Eduardo Tartaglia ritorna con il suo teatro

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Tartaglia: “Quello che noi portiamo in scena è un teatro non snaturato che sulla scia dei grandi del passato è fatto di artisti, di autori e di registi”.

di Giuseppe Giorgio – Torna in scena Eduardo Tartaglia con una sua commedia. “Ovvero, torna in palcoscenico – come ha detto lo stesso autore, attore e regista, durante la conferenza di presentazione del suo nuovo spettacolo –  quel teatro che è fatto soprattutto di arte e non di intrattenimento. Quella commedia che pur facendo ridere lo spettatore lo conduce soprattutto verso la riflessione. Sulla scia di tante metafore senza limitarsi ad un vuoto svago con il solo compito di fare passare il tempo”. “Quello che noi portiamo in scena – ha ribadito Tartaglia- è un teatro non snaturato che sulla scia dei grandi del passato è fatto di artisti, di autori, di registi e non di intrattenitori lontani dai canoni della prosa e delle sue vere emozioni”. E’ stato con queste premesse che Eduardo Tartaglia, tornando alla ribalta, in occasione della 17a edizione del “Premio  Msssimo Troisi”, ha anticipato i temi di “Tutto il mare o due bicchieri?” la sua nuova commedia in cartellone a Villa Vannucchi in seno alla storicizzata manifestazione, quest’anno diretta artisticamente da Paolo Caiazzo e curata dal Comune di San Giorgio a Cremano. eduardo tartaglia paolo caiazzoIn scena con l’inseparabile Veronica Mazza, Tartaglia presenta un lavoro dai grandi contenuti che giocando, soltanto in apparenza, con i temi del progresso, dell’etica, della scienza e della religione, immagina un mondo dove a proposito di clonazione ci può essere qualcuno,  che al di là di dinosauri ed animali preistorici, pensa addirittura di replicare un Santo come San Gennaro.  Ed è sull’onda delle vicissitudini di un fantomatico furto delle ampolle del sangue di San Gennaro, con l’obiettivo di avere a disposizione attraverso il miracoloso liquido il gene necessario per una clonazione del Patrono di Napoli, che la commedia innesca una lunga serie di osservazioni e riflessioni. Puntando sul tentativo di riproduzione di un Santo e distanziandosi dal furto sacrilego a scopo puramente materiale modello “Operazione San Gennaro” di Dino Risi (dove tutto è puntato sui gioielli e gli ori del Santo) la commedia firmata Tartaglia, evoca un modo dove la fantascienza diventa scienza e dove il gioco diventa di colpo serio. eduardo tartagliaUn’ idea solo apparentemente folle quella di replicare il Santo Gennaro. Un’idea che nel mettere in ginocchio un investigatore sperduto dinanzi a mille ipotesi, porta  il pubblico ad infinite riflessioni, per effetto delle quali: Platone potrebbe nuovamente prendersela con il sofista di turno, Aristotele potrebbe fare meglio i conti con la metafisica ed il possibile potrebbe di nuovo scontrarsi con l’improbabile. Con la compagnia completata da Stefano Sarcinelli, Giovanni Allocca, Pierluigi Iorio e Antonio dell’Isola ed ancora, con le scene di Luigi Ferrigno, le musiche di Paolo Coletta ed i costumi di Nunzia Russo, “Tutto il mare, o due bicchieri?” riconsegna al pubblico quel teatro d’autore fatto soprattutto di pensiero e di messaggi. Inserita nel contesto del Premio Troisi, ossia in quella che il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno ha definito “non una rassegna ma un percorso articolato che lasciando Villa Bruno alle spalle razionalizza le risorse per avere più giorni a disposizione”, la nuova commedia di Tartaglia, tratta nuovamente materie delicatissime, con il solito piglio di chi fa della leggerezza non motivo di genericità ma di attento e non per questo pesante approfondimento.