lunedì, Luglio 22, 2024

Ex area Nato di Bagnoli. Ignorate le realtà sportive campane

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Le associazioni sportive e i grandi campioni olimpionici campani, convocano una conferenza stampa per replicare con amarezza la notizia della firma di un progetto della Vezzali nella ex area Nato di Bagnoli sostenuto dal Coni e dalla Regione Campania.

di Antonella Amato – Luciano Cimmino, patron di Carpisa Yamamay ha convocato ieri mattina la stampa, le associazioni sportive, e i campioni olimpionici campani. Tutti hanno risposto all’appello. Alla conferenza stampa erano presenti Franco Porzio; Patrizio Oliva; Sandro Cuomo, Carlo Palmieri, presidente dell’associazione Milleculure; Tonino Piccolo dell’Arci Scampia; Imma Cerasuolo, campionessa paraolimpionica di nuoto; Paolo Scutellaro, velista; Franco Manna, presidente della Sebeto s.p.a. Parco-Primo-SportTutti uniti come una squadra per commentare con amarezza l’annuncio della firma di un progetto tra la Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia (proprietaria dei locali che concede il comodato d’uso gratuito per tre anni) e l’associazione no profit “Laboratorio 0246” con sede a Treviso presieduta dalla campionessa olimpionica Valentina Vezzali. Il progetto illustrato ha un valore di 57 mila euro, di cui 40 mila concesso dalla Regione Campania e i 17 mila dalla Fondazione Banco di Napoli. La decisione è stata sostenuta dal Coni, Boston Consulting, Deloitte, Ecolab, Ics, Legnolandia, Leonardo Costruzioni, Selex, Pirelli, Benedetto, Willis Towers Watson.  Il progetto Parco Giochi “Primo Sport 0246” è destinato ai bambini della città di Napoli, in primis quelli delle scuole afferenti della Municipalità di Fuorigrotta-Bagnoli ma con l’obiettivo di estendere la platea con un accordo tra Regione Campania e Ufficio scolastico regionale.

luciano cimminoLuciano Cimmino apre la conferenza stampa e con tono amareggiato commenta la notizia: “Una sensazione spiacevole, se non vogliamo chiamarla rabbia, per aver saputo a cose fatte della convenzione per 57mila euro firmata tra l’associazione no-profit veneta “Laboratorio 0246”, presieduta da Valentina Vezzali e la Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia, per la concessione di 2.200 mq dell’area ex-nato a Bagnoli. Siamo preoccupati per il futuro – dichiara Cimmino -. “Ieri è avvenuto un piccolo tsunami che ci ha lasciati sconcertati. Vorremmo porre degli interrogativi al Coni e alla Regione Campania per capire perché hanno aperto le braccia ad una società veneta per un progetto di “educazione all’attività fisica e allo sport dei bambini. Forse qualcuno non sa che esistono a Napoli dei progetti attivi proprio con i ragazzi, come “Milleculure”, che da due estati assiste tanti bambini alla Mostra D’Oltremare, o l’Arci Scampia? Nessuno è stato interpellato. La nostra volontà non è mettere in discussione la validità del progetto della onlus della Vezzali. Ma, avvicinandosi le Universiadi, vogliamo essere certi che il Coni e la Regione abbiano presente che esiste una realtà campana di associazioni sportive che lavora quotidianamente sul territorio”.

Proprio in questi giorni il presidente del Coni Malagò era stato in visita al Villaggio del Rugby Napoli che è sorto da due anni nell’area dell’ex-Nato. “Secondo me – è intervenuto Franco Manna, presidente della Sebeto s.p.a. e fondatore del Villaggio – le nostre istituzioni non hanno capito le potenzialità dell’area che potrebbe diventare una cittadella dello sport come non ne esistono in Italia. Quando Malagò ha visto l’area, è rimasto colpito proponendo di far sorgere un grande centro sportivo a Napoli. Chi vive di sport a Napoli deve esercitare pressione affinché quell’area non diventi di speculazione andando in fitto a privati”.

patrizio olivaMi sento offeso –  dichiara amareggiato Patrizio Oliva – c’è bisogno che venga la Vezzali a insegnarmi come fare sport sociale? Mi sono messo nei panni di un italiano che legge questa notizia e pensa che c’è lassismo nelle associazioni sportive napoletane. Invece noi siamo iperattive. Non abbiamo nulla contro la Vezzali, ma ci sono anche le associazioni napoletane che si dedicano ai bambini napoletani soprattutto quelli dei quartieri difficili. Pensiamo alla crescita educativa dei bambini convinti che lo sport e la cultura possano recuperare ed educare questi ragazzi che crescono senza dignità e senza regole”.

Valentina è una grande atleta e una compagna di squadra, ed è ammirevole il suo lavoro per il sociale, ma anche noi napoletani – afferma Sandro Cuomo – siamo in grado di realizzare progetti validi e quindi reputo giusto che ci sia un diritto di prelazione per le forze che lavorano sul territorio”.

franco porzioInterviene anche Franco Porzio: “Viene sempre ignorato chi lavora a Napoli, non mi meraviglio perché a Napoli accade anche questo. Lo sportivo per natura è abituato a lottare e sacrificarsi, le istituzioni invece si avvicinano a noi solo quando ne hanno bisogno e noi siamo sempre stati disposti a dare una mano perché crediamo in quello che stiamo facendo. Se questo è l’inizio, faccio fatica a pensare cosa sarà il futuro e non lo dico perché siamo più bravi ma perché viviamo questa città. Chi se ne va da Napoli è sicuramente più apprezzato, lavora meglio e guadagna di più, per questo bisognerebbe avere maggiore rispetto per chi sceglie di restare e combattere ogni giorno”.

Nessuna battaglia, precisa la squadra dei campioni campani, non c’è una guerra in corso con la Vezzali e la sua Laboratorio 0246. Ben vengano sempre progetti validi che permettono la riqualificazione del territorio e la crescita della comunità, ma i 57.000 euro stanziati tra Regione Campania e Banco di Napoli per sostenere il progetto non sono di certo passati inosservati. “Noi lavoriamo con i bambini – ha dichiarato Tonino Piccolo dell’Arci Scampia – e sappiamo che Napoli ha una grande storia sportiva e associazioni che andavano interpellate e valorizzate. Perché siamo una città viva”.  “Nulla contro la Vezzali – insiste Imma Cerasuolo pluricampionessa paraolimpica di nuoto – ma qui c’è gente che lavora nonostante pochi impianti e le poche possibilità, perché non chiedere la collaborazione di chi conosce il territorio?

La domanda è posta all’assessore regionale Fortini. L’impressione è che le numerose associazioni presenti e operanti sul territorio napoletano non abbiano il giusto peso o forse i giusti interlocutori con le istituzioni, perché appare quanto meno strano che nulla sia trapelato di questo progetto prima della firma della convenzione.

Luciano Cimmino conclude lanciando la sua proposta: “Vogliamo andare oltre e creare un gruppo di lavoro, un’associazione che rappresenti tutti e che sia in grado di produrre e portare avanti dei nuovi progetti”. Quella che il velista Paolo Scutellaro ha definito “la cabina di regia forte che manca”.

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