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#FridayHorror 1 – Greyfriars Kirkyard, il cimitero più infestato della Gran Bretagna

a cura di Stefania Unida e Jolie Marie Trahar – La Gran Bretagna è la patria di molti dei luoghi più infestati del mondo e ha una ricca storia di fenomeni paranormali. Dalla famosa Torre di Londra alla città di York (considerata da molti la città più infestata d’Europa); qui non sarete mai a corto di storie di fantasmi. I cimiteri, poi, sono spesso considerati tra i luoghi più spaventosi e più noti tra quelli nei quali si sono originati questi racconti, e il cimitero più infestato di tutti è senza alcun dubbio il Greyfriars Kirkyard.

Nel cuore di una Edimburgo moderna e vivace, il Greyfriars Kirkyard sembra nettamente fuori luogo. Ci si sente quasi in un paesaggio rurale, isolati e tranquilli, e si dimentica che la città è ancora lì in movimento intorno a noi, appena fuori da quelle mura. Le enormi tombe grigie in stile gotico con alte torri che svettano sopra la testa, mostrano intagli macabri che presagiscono la morte.
Nella maggior parte dei cimiteri nel corso della storia, e attraverso le culture, è tipico che venga celebrata la vita e il concetto di vita dopo la morte. Solitamente nei cimiteri inglesi ci si imbatte in statue di angeli, fiori, simboli di comfort e di un dolore “controllato”. A Greyfriars, invece, vi sono dei primitivi crani e ossa incrociate scavate nella pietra, simboli di bara e vanga nelle mura del cimitero e poi tetre e imbronciate statue di coloro che hanno lasciato questo mondo. E’ come se ogni cosa in questo cimitero ammonisca i visitatori del loro destino imminente.

In aggiunta a questo, il Kirkyard vanta una prigione del 16° secolo e un manicomio, situati ai lati apposti dello stesso. Non c’è da stupirsi, quindi, se molti affascinanti racconti abbiano avuto luogo proprio qui.

I Covenanti

I Covenanti erano un movimento religioso protestante riformato, che ha avuto origine nel 17° secolo. Secondo il loro credo, nessun uomo, nemmeno un re, potrebbe mai essere il capo spirituale della Chiesa. Ovviamente questo gruppo religioso non piaceva al re, il quale, tra il 17° e il 19° secolo, fece perseguitare e imprigionare nella Covenanters Prison, nei pressi del cimitero, oltre 1.200 Covenanti.

Covenanters Prison

Si racconta che in una qualunque calda giornata estiva, a causa delle condizioni orribili e ripugnanti del carcere, tra cui la mancanza di igiene, la totale incuria e la sporcizia, la puzza della prigione era talmente forte da permeare l’aria di tutta la zona adiacente al cimitero. I detenuti erano esposti alle intemperie, torturati ed uccisi crudelmente. Essi, infatti, venivano impiccati presso la vicino forca di Grassmarket o deportati come schiavi. I corpi delle persone incarcerate venivano seppeliti proprio nel cimitero di Greyfriars. L’unica via d’uscita era quella di giurare fedeltà al re, un atto che in pochi compirono.

Il Poltergeist di Mackenzie

Il Poltergeist di Mackenzie è l’entità più malvagia e nota a Greyfriars. Oltre 400 persone hanno riferito di essere state attaccate da questa presenza e l’attività di quest’ultima ha preoccupato addirittura il Consiglio Comunale tanto da bloccare al pubblico le porte che conducono alla sua tomba. Attualmente, infatti, non è possibile accedervi se non previo appuntamento e con una guida turistica.
Sir George Mackenzie, la cui attitudine spregiudicata e spietata gli valse il nome di “bloody Mackenzie” (Mackenzie, il sanguinario), è vissuto nel 1600 e divenne famoso per la sua barbara persecuzione dei Covenanti. Egli, infatti, fece in modo che i Covenanti fossero tenuti in prigionia in condizioni squallide durante tutto il rigido inverno scozzese: senza alcun riparo e con razioni di cibo estremamente scarse.

È interessante notare che, anche se l’attività paranormale è stata segnalata intorno a questa tomba per un certo numero di anni, gli attacchi sembrano essersi intensificati dopo un particolare evento accaduto nel 1998. Era una notte tempestosa e un uomo senza fissa dimora decise di entrare nel tomba di Mackenzie (nota col nome di “Black Mausoleum“). Presumibilmente vi entrò nella speranza di trovare gioielli di valore o qualcosa da vendere, e nella ricerca ruppe la bara di Mackenzie che rimase aperta e poi cadde all’indietro in una fossa contenente i resti ammuffiti degli appestati. Con grandissimo spavento corse fuori dal mausoleo e per tutto il cimitero urlando a gran voce; le sua urla furono udite da un giardiniere che aveva visto il trambusto. Mentre I due uomini stavano fuori all’entrata del mausoleo udirono un rumore strano che proveniva dall’interno dell’ultima dimora di Mackenzie. Dopo qualche giorno una donna testimoniò di essere stata spinta all’indietro da una folata di vento gelido, dopo essersi affacciata tra le fessure del mausoleo.

Bara di Mackenzie

Una veloce ricerca su Google vi mostrerà i danni causati alla tomba di Mackenzie. Si può anche vedere che molti altri resti umani differenti sono stati sepolti insieme a lui nella sua bara. Siamo quindi certi che l’attività del poltergeist sia legata a Mackenzie – o magari si tratta di qualcun altro?

Ad ogni modo, sin da quello sfortunato evento, molti visitatori hanno sperimentato gli attacchi fisici da parte di un’entità, che si manifesta attraverso evidenti lividi sulle gambe e sulle braccia dei malcapitati visitatori che appaiono causati da mani invisibili. Il poltergeist sarebbe anche in grado di muoversi; molte sono infatti le testimonianze di persone “seguite” da questa ostile presenza che sembra scegliere degli individui, assumendo vita propria. I fenomeni paranormali sono stati registrati in periodi che durano da qualche giorni fino a mesi. Il poltergeist è stato anche segnalato nei luoghi in cui Mackenzie ha trascorso la sua vita e nelle case in cui aveva vissuto molti molti anni fa.

E’ proprio per via di queste manifestazioni, spesso anche violente, che il comune della città decise di chiudere le prigioni e il mausoleo. Tra il 1990 e il 2006 sono stati segnalati circa quattrocento fenomeni tra cui percezione di punti caldi e punti freddi, rumori nel sottosuolo, ringhia. Persone che sentono sbalzi emotivi fortissimi, scoppiano in lacrime, svengono o avvertono sensazioni di nausea. Insomma, il poltergeist di Mackenzie è con noi.

Greyfriar Bobby

Senza dubbio il più famoso residente del cimitero di Greyfriars è Greyfriars Bobby.
Bobby era un piccolo “Scottish Terrier“, che a partire dal 1855 fu di proprietà di un signore chiamato John Gray, che lavorava per la Polizia di Edimburgo come guardia notturna. Bobby era così fedele al suo padrone che, anche dopo che John morì di tubercolosi, continuò a vegliarne la tomba per 14 anni fino alla sua morte, avvenuta il 14 gennaio 1872. Bobby non sarebbe dovuto stare all’interno del cimitero, ma semplicemente niente e nessuno riusciva a spostarlo dalla tomba del suo padrone e così la gente del posto, commossa, cominciò a dargli da mangiare ammirandolo per la sua enorme lealtà. Quando Bobby morì, fu sepolto in una tomba anonima all’interno delle mura del cimitero in modo da poter essere vicino al suo amato padrone per sempre. Tuttavia, vi è una statua commemorativa per il piccolo cane e un campanello suona ogni giorno all’01:00 pm per commemorare il momento in cui la gente del posto gli avrebbe dato da mangiare. Molti visitatori hanno testimoniato di aver udito Bobby abbaiare all’interno delle mura del cimitero; altri affermano di averlo visto sulla tomba di pietra di John Gray ancora intento a far la guardia alla tomba del proprio padrone.
Molte persone ancora lasciano dei fiori o del cibo per il bene della sua piccola anima.

 

Articolo pubblicato il: 18 Novembre 2016 9:00

Redazione

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