I PUNTINI SULLA “A”: 6° giornata di campionato. Rubrica di Gianmarco Giugliano

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Juventus e Napoli tentano la fuga riproponendo il duello dello scorso campionato. Stesse modalità: Juventus più cinica, spietata ed a tratti fortunata, Napoli più bello, devastante in alcuni momenti della gara e, purtroppo, non fortunato con le decisioni arbitrali.

Dopo il 4-0 sul Cagliari, la Juventus vince con un autogol a Palermo evidenziando qualche problema a centrocampo (non è più quello di Pirlo, Pogba e Vidal con Marchisio in panchina), con gli attaccanti (tranne Higuain con 4 reti) ancora all’asciutto e con gli infortuni che, già da adesso, cominciano ad essere una costante. Rugani ed Asamoah fuori almeno 45 giorni, dopo l’infortunio di Benatia, costringono Allegri a dover schierare Bonucci, Barzagli e Chiellini sempre e senza sosta. La solidità difensiva resta, comunque, l’arma in più dei bianconeri: 4 reti subite di cui solo una su azione (Perisic).

Il Napoli, da parte sua, sembra aver acquisito , contro le squadre di medio bassa classifica, quella maturità che spesso è mancata negli anni precedenti: le vittorie contro Milan, Chievo e Bologna (che non hanno assolutamente demeritato in questo inizio di torneo) dimostrano che al San Paolo ( nona vittoria consecutiva in gare di serie A; mai sconfitto nei 90 minuti con Sarri in panchina) saranno pochi i punti lasciati agli avversari. Resta da vedere la squadra negli appuntamenti importanti, sbagliati con continuità lo scorso anno ( sconfitte con Inter, Roma, Juventus fuori casa). Peccato per gli errori arbitrali di Pescara e Genova: il Napoli poteva essere primo a punteggio pieno… meritatamente.

Tra le pretendenti allo scudetto, l’Inter si blocca in casa contro il Bologna dimostrando che, proprio tra le mura amiche (vedi anche pareggio contro il Palermo), trova difficoltà a superare  difese schierate e ben assortite.

Vera incognita la Roma, dotata di grande forza offensiva (segnano praticamente tutti… e Totti) ma sbadatissima in difesa: contro il Torino la retroguardia sbandava ad ogni contropiede dei granata.

Il Milan di Montella sembra crescere di partita in partita ed il pareggio (anche sul piano del gioco) contro la Fiorentina a Firenze dimostra la bontà del lavoro del tecnico campano. Proprio la Fiorentina, invece, non gioca con quella brillantezza e sfrontatezza dello scorso anno: segna di meno ma prende meno gol: se dovesse vincere il recupero contro il Genoa, la squadra di Paulo Sousa si piazzerebbe al terzo posto con 11 punti affiancando l’Inter. Sembra che il portoghese si sia “italianizzato” rendendo più solida la squadra ma perdendo le doti offensive di Kalinic, Ilicic e Bernardeschi: chi ne perde è sicuramente lo spettacolo.

Bene Sassuolo, Atalanta, Cagliari, Bologna e Torino. È già crisi per il Crotone, costretto a giocare lontano dall’Ezio Scida  e lontano da una condizione mentale e fisica necessaria per affrontare la serie A.

Tre i calciatori sugli scudi: Marek Hamsik che festeggia il centesimo gol con la maglia del Napoli e va all’inseguimento del record di Maradona (!); Totti che festeggia i suoi 40 anni con un’unica certezza: non è necessario vincere tanti trofei per essere nel cuore di una città e dei suoi tifosi, ma essere uomini con la U maiuscola ed amare la propria maglia come una seconda pelle; e Melchiorri del Cagliari che al rientro da un lunghissimo infortunio di oltre sei mesi, entra, regala la vittoria alla sua squadra e scrive una piccola favola in un mondo che preferisce le “esternazioni” di Preziosi al bel gioco ed alle favole. Peccato, perché ciò che sarà ricordato saranno, appunto, le favole, i record ed i sogni realizzati; non certo lo spazio dato alle critiche ed al gossip di bassissima levatura.