Epilessia infantile a “Una radio per un aiuto”

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I temi trattati nella scorsa puntata a “Una radio per un aiuto” sono stati: Convegno sui diritti degli animali a Cosenza, Ass. Gaia cerca Videomarker, Ass. Il Sorriso di Mavi Onlus e il Premio letterario, Epilessia: nasce nuovo portale, presentazione e lettura favola di Roberta Zoli sull’epilessia, poesia vincitrice Mini-Concorso, presentazione libro di Massimiliano Pricoco “Il traduttore di lacrime”, incontro a Lucca e la legge sui Caregiver, Palermo nasce centro per l’autismo, Garbagnate apre sportello per chi è affetto da autismo, ENPA nelle zone terremotate, Verona e l’evento sulla disabilità visiva. Sondaggi

dora-1Tra questi abbiamo pensato di parlare in maniera più approfondita dell’epilessia infantile.

Per prima cosa però spieghiamo che cos’è l’epilessia:

L’epilessia (dal greco epilepsia: attacco improvviso) è una malattia neurologica che si manifesta con crisi improvvise e passeggere, causata da disfunzioni dei circuiti del cervello. I neuroni (cellule cerebrali) producono scariche elettriche troppo intense e il “corto circuito” compromette momentaneamente l’attività cerebrale.

Piccoli e grandi mali.

L’epilessia, detta “grande male” provoca crisi convulsive (perdita di conoscenza, caduta a terra, contrazioni muscolari), quella detta “piccolo male”, provoca perdita di coscienza di pochi secondi senza convulsioni. In altri casi la crisi comporta allucinazioni, gesti inconsulti (come una risata improvvisa e incontrollabile), contrazioni muscolari locali. Esitono inoltre numerose forme di epilessia e ad oggi, non si sa ancora che cosa le provochi. Noi però ci soffermeremo a parlare di quella infantile, perché anche i bambini possono essere affetti da questa patologia.

A differenza di quella degli adulti, molti bambini guariscono spontaneamente all’arrivo della pubertà ed altri riescono a tenere sotto controllo la malattia con i farmaci. È anche vero però che rimangono vivi ancora oggi molti pregiudizi su questa malattia, che possono ostacolare la serenità dei bambini. Nella realtà nella vita di tutti i giorni, forse è questo quello che fa più paura, l’epilessia  è ancora circondata da pregiudizi e discriminazioni.

Come si fa una diagnosi?

epilessiaOltre che sulla manifestazioni gli specialisti si basano sull’elettroencefalogramma, un esame che registra l’attività elettrica cerebrale. Tac, risonanza magnetica e studi genetici possono essere utilizzati per definire meglio le cause della malattia. Nei bambini la patologia è un fenomeno piuttosto frequente (circa una persona su 100 ne soffre e nel 75% dei casi si tratta di bambini o adolescenti).

Quali sono le cause della malattia?

Uno studio del 2014 pubblicato sulla rivista Epilepsy & Behaviour avverte che l’ansia, lo stress, costituisce un fattore chiave per lo scatenamento di manifestazioni assimilabili a veri e propri attacchi epilettici. Nei bambini fino a 5 anni le crisi epilettiche possono scatenarsi in seguito ad episodi di febbre molto alta, soprattutto se anche uno dei genitori ne aveva sofferto a sua volta.

Tra i 5 e i 12 anni, invece, fanno il loro esordio le epilessie primarie generalizzate e le forme parziali a generalizzazione secondaria. Durante l’adolescenza e in età adulta si ha prevalenza delle forme secondarie, dovute anche a: gravi traumi cranici, privazione del sonno, infezioni del sistema nervoso centrale (encefaliti, meningiti), neoplasie cerebrali e uso di droghe, alcol, ciclo mestruale.

Quali sono le terapie?

La terapia farmacologica che viene stabilita dopo una serie di esami e osservazioni è perlopiù sintomatica, finalizzata al controllo degli episodi epilettici. La posologia viene stabilita in base alla natura, la frequenza e alle modalità di insorgenza delle crisi. Alcune terapie hanno però  inevitabili effetti collaterali, primo fra tutti l’induzione di sonnolenza che nei bambini può venire ad incidere sull’attenzione e quindi sull’apprendimento scolastico. In altri casi possono provocare vertigini, per questo vanno introdotti lentamente, progressivamente e vanno ridotti o sospesi in maniera ancora più graduale. La dose del farmaco dev’essere personalizzata. Purtroppo esistono forme resistenti ai farmaci, nelle quali bisogna tentare altre strade, che sono principalmente tre:

  • chirurgia, con eliminazione o isolamento del focolaio cerebrale responsabile delle crisi. Questa via è percorribile solo quando è possibile identificare esattamente il focolaio e asportarlo o isolarlo senza provocare ulteriori danni al bambino.
  • neurostimolazione. Si tratta di fornire al cervello stimoli elettrici che riescono a mettere a tacere le scariche anomale responsabili delle crisi. La forma più diffusa è la stimolazione del nervo vago, che dà stimoli diffusi a tutto il cervello. Oggi tuttavia, si sta cercando di lavorare a terapie più mirate.
  • dieta chetogena o chetogenica. È una dieta ad altissimo contenuto di grassi.

Per ulteriori informazioni in materia, consultate i siti:

  • http://www.lice.it
  • http://www.ospedalebambinogesu.it/epilessia
  • http://www.aice-epilessia.it

Interessante la lettura del libro: “La piccola Aliena del pianeta 1P36” di Roberta Zoli. Una mamma che attraverso una favola illustrata, spiega alla propria bambina la malattia di cui soffre, cioè l’epilessia.

Per ascoltare gli altri temi trattati nella puntata, collegarsi al link:

http://www.spreaker.com/user/dora