Thailandia, grotta Tham Luang: salvi i 12 ragazzi e l’allenatore

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Thailandia, grotta Tham Luang: salvi i 12 ragazzi e l’allenatore

Thailandia: le operazioni di salvataggio sono state completate con successo, mettendo fine a un’odissea cominciata lo scorso 23 giugno.

L’incubo è finito. Sono tutti fuori, i 12 ragazzini e il loro allenatore, intrappolati nella grotta thailandese di Tham Luang dallo scorso 23 giugno. Fuori anche i 4 soccorritori, i 4 sub, tra cui un medico militare. Le operazioni di salvataggio sono durate tre giorni: nei primi due giorni sono state salvate 8 persone (4 alla volta), mentre ieri è toccato agli ultimi 4 ragazzi e al coach 25enne, Ekkapol Chantawong.Thailandia, ragazzi intrappolati scrivono a genitori: continuano le ricerche Tra i ragazzi soccorsi, due potrebbero aver contratto la polmonite. Tutti sono molto deboli e per questo motivo non potranno assistere alla finale dei Mondiali di calcio in Russia, dove li aveva invitati il presidente della Fifa, Gianni Infantino. “La guarderanno in televisione”, ha assicurato un portavoce del ministero della Sanità della Thailandia. I ragazzi per ora sono infatti in isolamento all’ospedale di Chiang Rai, dove i loro familiari hanno potuto vederli attraverso un vetro. Campioni dei prelievi che sono stati fatti loro sono stati inviati a un laboratorio di Bangkok per escludere infezioni. Rimarranno ricoverati una settimana, per garantire la piena ripresa del loro sistema immunitario, ma nessuno è in pericolo di vita.

Ragazzi intrappolati, un centinaio di persone per i soccorsi

Per tirare fuori i ragazzi intrappolati a 1.7 km sotto la grotta Tham Luang in Thailandia, sono state impegnate un centinaio di persone, che hanno portato a termine un grande lavoro di squadra nonostante condizioni climatiche non facili. Ai ragazzi era stato insegnato come muoversi sott’acqua, visto che nessuno aveva esperienza di immersioni.Thailandia, in salvo i primi 4 ragazzi intrappolati Un ruolo centrale è stato quello di Richard Harris, medico australiano tra i più preparati a livello mondiale come sub. Secondo alcune fonti i ragazzi erano stati anche sedati per evitare il panico, ma erano comunque in grado di comunicare con i sub che li accompagnavano, legati a una fune. I sommozzatori portavano una bombola di ossigeno per ogni ragazzo, ma la prima difficoltà c’è stata all’inizio del viaggio: dalla piccola spiaggia nella grotta c’è infatti un primo cunicolo in discesa e completamente allagato, in cui bisognava nuotare. Poi, ci si è diretti verso un passaggio molto stretto, in cui la corporatura esile dei ragazzi ha aiutato. L’ultima parte verso la base era all’asciutto.

Saman Guman, un eroe morto per salvare i ragazzi

Tra i soccorritori, spicca il 38enne Saman Gunan, sub della Marina thailandese, che aveva preso le ferie dal suo lavoro per contribuire a salvare la vita dei ragazzini. Saman è morto da eroe, portando ossigeno ai ragazzi intrappolati e riuscendo a terminare la missione pur allo stremo delle forze.