Maria Grazia Schiano in concerto per l’Associazione Scarlatti

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Maria Grazia Schiano in concerto per l'Associazione Scarlatti

Giovedì 15 marzo 2018, alle ore 20.30, il Teatro Sannazaro ospiterà Maria Grazia Schiano, una delle voci più belle e raffinate del vasto panorama lirico mondiale.

Il consueto appuntamento del Giovedì che l‘Associazione Scarlatti dedica alla grande musica, sarà dedicato al repertorio belcantistico e barocco, con un’ospite d’eccezione: Maria Grazia Schiano. Uno dei grandi nomi del bel canto, un raffinato soprano che il prossimo 15  marzo 2018  alle ore 20.30, sempre al Teatro Sannazaro, sarà accompagnata al pianoforte da Maurizio Iaccarino in un programma di autori francesi intitolato “Harmonie du soir”.

Maria Grazia Schiavo è una delle più grandi interpreti liriche, conosciuta e apprezzata nel mondo del belcanto, dove raccoglie sempre numerosi successi sia di critica e di pubblico. Napoletana, ha  debuttato  giovanissima nella compagnia teatrale del Maestro Roberto De Simone che le affida il ruolo di protagonista ne La Gatta Cenerentola, in un tour che ha toccato i più importanti teatri italiani ed europei.

Il Maestro De Simone mi sentì cantare in Conservatorio a Napoli, dove ero allieva – racconta la Schiavo in una intervista – e mi volle subito nella sua Compagnia per allestire la Gatta. All’inizio, per il primo anno, rivestivo il ruolo di “cameriera di Palazzo Reale” e poi, come succede nelle compagnie di giro, mi “promossero” a Gatta Cenerentola, rivestendo così, il ruolo titolo per quasi due anni e portando in giro lo spettacolo in tutta Italia, La Gatta l’ho interpretata per 350 serate. Dopo l’esperienza con De Simone, entrai nella classe di Antonio Florio. Il debutto con la sua orchestra fu nel 2000. Vi ho collaborato per dieci anni. È stato un grande maestro“.

Affermata come uno dei soprani italiani di riferimento nel repertorio barocco, ha poi sviluppato una eccezionale carriera nella lirica: “Ho cantato tanto barocco tenendo sempre d’occhio lo studio del bel canto. Non ho mai abbandonato lo studio di Donizetti, Bellini, Rossini che mi hanno permesso di ampliare la voce e di creare dei punto saldi nella tecnica. Contemporaneamente affrontavo il barocco con un’idea più ampia del suono sempre tenendo presente lo stile.”

Ha inoltre ricevuto il personale invito dal M° Muti per i Carmina Burana da lui diretti a Chicago “A Vienna vidi un manifesto di Riccardo Muti – ricorda l’artista –  Chiamai subito il mio agente e lo invitai a chiedere un’audizione. Pensava scherzassi. Ma io ho insistito. E l’ho ottenuta. Sotto la sua direzione ho cantato Jommelli per la riapertura del San Carlo dopo i restauri, e tanta Scuola napoletana a Salisburgo. Ho avuto la fortuna di incontrare in seguito Abbado, Maazel e Bruno Campanella.”