Al via la terza edizione del Festival Musicale “Spinacorona 2019”. Ingressi gratuiti

573
Michele Campanella in concerto al Teatro San Carlo

Napoli si prepara a vivere un evento unico: 4 giorni di grande musica, 140 musicisti,  22 concerti gratuiti, 14 luoghi diversi nel cuore di Napoli e un ospite d’onore per “Spinacorona 2019”: il Maestro Gianluigi Gelmetti

Giunta alla sua III° edizione, Napoli si appresta a rivivere quelle che possiamo definire, senza ombra di dubbio, delle “Passeggiate Musicali Napoletane”: in una sola parola “Spinacorona”

Sto parlando, naturalmente, del festival ideato e diretto dal maestro Michele Campanella e promosso e sostenuto dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e finanziato nell’ambito del progetto POC Campania 2014-2020 “Creator Vesevo in cammino tra le gemme Unesco da Napoli a Pompei”.

Il nome fortemente voluto da Campanella, si ispira alla celebre Fontana della Spinacorona, detta anche “delle zizze”, (poiché dalle stesse fuoriesce, anche come se fossero due fontane, dell’acqua che idealmente dovrebbe spegnere il fuoco del Vesuvio che troviamo ai suoi piedi) presente all’esterno della chiesa di Santa Caterina della Spina Corona, a due passi da piazza Nicola Amore.Al via la terza edizione del Festival Musicale "Spinacorona 2019". Ingressi gratuiti

Il festival, che ha riscosso un successo così grande nelle due precedenti edizioni, continua il suo viaggio nel cuore della città, dal 10 al 13 ottobre, caratterizzato anche quest’anno dallo stesso slogan che così recita: Riscopriamo la Napoli che abbiamo dimenticato.

Già nelle prime due precedenti edizioni, il maestro Campanella, allievo di Vincenzo Vitale ed uno dei maggiori virtuosi ed interpreti di Liszt, ha fatto conoscere e riscoprire una Napoli “invisibile” e dimenticata, attraverso questa nobile iniziativa, che vuole coniugare arte e musica, storia e cultura.

La rassegna, pertanto, sarà una preziosa ventata di energia e di appuntamenti da non perdere e da seguire uno dopo l’altro. Il format, infatti, segue una filosofia ben precisa: musica dal vivo per 30-40 minuti circa e poi, ancora in cammino, per “passeggiare” e respirare un’atmosfera unica e semplice, allo stesso tempo, fino al prossimo luogo di destinazione dove ci saranno ancora dolci suoni e immortali melodie eseguite da altrettanti bravi e valenti strumentisti.

L’intervento di questa mattina del maestro Campanella alla conferenza stampa di presentazione, è stato molto chiaro: Ricercare altri siti sconosciuti o abbandonati, da far conoscere ed apprezzare ad un pubblico che evidentemente non deve solo ascoltare ” passivamente” il programma che gli viene proposto, ma anche immergersi nella storia e nella cultura storico-architettonica, di cui Napoli è ricchissima.Al via la terza edizione del Festival Musicale "Spinacorona 2019". Ingressi gratuiti

 Pertanto, Campanella ha voluto menzionare ad uno ad uno, alcuni siti scelti apposta per l’occasione, che da anni sono chiusi o versano in condizioni di estremo abbandono, tranne qualche raro caso.

Monte Verginella, in via Palatino, la Chiesa di Santa Maria Donnalbina, dove è presente, in una delle sue cappelle.

Il monumento funebre Di Giovanni Paisiello, Santa Maria dell’Aiuto, è importante sede di numerose iniziative di carattere sociale, Basilica di Santa Reastitura, che troviamo all’interno del Duomo di Napoli, proprio di fronte la Cappella del Tesoro di San Gennaro, e dalle cui fondamenta è stato edificato l’attuale Duomo di Napoli, per terminare con il Reale Monte Manso di Scala, in via Nilo 34, dove al terzo piano di questo edificio, troviamo questa chiesa, proprio sopra la celebre Cappella di San Severo.

La sola visita presso queste cinque antichissime chiese di Napoli, vale forse tutto il Festival di Spinacorona. Le sorprese non sono finite, visto che adesso entreremo nel vivo di queste passeggiate, segnalando gli artisti e il ricco programma musicale che caratterizzerà questa terza edizione di Spinacorona.

Programma

A inaugurare il festival, quest’anno, sarà il giovanissimo violinista Giuseppe Gibboni, astro nascente del panorama italiano, che si esibirà giovedì 10 ottobre alle ore 12 in un concerto-prologo in una delle perle nascoste di Napoli, la Cappella del Real Manso Monte di Scala, appena citata.

Alle 21 invece, nella chiesa di San Paolo Maggiore, edificata sui resti del tempio dei Dioscuri, come testimoniano le due colonne superstiti che si possono ammirare sulla facciata della stessa, Michele Campanella assieme all’ORT Orchestra della Toscana, eseguirà i Concerti n. 2 e n. 4 di Ludwig van Beethoven.

 Nel secondo giorno del festival, venerdì 11 ottobre, i Solisti della ORT presenteranno alle ore 16.30 nella Biblioteca Universitaria, (dotata tra l’altro di un’eccellente acustica, in via Giovanni Paladino) le Sonate a quattro n. 1 e n. 3 di Gioachino Rossini.

Alle 18 nuovo appuntamento, nella chiesa di Santa Maria Donnalbina, per ascoltare la violoncellista e cantante irlandese Naomi Berrill, per la prima volta a Napoli, in un programma particolarissimo che spazia da Purcell e Barbara Strozzi fino a Nina Simone e Simon & Garfunkel.

Ancora una breve passeggiata e, alle 19.30 nella Chiesa di Santa Maria di Monteverginella (in via Paladino), Emanuele Arciuli sarà impegnato al pianoforte in pagine “americane” di Adams, Cage e Rzewski. Gli impegni non finiscono qui, poiché alle ore 21, ancora nella Basilica Monumentale San Paolo Maggiore, Monica Leone e Michele Campanella eseguiranno la Sonata op.34b di Brahms.

La giornata di sabato 12 ottobre ci offrirà ben otto concerti, così distribuiti. Si comincia alle 10 nella Chiesa di Santa Maria di Monteverginella dove l’argentino José Luis Juri eseguirà musiche di Nante e Ginastera. Poi, in via Vicaria Vecchia nella Biblioteca Durante, sede (alle 11,30) del concerto del Mestizo Sax Quartet, mentre alle 13 nella Sala del Capitolo di San Domenico Maggiore il Quartetto Chagall sarà impegnato nell’esecuzione del Terzo Quartetto Rasumovskij di Beethoven, un vero e proprio capolavoro di musica da camera.

Il programma del pomeriggio prende il via alle 15 in San Paolo Maggiore con il duo Anthony e Joseph Paratore, già ospiti della prima edizione e i percussionisti Tommaso Ferrieri Caputi e Vincenzo Miracula: in programma Lutoslawski e la straordinaria Sonata di Bartók, che consiglio vivamente di non perdere.

Alle 16.30 nella chiesa di Santa Maria dell’Aiuto il mezzosoprano Lucia Napoli e il pianista Marco Scolastra porteranno gli spettatori tra le pagine liederistiche di Schumann, altro concerto da non perdere. Alle 17.45 la preziosa Cappella di Santa Restituta, all’interno del Duomo, ospiterà Ralph Evans, Gérard Caussé e Dominque de Williencourt, in programma insolito Francaix e Beethoven.

I sassofoni di Javier Girotto, uno dei più grandi jazzisti di livello internazionale, incontreranno il pianoforte di Michele Campanella, Inn una collaborazione che li ha già visti insieme nell’incisione di almeno due CD.

Alle ore 19.30 presso il Museo di Donnaregina sarà proposto un quartetto d’autori importanti, Debussy, Ravel, Rachmaninov e Stravinskij.

Infine, alle ore 21, avremo un appuntamento decisamente insolito e molto importante nella Chiesa dei Santi Severino e Sossio, a pochi passi da via Duomo, nel Largo San Marcellino, dove risuoneranno le note del contrabbasso di Ferruccio Spinetti e della voce di Petra Magoni, un originale duo meglio conosciuto come “Musica Nuda”, in un concerto intitolato, non a caso “Verso Sud”.

Ancora otto eventi per l’ultimo giorno del festival, domenica 13 ottobre che si aprirà alle ore 10 nella Biblioteca Universitaria con il Quartetto di Fiesole e Vladimir Mendelssohn per il Quintetto op.87 di un altro Mendelssohn, Felix; le sonate di Saint-Saëns e Poulenc saranno protagoniste del concerto per oboe e piano di Paolo Pollastri e José Luis Juri alle ore 11.30 a Donnalbina mentre il clarinetto di Fabrizio Meloni e il pianoforte di Takahiro Yoshikawa si incontreranno alle 13 nella chiesa di Santa Maria di Monteverginella per eseguire Rota, Poulenc e Honegger.

Il pomeriggio si aprirà alle 15 con le impegnative e famosissime Variazioni Goldberg di Bach che saranno eseguite a Santa Maria dell’Aiuto al pianoforte da Monica Leone. Successivamente, l’ attenzione si sposterà nella Chiesa di San Gregorio Armeno dove alle ore 16.30, saranno protagonisti i Fiati di Santa Cecilia che interpreteranno la Serenata K.388 e l’Ouverture dalle Nozze di Figaro di Mozart.

Gli ultimi tre appuntamenti del festival si terranno alle 18 in San Marcellino e Festo, dove Stefania Cafaro eseguirà la Sonata op. 111 di Beethoven dopo che Enzo Salomone avrà letto brani dal Doktor Faustus di Mann. Alle ore 19.30 a Donnaregina, Ralph Evans, Dominique de Williencourt e Michele Campanella suoneranno il Trio di Čajkovskij op. 50, mentre alle 21, nella Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella, sarà presente l’ospite d’onore di “Spinacorona 2019”, il direttore d’orchestra Gianluigi Gelmetti, che chiuderà il Festival con una prova aperta di brani di Beethoven e Rossini con l’Orchestra del Conservatorio omonimo. 

Un programma ricco e ambizioso, forse anche impegnativo, ma senza dubbio interessante e trascinante, che si snoda, volutamente, per il centro antico di Napoli, di una Napoli forse poco conosciuta ma che ne arricchisce il valore storico-architettonico e soprattutto popolare.

‘Spinacorona’, inoltre, è realizzato con il supporto organizzativo della Fondazione Festival Pucciniano, con il coordinamento artistico di Giovanni Oliva e la produzione esecutiva di Progetto Sonora e delle Nuvole, mentre la comunicazione è a cura degli studi Artetica e Doppiavoce. Infine, voglio precisare che tutti i concerti citati, saranno a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Tutto grazie alla TENACIA, una parola “magica” che più volte gli organizzatori hanno voluto citare specificamente, per sottolineare un impegno costante, duro e meritevole, ma profondamente intriso di passione e rigore artistico.