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Graded, nuove frontiere nel trattamento fanghi: via al tavolo tecnico per il progetto Potters

L’iniziativa, promossa all’interno di un contesto dinamico come quello offerto dall’Innovation Village, ha permesso di delineare con maggiore chiarezza i bisogni del mercato. In questo percorso, un ruolo determinante è ricoperto dal progetto Potters, oggetto nei giorni scorsi di un tavolo tecnico che ha visto la partecipazione attiva di Graded.

Il settore energetico è protagonista di un’importante evoluzione nelle strategie di gestione dei reflui, spinto dalla necessità di trasformare un onere ambientale in una risorsa energetica. In questo percorso, un ruolo determinante è ricoperto dal progetto Potters, oggetto nei giorni scorsi di un tavolo tecnico che ha visto la partecipazione attiva di Graded, gruppo industriale del settore energetico, rappresentato da Claudio Miranda, responsabile dell’area Ricerca e Sviluppo, e da Maria Assunta Cestaro.
L’iniziativa, promossa all’interno di un contesto dinamico come quello offerto dall’Innovation Village, ha permesso di delineare con maggiore chiarezza i bisogni del mercato. Il focus group si è concentrato sull’analisi dei requisiti necessari per la gestione dei fanghi di depurazione, valutando le potenzialità di un sistema mobile e modulare capace di integrare essiccamento e conversione energetica.
Il dibattito ha offerto spunti preziosi per calibrare lo sviluppo del prototipo, permettendo di identificare le criticità più rilevanti riscontrate dai gestori di impianti. L’obiettivo è quello di fornire una tecnologia pronta all’uso, in grado di abbattere i costi di smaltimento e di supportare i siti produttivi sia nelle operazioni di routine che durante le fasi di manutenzione.
Il progetto Potters, il cui acronimo identifica l’approccio di trattamento termico portatile per una gestione rigenerativa dei fanghi, nasce dalla collaborazione tra Graded, l’Università Parthenope, il Cnr-Stems ed Epm Srl, con il sostegno finanziario del Mimit. Il sistema si basa sull’utilizzo di biomasse residuali, come grassi animali e oli vegetali esausti, per alimentare il processo di trasformazione dei fanghi in energia pulita.
Grazie a questa sinergia tra ricerca scientifica e visione industriale, il progetto si propone come una soluzione concreta per supportare la transizione ecologica, offrendo strumenti efficaci per ottimizzare i processi energetici e promuovere la sostenibilità ambientale su larga scala.

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