Spagna, ultimatum alla Catalogna. Una possibile soluzione

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A poche ore dalla scadenza del secondo ultimatum di Madrid alla regione secessionista della Catalogna, si intravede una possibilità di soluzione.

Il premier spagnolo Rajoy nell’ultimatum a Puigdemont, presidente catalano, aveva chiesto di mostrare ‘buon senso e equilibrio’ nella risposta che gli invierà domani, per non fare scattare l’applicazione dell’art.155, che consentirà fra l’altro la sospensione dell’autonomia. Ma a poche ore dalla scadenza del secondo ultimatum di Madrid alla regione secessionista della Catalogna, si intravede una possibilità di soluzione. Il governo spagnolo sarebbe pronto a evitare l’attivazione dell’art. 155 della Costituzione, che prevede il commissariamento e la sospensione delle istituzioni catalane, se Carles Puigdemont, presidente della regione, convocasse elezioni anticipate in Catalogna. E’ quanto fanno sapere fonti governative di Madrid, citate dal quotidiano El Pais. Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, chiede a Puigdemont di chiairire una volta per tutte se ha intenzione di insistere sulla proclamazione dell’indipendenza o ripristinare la legalità.

Ma in che cosa consiste l’applicazione dell’art. 155? Secondo Antonio Pelayo, corrispondente in Italia dell’emittente televisiva Atena 3, Madrid nominerà un nuovo governatore, nuovi responsabili della sicurezza e sicuramente saranno adottate misure nei confronti di Puigdemont.

La Costituzione spagnola e l’autonomia regionale

Madrid riconobbe prima l’autonomia delle nazionalità storiche come la Catalogna, i Paesi Baschi, la Galizia e l’Andalusia e poi, in diverse fasi successive, permise a tutte le altre regioni di costituirsi come comunità autonome. La costituzione spagnola però non concede a questi enti locali la possibilità di dichiararsi indipendenti, anzi, all’articolo 155, concede il potere all’autorità centrale di riprendere il controllo della comunità nel caso quest’ultima “non ottemperi agli obblighi imposti dalla Costituzione o dalle altre leggi, o si comporti in modo da attentare gravemente agli interessi generali della Spagna”. Questo articolo rappresenta la misura più estrema nelle disponibilità del governo di Madrid, in caso una regione autonoma dichiari l’indipendenza. Negli ambienti politici spagnoli, questo provvedimento è considerato “l’opzione nucleare” a disposizione della Spagna per difendere la propria unità nazionale. L’ex ministro degli Esteri spagnolo José Manuel García-Margallo ha infatti definito il ricorso a questo articolo come una “bomba atomica”. Il parlamento spagnolo lo descrive come una misura “eccezionale o estrema per situazioni altrettanto eccezionali o estreme”. spagnaQuesto provvedimento non è comunque mai stato invocato in Spagna da quando la costituzione è entrata in vigore nel 1978. Nel caso previsto dall’articolo 155, il testo disegna un iter particolare perché Madrid possa riconquistare il controllo dell’ente locale che decida di mettere in dubbio l’unità della nazione spagnola. “Il governo, previa richiesta al presidente della Comunità Autonoma e, ove questa sia disattesa, con l’approvazione della maggioranza assoluta del Senato, potrà prendere le misure necessarie per obbligarla all’adempimento forzato di tali obblighi o per la protezione di detti interessi”, si può leggere nel primo comma di questa norma. Nonostante non sia prevista dal testo costituzionale, l’approvazione del re Felipe VI, in caso di ricorso del governo a questo provvedimento, rappresenta una mossa importante in termini di consenso popolare. Nel contesto politico spagnolo, il ruolo del re è simile a quello di un presidente di una repubblica parlamentare. Il monarca però, secondo l’articolo 62 della Costituzione, deve “essere informato degli affari dello stato e può presiedere, a questi effetti, le sessioni del Consiglio dei ministri, quando lo ritenga opportuno”. Nel suo discorso alla nazione spagnola, la sera del 3 ottobre, il re ha difeso l’unità della Spagna, parlando di “slealtà inaccettabile da parte delle autorità catalane”, preludendo così a un suo possibile sostegno all’applicazione dell’articolo 155.spagna “È responsabilità dei legittimi poteri dello stato assicurarsi che l’ordine costituzionale e il normale funzionamento delle istituzioni sia rispettato”, ha detto il re Felipe VI a seguito del referendum sull’indipendenza. Il primo passo per invocare l’articolo 155 della Costituzione spagnola prevede che il governo di Madrid notifichi ufficialmente al presidente della Catalogna, l’indipendentista Carles Puigdemont, un messaggio che gli ricordi il suo obbligo di rispettare le leggi nazionali. In questa comunicazione ufficiale, il governo spagnolo deve indicare anche tutte le mancanze imputate all’autorità di Barcellona, attendendo poi la risposta del presidente catalano. Perché possa essere attivato l’articolo 155, Puigdemont deve quindi essere coinvolto nella decisione riguardo la sospensione dell’attività del proprio governo regionale. In caso contrario, Madrid dovrà sottoporre la richiesta al Senato spagnolo. Nel caso di rifiuto da parte di Puigdemont di partecipare all’iter previsto dall’articolo 155 della Costituzione, la richiesta di sospensione dell’autorità della Comunità autonoma da parte del governo spagnolo dovrà ricevere l’appoggio della maggioranza del Senato, la seconda camera del parlamento del paese. Questa assemblea è composta attualmente da 266 senatori, di cui 208 sono stati eletti direttamente dai cittadini, mentre 58 sono stati designati dalle 17 assemblee delle diverse comunità autonome della Spagna. spagnaIn Senato, il Partito popolare del primo ministro Rajoy possiede la maggioranza assoluta, con 149 senatori su 266. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Europa Press, il governo spagnolo prevede di portare a termine l’intero iter in poco più di cinque giorni. L’attivazione di questo provvedimento metterebbe fine, almeno temporaneamente, all’autonomia catalana, provocando certamente una reazione nelle piazze della Comunità autonoma, in particolare da parte degli indipendentisti. Come riportato dal quotidiano locale La Vanguardia, una fonte interna al governo autonomo regionale di Barcellona ha definito questa eventualità come una mossa dalle conseguenze “pericolosamente imprevedibili”. Il ricorso all’articolo 155 della Costituzione potrebbe inoltre generare la solidarietà da parte di altre comunità come quella dei Paesi Baschi nei confronti delle istituzioni catalane, riaprendo la ferita dell’indipendentismo in altre regioni della Spagna.