#Fridayhorror6 – I serial killer di Edinburgo

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Noti anche come gli Assassini di West Port sono un caso ben romanzato e ben documentato di omicidi seriali avvenuti nel 1800. Mr William Burke e Mr William Hare furono due immigrati irlandesi che vissero a Edimburgo, in Scozia. Dal loro particolare modo di uccidere le vittime deriva il termine “burking“, che significa soffocare e comprimere volutamente il petto di una vittima (foto in basso).

burke_and_hareillustrationa cura di Stefania Unida e Jolie Marie Trahar – Burke arrivò a Edimburgo intorno al 1817, lasciando moglie e figli in Irlanda. Provò molti mestieri nella vita, e trascorse qualche tempo in un campo militare lavorando come domestico di un ufficiale della Milizia della Contea di Donegal, rimanendo però sempre disperatamente povero. Lasciò l’Irlanda con l’intenzione di trascorrere un po’ di tempo a Edimburgo per poi passare al West Country, al fine di lavorare come ciabattino. Tuttavia, in Scozia ebbe modo di conoscere nuovi amici, e ad Edimburgo incontrò una nuova amante: Helen McDougal. Mr Hare e sua moglie Margaret Laird proposero ai due di soggiornare nella stanza degli ospiti. Mr William Hare era di circa 12 anni più giovane di Burke e aveva sposato la giovane vedova Margaret Laird. Insieme gestivano una casa alloggio per mendicanti e vagabondi. Hare veniva descritto come un uomo aggressivo e spaventoso. Era fuggito in Scozia dopo aver ucciso uno dei cavalli del suo padrone in Irlanda. Un gesto cruento che già mostrava la propensione dell’uomo a commettere crimini.

William Hare e William Burke (nella foto in basso)

burke-and-hare-edinburgh-bodysnatchersIn quegli anni, vi era una fiorente comunità medica nel Regno Unito, e in particolare a Edimburgo. Tuttavia, c’era anche una grave carenza di cadaveri disponibili per lo studio e l’insegnamento dell’anatomia nelle scuole della Gran Bretagna. La principale fonte di cadaveri che legalmente potevano essere utilizzati a tali scopi, era costituita dalle pene capitali e si trattava dunque dei corpi dei criminali giustiziati. I corpi, però, cominciavano a scarseggiare a causa di una forte riduzione del tasso di esecuzione, portato dall’abrogazione del Bloody Code. Erano, infatti, disponibili solo 2 o 3 corpi all’anno, ma gli studenti erano molti. Questa situazione attirò i criminali che volevano ottenere denaro in ogni modo. I furti dei cadaveri (anche chiamato “resurrezione”) suscitò particolare sdegno e paura nella popolazione. La domanda continuava a crescere rapidamente e numerosi professori di medicina cominciarono a chiudere un occhio anche dinanzi all’incertezza sulla provenienza dei corpi che acquistavano. Ciò portò ad un grande mercato nero di ladri di corpi, o resurrezionisti, che derubavano i cadaveri dalle tombe o durante i funerali e vendevano gli organi per scopi medici. Il passo tra il rubare cadaveri e l’omicidio fu breve. Burke e Hare cominciarono a vivere insieme nel 1827. Un vecchio pensionato dell’esercito che viveva nello stesso alloggio morì lasciando loro un debito di 4£ sull’affitto. L’uomo non aveva parenti in vita o chiunque altro a cui chiedere di saldare il debito. Quindi, Burke e Hare riempirono la sua bara con trucioli di legno e portarono il suo corpo all’Università di Edimburgo, dove vendettero il cadavere per 7£. Il compratore era un assistente del famoso chirurgo e anatomista Dottor Robert Knox. Questo fu per Burke e Hare denaro facile. Le dimostrazioni nei teatri anatomici presiedute dal Dottor Knox attiravano folle di fino a 400 persone, tra cui studenti di medicina e membri del pubblico generale.

Surgeon’s Square, 1829 Edimburgo (foto in basso)

18688_surgeons_square_edinburgh-1000x1000_q85La prima vittima di Burke e Hare fu un inquilino dell’alloggio gestito da Hare e sua moglie; si chiamava Joseph. Lo stordirono con il whisky e poi lo soffocarono in modo tale che sembrasse morto nel sonno per cause naturali. La casa alloggio costituiva un rifornimento costante di corpi per Burke e Hare. Le persone che soggiornavano erano, infatti, spesso molto povere o molto malate, e anche senza alcuna famiglia che si prendesse cura di loro.Quando finirono gli inquilini malati, Burke e Hare decisero di prendere le vittime in strada e cominciarono attirando mendicanti e prostitute. I mal capitati venivano attirati con la promessa di una lauta colazione o dell’alcool. Una volta che la vittima era docile e stordita, i due uomini la soffocavano e portavano il corpo al Dr. Knox per ricevere una retribuzione in contanti, generalmente dai £ 7 a 10 £ per ciascun cadavere. Una particolare vittima di questi due loschi individui fu un giovane noto mentalmente disabile di nome James Wilson, soprannominato ‘Daft Jamie’. James zoppicava distintamente, andava spesso in giro senza scarpe, ed aveva solo 18 anni al momento del suo omicidio. Il ragazzo oppose resistenza e i due dovettero ucciderlo insieme. La madre cominciò a chiedere dove fosse finito il figlio. Quando il Dottor Knox scoprì il corpo la mattina dopo, molti studenti riconobbero Jamie. La testa e i piedi furono tagliati dopo che Knox fece vedere il corpo ai suoi studenti. Knox negò che si trattasse di Jamie avendo iniziato a dissezionare il cadavere proprio dalla faccia. Questo omicidio fu molto significativo in quanto Burke e Hare erano soliti smaltire i vestiti delle loro vittime nello Union Canal. Tuttavia, per qualche strana ragione, Burke diede i vestiti di James ai suoi nipoti e questi furono successivamente utilizzati come prove contro i due uomini al processo.

L’ultimo omicidio che i due macabri uomini compirono fu quello di Marjory Campbell Docherty. Burke l’adescò nella casa alloggio sostenendo che anche sua madre era una Docherty, ma dovette attendere per mettere in atto l’omicidio a causa della presenza di altri ospiti, la giovane coppia James e Ann Gray. I Gray se ne andarono per la notte e i vicini sentirono i rumori di una lotta e anche la voce di una donna che gridava “Murder!” (“Assassinio”, ndr). Quando i Gray vennero lasciati da soli in casa nelle prime ore della sera, ispezionarono il letto e trovarono il corpo della signora Docherty sotto di esso. Immediatamente uscirono per recarsi alla stazione di polizia, ma lungo la strada furono avvicinati da Helen McDougal, l’amante di Burke, che  provò a comprare il silenzio della coppia con 10 £ a settimana, al fine di impedire loro di burke_skinallertare le autorità. Rifiutarono. Burke e Hare portarono via il corpo prima dell’arrivo della polizia. Tuttavia, durante l’interrogatorio, Burke dichiarò che la Docherty lasciò la casa alle 7 di mattina, mentre McDougal dichiarò che se ne era andata la sera. La polizia li arrestò. Una soffiata anonima disse alla polizia che il corpo della donna era nella classe del dottor Knox, James Gray la identificò. Poco dopo furono arrestati anche William e Margaret Hare. La serie di omicidi era durata dodici mesi. Ben presto la polizia comprese che Hare più che un criminale incallito era semplicemente un’idiota. Burke, d’altra parte, era un uomo freddo e calcolatore. Era lui il cervello dietro i loro atti atroci. Così a Hare venne offerta l’immunità giudiziaria, a patto che avesse accettato di testimoniare contro Burke. Lui accettò. Burke fu condannato a morte alle 8:30 del mattino nel Natale del 1828. Il giudice stabilì che oltre ad essere impiccato pubblicamente, il cadavere di Burke doveva essere dissezionato all’Edinburgh Medical College subito dopo la sua morte. Venne giustiziato per impiccagione il 28 Gennaio 1829 in un giorno di pioggia torrenziale. Si stima che circa 25.000 persone si riunirono per testimoniare la sua esecuzione e il gioskeleton_002rno seguente il suo corpo fu dissezionato davanti ad un grande pubblico che assistette dal vivo a quella macabra dimostrazione. Addirittura scoppiò una rissa al college tra le tante persone, forse troppe, che volevano ad ogni costo assistere a quello che sembrava un imperdibile spettacolo. Durante la dissezione, durata due ore, il professor Alexander Monro immerse la penna nel sangue di Burke e scrisse “Questo è scritto con il sangue di Wm Burke, che fu impiccato a Edimburgo. Questo sangue è stato prelevato dalla sua testa”. Lo scheletro di Burke (foto a lato) fu poi conservato affinchè il ricordo dei suoi crimini abominevoli restasse indelebile nel tempo. Oggi è ancora in mostra nel Museo Anatomico dell’Edinburgh Medical School, accanto alla sua maschera mortuaria e un libro fatto con la sua pelle (foto del libro sopra). Il crimine non paga, a meno che non siate Hare, naturalmente. Anche se nessuno sa che cosa ne è stato di lui…