“Horreur”, “Acte Barbare”, “Terreur” : l’indignazione, lo stupore e l’apprensione del popolo francese dopo l’attentato a Nizza

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Le grandi testate giornalistiche e le principali emittenti televisive francesi sono unanime e solidali nel condannare l’attentato di natura terroristica che è costato a Nizza, la vita a 84 persone tra cui 10 bambini e 202 feriti, 52 sono in condizioni gravissime, 25 in rianimazione. Le principali testate giornalistiche “Le figaro”, “Le Parisien”, “La dépêche”, “Sud Ouest” , “Le Monde”, hanno manifestato la loro indignazione con lo stesso tono di parole : “Horreur”, “Acte barbare”, “Terreur” facendo ecco allo sconcerto e inquietudine dell’intero popolo francese che dal 2015 è nel mirino dei terroristi che sono costati finora la vita a 250 persone. Dopo il silenzio relativo allo stupore dell’attacco terroristico e alle immagini dolorose e atroci trasmesse in dirette sulle principali reti televisive, la popolazione francese manifesta ora la sua rabbia. Rabbia contro l’attentatore Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il francese di origini tunisine di 31 anni, che nel giorno simbolico della festa nazionale con il suo tir lanciato a 80 chilometri all’ora, ha seminato la morte sulla famosissima e affollatissima Promenade des Anglais, nell’istante preciso dove la gente spensierata e allegra, in compagnia di familiari, amici e propri figli, si godeva lo spettacolo dei rituali fuochi d’artificio del 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia. Rabbia davanti alla visione apocalittica dei questi numerosi corpi senza vita ricoperti da lenzuola blu dispersi sull’asfalto, davanti al piccolo corpo senza vita della bambina con la bambola, rabbia di fronte ai passeggini accartocciati, rabbia ancora per tutti i bambini che sono stati spietatamente uccisi mentre assistevano allegri e felici allo spettacolo pirotecnico.

La popolazione francese è oggi in uno stato di estrema tensione e lo spettro di rappresaglie incontrollate contro la comunità musulmana presente sul territorio non è mai stato così vivo. La comunità musulmana è molto importante in Francia visto che rappresenta circa 5 milioni di credenti e più di 2.400 luoghi di culto. Il Direttore Generale della DGSI, i servizi francesi per la sicurezza interna, Patrick Calvar, aveva dichiarato qualche giorno fa in un’intervista televisiva che temeva, in caso di un nuovo attentato terroristico del Daech, l’organizzazione dello Stato Islamico, una “radicalizzazione degli atti di rappresaglia” da parte degli ultra francesi seguita da un’intensificazione della violenza, accennando anche ad un rischio di guerra civile. Infatti dopo l’attentato del gennaio 2015 contro Charlie Hebdo e quello del novembre dello stesso anno a Parigi e a Saint-Denis, un picco di azioni di violenza contro i musulmani di Francia si è verificato con un moltiplicarsi di atti di aggressioni, incendi, degrado. Quest’ombra non è mai stata così presente nella società francese dopo l’attento di giovedì scorso. Sentimenti che sono istigati dai partiti e correnti di pensiero i più estremi come il deputato del partito del Front National, Steeve Briois, che ha denunciato solo qualche ora dopo l’attentato “l’inerzia del governo francese” chiedendo più severità e dispositivi per tutti quelli che rappresentano una minaccia per la sicurezza dei cittadini francesi. Propositi che sono sempre stati ben accolti dalla maggioranza dei francesi. Soprattutto dopo l’attentato di Nizza e la carneficina dei civili innocenti e bambini. I cittadini francesi hanno più che mai voglia di giustizia, al costo anche di renderla loro stessi. Secondo un recente sondaggio esclusivo Ifop realizzato per “Atlantico.fr il sito di informazioni francese disponibile soltanto su internet, il 73% dei francesi si aspetta delle azioni di rappresaglia, azioni che verrebbero condannate solo dal 51 % della popolazione e addirittura, il 10% si è dichiarato pronto a parteciparci di persona.

Il Presidente dell’CFCM, il Consiglio Francese del Culto Musulmano, Abdellah Zekri, si è detto preoccupato, concordando che si aspettava queste manifestazioni antimusulmane dopo l’attacco terroristico di giovedì scorso. Ha lanciato un appello alla prudenza a tutti i musulmani della Francia e ai cittadini francesi di non fare il gioco del Daesh di cui il solo scopo è di dividere la società francese fomentando le comunità a combattere tra loro.