I dati Eurostat confermano il divario tra Nord e Sud

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I dati Eurostat confermano il divario tra Nord e Sud

I dati Eurostat confermano il divario tra Nord e Sud. Nel Mezzogiorno le famiglie vivono in una situazione di “rischio di povertà o di esclusione sociale“.

Dall’inizio della crisi economica del 2008 il divario tra il Nord e il Sud dell’Italia è continuato ad aumentare: anche perché l’economia italiana aveva smesso di crescere sensibilmente molto prima dell’inizio della crisi globale. L’Italia si posiziona di poco sotto la media Ue per quanto riguarda il calcolo del pil pro capite, il prodotto interno lordo diviso per il numero di abitanti. A rivelarlo sono i dati Eurostat, l’agenzia statistica dell’Unione Europea, che nel suo rapporto ha stilato una lista delle nazioni, e delle rispettive regioni, più ricche del Continente.

SITUAZIONE IN ITALIA TRA NORD E SUD

Data una media Ue uguale a 100, il risultato delle proporzione consegna all’Italia il punteggio di 97, frutto di un prodotto interno lordo pari a 1680 miliardi di euro, che divisi per poco più di 60 milioni di abitanti generano un dato nazionale pari a 27.700 euro. Scorporando il dato tra le regioni spicca la media della Provincia autonoma di Bolzano, la migliore in tutta la Penisola con 42.600 euro di pil pro capite.

I dati Eurostat confermano il divario tra Nord e Sud

Sul podio salgono anche Lombardia (36.600 euro) e la Provincia autonoma di Trento (35.000 euro). In generale tutte le regioni del Nord registrano una media superiore a quella europea. Decisamente al di sotto di quella dell’Unione è la media del Sud, dove i fanalini di coda sono la Calabria con 16.800 euro e la Sicilia con 17.200 euro. Questi  dati confermano il divario tra Nord e Sud.

Un Paese spaccato in due. Al Sud chiudono le fabbriche e la disoccupazione aumenta. Sono gli abitanti del Mezzogiorno che vivono in una situazione di “rischio di povertà o di esclusione sociale“. Si tratta della categoria più vasta tra quelle con cui le agenzie di statistica europea misurano il disagio sociale ed economico.

FAMIGLIE A RISCHIO POVERTA’

Essere a rischio di povertà o esclusione sociale significa vivere in una famiglia il cui reddito complessivo disponibile – salvo entrate in nero – è meno del 60 per cento del reddito mediano nazionale (cioè il valore intermedio tra il reddito più basso e quello più alto a livello nazionale); o vivere in una famiglia in grave deprivazione materiale, cioè che per esempio non può permettersi un frigorifero o una lavatrice; oppure vivere una famiglia a bassa intensità di lavoro, dove cioè i componenti tra i 18 e i 59 anni hanno lavorato meno di un quinto del tempo nel corso di un anno.

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