Liberato, il cantante senza volto, su Lungomare di Napoli

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Liberato approda a Milano: il cantante senza volto in concerto il 9 giugno

Liberato: video su YouTube, un premio che non ha ritirato personalmente, la partecipazione a un festival, anche se a cantare furono altri. Un nuovo caso come quello di Elena Ferrante, questa volta nel mondo della canzone. E tutti si mettono a caccia della vera identità dell’artista napoletano.

Questa sera, sul Lungomare Caracciolo di Napoli, alla Rotonda Diaz, Liberato sarà in concerto. Ad aprire l’evento del cantante senza volto, al tramonto, ci saranno i Nu Guinea, il duo funk che vive a Berlino e torna a Napoli per fare da spalla al live di Liberato. A seguire, salirà sul palco Liberato in compagnia di tre sosia vestiti come lui, spiega l’edizione di Napoli di Repubblica.it.

E’ attesa una gran folla, anche perché il concerto è gratuito. L’accesso all’area sarà consentito a seimila persone. Una volta raggiunto il numero stabilito, saranno vietati gli accessi.

Da questa mattina, in servizio duecento tra poliziotti, carabinieri e finanzieri oltre a una trentina di agenti della polizia municipale. Sul posto alcune ambulanze e un presidio dei vigili del fuoco. Controlli anche dal mare, visto che alcune voci sostengono che il cantante misterioso potrebbe arrivare proprio da lì.

Ma chi è Liberato?

Video da milioni di visualizzazioni in cui si intravede un giubbotto con la scritta ‘Liberato’ da quando, il 13 febbraio dello scorso anno, su YouTube è apparso un brano dal titolo Nove maggio di un rapper misterioso che canta in napoletano brani hip hop con velati richiami alla tradizione. Chi è? Un artista noto? Uno sconosciuto che non pubblica album e non fa concerti? Le domande sono tante. E hanno travolto il mondo della musica italiana. Nino D’Angelo scriveva su Facebook all’epoca del primo video: “Non ci trovo niente e se scopriamo domani che è stata scritta e cantata da un neomelodico qualsiasi a molti non piacerà più”, mentre Roberto Saviano afferma di amare la sua musica: “Non m’importa chi sia”, ha scritto all’esordio di Liberato su Twitter, “da giorni mi inietto nei timpani Nove maggio e Tu t’e scurdat’ ‘e me”.

Una scelta, quella dell’anonimato, che premia. Da Elena Ferrante ai Daft Punk, da Banksy a I Cani, dai Gorillaz che celavano Damon Albarn dei Blur allo pseudonimo collettivo letterario Luther Blissett, l’identità nascosta appassiona sempre il pubblico. Le ipotesi stavolta sono tante: c’è chi punta sul cantante napoletano Livio Cori, chi confrontando i testi scommette sullo scrittore partenopeo Emanuele Cerullo, chi ipotizza un team di artisti.

L’unico volto noto per ora è quello del regista Francesco Lettieri, che ha firmato i tre videoclip di Liberato, napoletano, classe 1985. Qualcuno ha ipotizzato un legame con la serie televisiva Gomorra, ma Lettieri frena. “Non posso né smentire né confermare. Abbiamo cercato di prendere le distanze da Gomorra e da una certa Napoli vista in quell’ottica. Nei video di Liberato non c’è degrado, non ci sono le Vele. C’è una Napoli abbandonata a se stessa ma in maniera poetica e mai violenta. I ragazzi di Liberato non hanno le pistole, non ammazzano, sono semplicemente adolescenti”.

Tra tanti elogi, qualche critica. “Non tutti a Napoli lo amano”, spiega, “soprattutto tra i musicisti della vecchia scuola. È condivisibile ma mi sembra solo che si voglia gettare fango su un progetto che, almeno, dovrebbe incuriosire. In piccola parte ha cambiato le dinamiche della musica e della distribuzione. Questa è una delle contraddizioni tipiche di Napoli, da un lato c’è l’apertura e dall’altro la supponenza”.

Progetti per il futuro?

“Sul futuro non so che dire”, conclude Lettieri, “se ci saranno nuovi video o nuove date. Questo è un progetto che cambia ogni giorno e se dovesse finire domani non mi stupirei”.