una bevanda, ma «una parte della nostra identità, un gesto di accoglienza, incontro e socialità».

Da qui le tre direttrici dell’Accademia: cultura, formazione e impegno sociale. Accanto alla tutela della tradizione, corsi teorici e pratici di caffetteria, bar, sala, pasticceria e ristorazione, con attenzione all’accoglienza, alle tecniche di estrazione e alle norme HACCP. Previsti inoltre incontri nelle scuole, confronti con professionisti e torrefattori, iniziative culturali, strumenti digitali, uno sportello per favorire l’incontro tra persone formate e aziende e l’ipotesi di un Museo del Caffè.

Un progetto che guarda anche al turismo, proponendo il rito della tazzina come chiave per conoscere Napoli attraverso una delle sue più antiche forme di ospitalità. «Vorremmo che l’Accademia fosse un luogo aperto al territorio – sottolinea Ponziani – dove imparare un mestiere, conoscere una tradizione e costruire nuove opportunità». Alla presentazione, moderata dal giornalista e scrittore Giuseppe Giorgio, interverranno Flavia Sorrentino, vicepresidente del Consiglio Comunale di Napoli, Dario Duro, fiduciario A.M.I.R.A. Napoli-Campania, Pasquale Del Gaudio, già dirigente del Comune di Napoli, Rosario Bianco, editore de «L’Espresso Napoletano», e rappresentanti del mondo imprenditoriale. Dalla storia di “Gegè” a quella dell’Accademia, il caffè diventa così memoria di un mestiere e promessa di futuro: una tazzina capace di custodire il passato, mentre prepara nuove occasioni per chi viene dopo.

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