Al Teatro Bellini novità e grandi autori per la prossima stagione

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Al Teatro Bellini nuove sperimentazioni e tante scelte coraggiose per la prossima stagione dove, i direttori Gabriele e Daniele Russo, continuano nel loro viaggio verso la contemporaneità. Previste tante novità per gli spettacoli.

di Giuseppe Giorgio – Nuove sperimentazioni e tante scelte coraggiose per la prossima stagione del teatro Bellini dove, i direttori Gabriele e Daniele Russo, continuano nel loro viaggio verso la contemporaneità. In sintonia con la sorella Roberta e sempre protesi verso progetti capaci di esprimere sentimenti e pulsioni pregni di modernità, gli eredi di quello stesso Tato che al Bellini diede vita e prestigio, tornano così all’attacco con una serie di spettacoli divisi tra il passato ed il presente con il comune denominatore della qualità. E parlando di rivoluzione e di scelte temerarie, già per la prima uscita stagionale prevista dal prossimo 3 ottobre fino al 29 dello stesso mese, i Russo hanno pensato ad un’iniziativa intitolata “Glob(e) Al Shakespeare” che porterà nello storico spazio di via Conte di Ruvo, sei allestimenti ispirati all’opera del Bardo. Privando la platea delle poltrone, sostituite con delle panche ed ancora, allestendo il tutto per richiamare alla mente gli spazi del teatro elisabettiano, agli spettatori saranno riservati sei spettacoli divisi tra la commedia e la tragedia shakespeariana. Abbattendo la distanza con il pubblico, disintegrando quella che è da tutti conosciuta come la quarta parete ed infine, allungando il palcoscenico fino a confondere gli attori con gli spettatori posti al centro dell’azione teatrale, in scena, vi saranno lavori emblematici come “Giulio Cesare”, “Otello”, “Racconto d’Inverno”, “Le allegre comari di Windsor” “Tito” e “Una commedia di errori” per le regie, in ordine, di Andrea De Rosa, Giuseppe Miale Di Mauro, Francesco Saponaro, Serena Sinigallia, Gabriele Russo e Emanuele Valenti. Un fiume in piena di novità e di spettacoli, quindi, per la prossima stagione del Bellini che, con la volontà dei Russo di dare pari dignità alla Sala principale ed a quella del Piccolo, racchiuderà il tutto in un unico progetto complessivo. Così, con le produzioni di successo tra cui “Il Giocatore” e “Qualcuno volò sul nido del cuculo” che continueranno a girare, con la sinergia di tanti maestri di strada ed una nuova e pionieristica collaborazione con il Teatro di San Carlo, il Bellini presenterà ai suoi amici, con tante convenienti formule di abbonamento, numerosi interessanti spettacoli. Tra questi, nella programmazione del cartellone, ribadendo la collaborazione con il Massimo cittadino, spettacoli come “Vangelo” con Pippo Delbono e le musiche di Enzo Avitabile eseguite dall’Orchestra del Teatro San Carlo e “Decameron”, con la drammaturgia di Stefano Massini, le musiche di Enzo Avitabile, le coreografie di Edmondo Tucci ed il Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo, con la regia di Gabriele Russo.  Ancora, tra i lavori da segnalare, “Quel gran pezzo della Desdemona” di Luciano Saltarelli, che sarà prima presentato al Napoli Teatro Festival  ed  “Il Sindaco del Rione Sanità” di Eduardo De Filippo con  Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno e Massimiliano Gallo, per la regia di Mario Martone, a cui il Museo “Madre”, il prossimo mese di dicembre, dedicherà un focus. A destare interesse tra le proposte del cartellone, anche il ritorno a casa di Tato Russo che tornerà al Bellini, quale interprete e regista de “La regione degli altri” di Pirandello. Un testo a cui il popolare attore e drammaturgo sta lavorando provando a fonderlo con l’altro capolavoro pirandelliano, “Sei personaggi in cerca d’autore”.  E così, nel mentre, in concomitanza delle repliche di Tato Russo, a tenere banco vi saranno una serie di proiezioni dedicate ai suoi maggiori allestimenti, al Piccolo Bellini, arriveranno, tra i tanti, lavori come: “Romeo e Giulietta” con la regia di Francesca Macrì, “Chiromantica ode telefonica agli abbondonati amori” con i testi di Moscato, Patroni Griffi, Ruccello e Silvestri interpretati e diretti da Roberto Solofra e Sergio Del Prete e “Ranavuottoli” (le sorellastre) di Roberto Russo e Biagio Musella, lo stesso che lo intepreta con Nunzia Schiano per la regia di Lello Serao.